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La Germania è diventata il nuovo campo di battaglia dell'industria automobilistica cinese. Dopo aver conquistato quote sempre più consistenti in diversi mercati europei, i costruttori di Pechino stanno accelerando proprio nel Paese che per decenni ha rappresentato una delle roccaforti mondiali dell'automotive.
Il fenomeno, per ora, non significa che Volkswagen, BMW e Mercedes-Benz siano state sorpassate in casa. I marchi cinesi rappresentano infatti ancora una quota minoritaria delle immatricolazioni tedesche. Attenzione però, perché la velocità con cui stanno crescendo sta cambiando rapidamente gli equilibri. I numeri sono emblematici.
Nei primi otto mesi del 2026 le auto cinesi hanno raggiunto circa il 4,2% del mercato della Germania, mentre nel solo primo semestre i costruttori cinesi hanno immatricolato oltre 38.000 vetture elettriche a batteria, con una crescita del 68% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato più significativo riguarda la traiettoria.
BYD, MG, Leapmotor, Xpeng, Geely e gli altri marchi del Dragone stanno aumentando rapidamente la loro presenza nel cuore dell'Europa. E la spinta non arriva più soltanto dai modelli a batteria: i costruttori cinesi stanno utilizzando anche gli ibridi plug-in per aggirare parte delle barriere commerciali europee e conquistare una fascia sempre più ampia di automobilisti.
Il salto di qualità è evidente nei numeri. Secondo quanto riportato da Handelsblatt, tra gennaio e luglio 2026 i marchi cinesi hanno rappresentato l'8,7% delle nuove immatricolazioni europee, contro appena lo 0,6% del 2021. Circa 780.000 vetture prodotte da marchi cinesi erano già arrivate sulle strade europee nei primi sette mesi dell'anno, quasi quanto nell'intero 2025.
Ora, come detto, la Germania è però diventata l'obiettivo principale. È il più grande mercato automobilistico europeo, con quasi tre milioni di nuove auto immatricolate ogni anno, e proprio per questo rappresenta il banco di prova decisivo per BYD e concorrenti. Nel primo semestre 2026 BYD ha immatricolato in Germania 26.252 vetture, conquistando l'1,8% del mercato e registrando un aumento del 315% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
MG, altro marchio cinese, ha raggiunto 16.152 immatricolazioni, pari all'1,1% del mercato, mentre Leapmotor è cresciuta del 306,5%, arrivando a 8.402 vetture. Anche Xpeng ha più che triplicato i volumi, con 3.357 auto e una crescita del 215%. Numeri ancora lontani da quelli dei grandi costruttori tedeschi, ma sufficienti per mostrare la direzione del mercato.
Volkswagen resta infatti il marchio dominante in Germania con 273.747 immatricolazioni nel semestre e una quota del 18%, ma ha perso il 4,3% rispetto al 2025. Mercedes-Benz è rimasta sostanzialmente stabile, mentre BMW e Audi sono cresciute. La differenza è però nella velocità: mentre i marchi tedeschi difendono posizioni costruite in decenni, le auto cinesi stanno conquistando spazio partendo da numeri molto più piccoli.
Proprio questa accelerazione preoccupa Berlino. La concorrenza cinese non si limita più a modelli elettrici economici, ma si sta spostando verso SUV, berline, ibride e, con Denza, anche verso il mercato premium tradizionalmente presidiato da Mercedes-Benz, BMW e Audi. BYD sta inoltre ampliando rapidamente la propria rete commerciale tedesca, mentre nuovi marchi continuano ad arrivare: Chery, per esempio, prepara il debutto della propria gamma in Germania nel 2027.
Nel frattempo la pressione sui costruttori tedeschi arriva anche dalla Cina, dove Volkswagen, BMW e Mercedes-Benz stanno perdendo terreno a favore dei marchi locali. È il doppio fronte che rende la situazione particolarmente delicata: l'industria tedesca deve difendere il proprio mercato interno mentre combatte per recuperare quote in quello cinese.
Nel primo semestre 2026 i ricavi complessivi di Volkswagen, Mercedes-Benz e BMW sono scesi del 2,9%, mentre l'utile operativo è diminuito del 19%. In Cina le vendite dei tre gruppi sono calate del 25% e la quota del mercato cinese sul loro volume globale è scesa dal 28,9% al 23,5%. La Germania si trova così davanti a una trasformazione che va oltre la semplice sfida tra marchi: il modello industriale costruito sull'eccellenza dell'automotive tedesca viene messo alla prova da aziende cinesi capaci di crescere rapidamente, offrire prezzi competitivi e puntare con decisione sull'elettrificazione.