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La prova di forza di Racing Bulls continua. Non solo grazie a Liam Lawson, ma anche ad Arvid Lindblad, che sta facendo brillare tutto il suo talento nella sua prima stagione di F1. La VCARB 03 si sta dimostrando una macchina decisamente solida, esattamente come la line-up formata dal neozelandese e dal rookie britannico, capace di conquistare un solido settimo posto davanti al pubblico di casa a Silverstone. Un ottimo risultato di squadra e una performance incredibile da parte del giovane talento britannico, che continua a impressionare per maturità e velocità.
Nonostante i punti portati a casa, Lindblad ha mostrato lo spirito del vero agonista, non nascondendo un pizzico di rammarico per un problema tecnico che ha condizionato le sue prime fasi di gara. “Penso che sia un'ottima giornata per il team. Onestamente, da parte mia non sono del tutto felice perché c'è stato di nuovo quel problema con l'erogazione dell'energia nel corso del primo giro. Penso che se non fosse successo, sarei stato in grado di rimanere davanti a Liam. In ogni caso, resta un'ottima giornata per la squadra”.
Per il giovane debuttante, correre per la prima volta a Silverstone nella massima serie ha rappresentato un momento indelebile, reso ancora più speciale dagli affetti personali. “È stato davvero speciale. Quando hanno suonato l'inno nazionale prima della gara è stato fantastico. Inoltre, è stata la prima volta che mio fratello era sulla griglia con me: gli ho dato un abbraccio prima di salire in macchina, è stato bellissimo”.
La corsa di Lindblad è stata caratterizzata anche da un intenso duello strategico e in pista con il compagno di squadra, sfiorato dopo la girandola dei pit stop effettuati per difendersi dal rientro degli avversari, tra cui Bortoleto. “Ero a una distanza ragionevole da Liam, a circa un secondo e mezzo o due. Ho spinto molto all'inizio del secondo stint perché volevo provare a prenderlo. Stavamo spingendo parecchio entrambi; non ci sono riuscito del tutto e di conseguenza ho surriscaldato le gomme, faticando un po' per il resto dello stint. Ma ho preferito provarci ed esagerare un po' piuttosto che rimanere semplicemente lì ad accettare la situazione”.
Il finale di gara, caratterizzato dalle soste per montare le mescole più morbide in vista di un potenziale finale scoppiettante con il rientro della Safety Car, che non è avvenuto, ha lasciato al pilota britannico un mix di emozioni tra la sicurezza del risultato e la voglia di regalare spettacolo. “Ero un po' triste per come si è conclusa, proprio per la natura dello sport e dello spettacolo. Tutti erano rientrati ai box per montare le gomme soft ed era rimasto un finale da un solo giro secco. Penso che una situazione del genere sia incredibilmente emozionante. Ovviamente, dal punto di vista della squadra, è un'ottima cosa aver messo al sicuro i punti, ma quando si tratta di un finale da un solo giro può succedere di tutto, il che lo rende piuttosto divertente”.