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Il prezzo del petrolio scende rapidamente, ma per gli automobilisti italiani il risparmio al distributore resta decisamente più contenuto. È quanto denuncia il Codacons, che ha analizzato l’andamento delle quotazioni internazionali del greggio e quello dei prezzi di benzina e gasolio praticati sulla rete italiana. Nel giro di un mese il petrolio avrebbe perso quasi il 24% del proprio valore, mentre nello stesso periodo la riduzione dei listini alla pompa sarebbe stata molto più limitata. Una differenza che riaccende il dibattito sulla velocità con cui le oscillazioni delle quotazioni internazionali vengono trasferite sui prezzi pagati dai consumatori.
Secondo i dati elaborati dal Codacons, nell’arco di un mese le quotazioni del petrolio sono diminuite del 23,8%. Una flessione particolarmente significativa che, tuttavia, non avrebbe prodotto una riduzione altrettanto consistente dei prezzi dei carburanti. Nello stesso periodo, infatti, il prezzo medio della benzina sarebbe sceso di circa il 6%, mentre quello del gasolio avrebbe registrato una contrazione ancora più contenuta, pari al 2,2%. Il fenomeno viene definito dall’associazione dei consumatori come una nuova dimostrazione della cosiddetta “doppia velocità” dei carburanti: quando il petrolio aumenta, i rincari tendono a trasferirsi rapidamente sui listini dei distributori, mentre in presenza di forti ribassi delle quotazioni internazionali la discesa dei prezzi alla pompa risulterebbe più lenta. Il tema è particolarmente rilevante per le famiglie italiane, considerando il peso dei costi di benzina e diesel sui bilanci domestici e sulle spese di trasporto. Nei giorni successivi il Brent è sceso ulteriormente fino a quota 72 dollari al barile, sotto i livelli precedenti alle tensioni internazionali, mentre il Codacons ha evidenziato come la riduzione del prezzo medio del gasolio continuasse a rimanere nettamente inferiore rispetto al crollo delle quotazioni petrolifere.
Di fronte alla differenza tra l’andamento del greggio e quello dei prezzi alla pompa, il Codacons ha annunciato di essere pronto ad avviare iniziative legali a tutela degli automobilisti. L’associazione chiede che i listini di benzina e diesel vengano adeguati più rapidamente alla diminuzione delle quotazioni internazionali e non esclude di rivolgersi all’Antitrust e alle Procure della Repubblica per verificare la presenza di eventuali anomalie nella formazione dei prezzi. L’obiettivo è accertare se lungo la filiera dei carburanti esistano comportamenti in grado di rallentare il trasferimento dei ribassi ai consumatori finali. La questione resta centrale anche in vista dell’aumento degli spostamenti estivi, quando milioni di automobilisti si mettono in viaggio e anche pochi centesimi di differenza sul prezzo al litro possono trasformarsi in una spesa complessiva significativa. Con il petrolio in forte calo, l’attenzione sarà quindi concentrata sull’evoluzione dei prezzi di benzina e gasolio in Italia e sulla velocità con cui i distributori trasferiranno ai consumatori i ribassi registrati sui mercati internazionali.