“È un evento eccezionale”: Vasseur rivela come il ‘metodo Sainz’ ha costretto la F1 a cambiare

“È un evento eccezionale”: Vasseur rivela come il ‘metodo Sainz’ ha costretto la F1 a cambiare
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“In queste situazioni ognuno cerca il proprio vantaggio”. Frédéric Vasseur svela i retroscena della svolta di Miami: ecco come i piloti, guidati da Carlos Sainz, hanno rotto il muro della FIA per riscrivere il futuro tecnico della Formula 1
10 maggio 2026

Il weekend del Gran Premio di Miami ha segnato uno spartiacque cruciale per il futuro della Formula 1. Il nuovo regolamento tecnico, nei primi appuntamenti stagionali, aveva già evidenziato i suoi punti nevralgici; tuttavia, sfruttando il mese di pausa forzata, la Federazione è intervenuta con correttivi che in Florida hanno dato un primo esito positivo. L’importanza di questa svolta non risiede solo nell’evoluzione dell’era tecnica, ma nell’aver finalmente prestato ascolto ai piloti, i quali da tempo segnalavano le criticità effettivamente venute a galla.

Foto copertina: ANSA

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La pista non mente. E chi meglio di chi la vive ogni weekend può analizzare l’efficacia di un regolamento? Già durante il lavoro al simulatore lo scorso anno, i piloti avevano riscontrato problematiche intrinseche alle nuove norme. Lo avevano fatto presente ai Team Principal e alla Federazione, rimanendo però inascoltati. Oggi, davanti alla realtà dei fatti, FIA e FOM hanno dovuto fare un passo indietro, aprendo il tavolo decisionale anche ai protagonisti nell'abitacolo. È un primo passo fondamentale, sia verso un affinamento tecnico più puntuale, sia verso un processo decisionale snellito e realmente inclusivo delle opinioni dei piloti.

Ma è realistico pensare di coinvolgere attivamente ventidue piloti nella formulazione dei regolamenti? “Credo che un buon esempio sia stato il loro coinvolgimento nelle discussioni sulla modifica dei motori nelle ultime due settimane. È andata bene”, ha commentato Frédéric Vasseur. “Certo, hanno punti di vista diversi e non è sempre facile trovare un compromesso. Ma fanno parte della discussione e continueranno a farne parte; noi stessi li ascoltiamo, ci confrontiamo con loro e riportiamo i feedback alla FIA. Non sono affatto esclusi dal sistema”.

A fargli eco è James Vowles: “So che Carlos Sainz, ad esempio, è stato consultato. Nikolas Tombazis ha fatto un ottimo lavoro coinvolgendolo e ponendo le domande giuste prima di procedere con questo cambio regolamentare, per assicurarsi che lui e altri fossero parte del processo. I fatti lo dimostrano”. Il madrileno, d’altronde, ha un peso specifico differente rispetto ai colleghi: insieme a George Russell, ricopre la carica di Presidente della GPDA, l’associazione sindacale dei piloti.

Probabilmente siamo già in troppi attorno a quel tavolo, perché si finisce spesso per girare in tondo. Aggiungerne altri non aiuterebbe”, ha aggiunto il Team Principal della Williams. “Tuttavia,dietro le quinte’ è stato creato, ad esempio, un modulo affinché i piloti possano esprimere le proprie opinioni su determinati aspetti. Avere un rappresentante, sia in un pre-meeting con la FIA che durante la riunione stessa, è piuttosto sensato. Dobbiamo solo assicurarci di non cedere ai pregiudizi di un singolo produttore di Power Unit, ma di ascoltare davvero ciò che i piloti ritengono necessario”.

I vertici delle squadre accolgono con favore questa nuova era del "potere ai piloti" o temono che i loro interessi possano divergere da quelli del team? “I loro interessi coincidono con quelli dello sport”, prosegue Vowles. “Sono pragmatico: per me è facile parlarne perché al momento non lottiamo per il vertice. Il successo commerciale attuale deriva dal fatto che lo sport è in una posizione fantastica. Alex Albon e Carlos riflettono questo nei loro commenti. Non cercano suggerimenti mirati a favorire la Williams, ma puntano a ciò che serve per ottenere il massimo come piloti e al prodotto giusto per la Formula 1. Finché l'approccio è questo, non vedo problemi”.

Sulla questione è intervenuto anche Mattia Binotto, oggi a capo del progetto Audi in F1: “Innanzitutto, bisogna ricordare che esiste un organo di governo, la FIA, che scrive i regolamenti. Nessun altro lo fa. E se guardiamo al 2031, che sarà fuori dal Patto della Concordia, saranno ancora loro a decidere pienamente il futuro. Penso che la FIA stia semplicemente ascoltando tutti per assicurarsi che la direzione sia quella giusta; è un processo sano. Non credo che i piloti avranno più influenza rispetto al passato, semplicemente vengono ascoltati. Ci troviamo di fronte a un regolamento completamente nuovo e la FIA sta facendo il lavoro giusto mettendo tutti attorno a un tavolo: tecnici, ingegneri, Team Principal e piloti. Se siamo riusciti a cambiare un regolamento a stagione in corso è perché c'era un ampio consenso, nato dall'aver trovato un terreno comune”.

Vasseur ha poi concluso ribadendo la centralità del feedback umano: “I piloti sono coinvolti sin dal primo giorno, perché il feedback che riceviamo dalla vettura si basa sulla loro esperienza. Sono parte integrante del confronto. Se lo sport va bene oggi, è anche perché la governance funziona. Onestamente, sono rimasto sorpreso dal fatto che siamo riusciti a ottenere modifiche durante la stagione: è un evento quasi eccezionale, dato che in queste situazioni ognuno cerca il proprio vantaggio. Invece abbiamo fatto progressi, e i piloti ne sono stati pienamente partecipi”.

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