L'autovelox "d'oro" non era omologato: incasso da milioni, ma ora il Comune deve risarcire gli automobilisti

L'autovelox "d'oro" non era omologato: incasso da milioni, ma ora il Comune deve risarcire gli automobilisti
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Sulla statale 101 Lecce-Gallipoli un rilevatore da record ha fatto strage di multe tra il 2025 e il 2026. La Cassazione però non perdona: manca l'omologazione. E mentre fioccano i ricorsi, la Polizia Locale spera nel nuovo decreto autovelox per salvare la cassa.
30 giugno 2026

Mentre in Salento infiamma l'ennesima polemica estiva per un nuovo autovelox furbescamente nascosto dietro una siepe sulla provinciale Melendugno-Torre dell’Orso, a pochi chilometri di distanza c'è un'amministrazione comunale che sta facendo i conti con la giustizia. E, soprattutto, con i rimborsi.

Il Comune di Galatina (Lecce) si è visto infatti costretto a mettere mano al portafogli e stanziare 60.000 euro per risarcire decine di automobilisti. Il motivo? Aver installato un autovelox dai numeri mostruosi, ma privo di un requisito fondamentale prescritto dalla legge: l'omologazione.

Il dispositivo della discordia si trova sulla trafficatissima statale 101 Lecce-Gallipoli, all'altezza della frazione di Collemeto. Installato ufficialmente con il nobile scopo di "aumentare la sicurezza e ridurre gli incidenti", l'occhio elettronico si è rivelato in realtà un vero e proprio bancomat per l'amministrazione locale.

I numeri parlano chiaro: in un solo anno, tra il 2025 e l'inizio del 2026, l'autovelox ha garantito alle casse del Comune di Galatina introiti per quasi 6 milioni di euro. Una cifra da capogiro, che però ha iniziato a sgretolarsi sotto i colpi dei ricorsi presentati dai guidatori sanzionati.

 

Approvato non significa omologato: la scure della Cassazione

Il grimaldello legale che ha permesso a decine di automobilisti di far annullare i verbali (e ottenere il risarcimento delle spese) davanti al Giudice di Pace è ormai un "classico" della giurisprudenza stradale.

Come sancito da una recente e storica sentenza della Corte di Cassazione, per poter emettere multe legittime non basta che un dispositivo sia semplicemente approvato dal Ministero, ma deve essere rigorosamente omologato. Una differenza tecnica e procedurale abissale: se manca anche solo una di queste due condizioni, la sanzione è nulla. L'autovelox di Galatina, come moltissimi altri in Italia, rientrava proprio in questa clamorosa falla del sistema.

 

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Il Comune corre ai ripari (e spera nel Governo)

La pioggia di sentenze sfavorevoli ha costretto il Comune a stanziare un fondo di 60mila euro per coprire le spese legali e i rimborsi. Ma dal Comando della Polizia Locale di Galatina filtra la speranza di poter presto tornare a sanzionare a pieno regime, grazie alle recenti riforme del Governo.

Il comandante Luigi Tundo è infatti intervenuto per fare il punto della situazione, aggrappandosi all'atteso decreto ministeriale sugli autovelox: "Vorrei fornire un aggiornamento sul decreto che attualmente è all'esame della Corte dei conti. La sua pubblicazione è prevista tra la fine di giugno e l'inizio di luglio e dovrebbe consentire di superare quella situazione normativa e giurisprudenziale che ha visto soccombere in giudizio non solo il nostro Comune, ma anche numerose altre amministrazioni".

La speranza di Tundo è chiara: "Una volta approvato il decreto, il nostro autovelox rientrerà negli standard previsti dalla normativa vigente". Un salvagente normativo che, secondo i Comuni, farà finalmente chiarezza sui contenziosi. Nel frattempo, però, le sentenze parlano chiaro: chi è stato multato ingiustamente da un apparecchio non in regola, ha tutto il diritto di riavere i propri soldi.

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