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Il fulcro di questa rivoluzione si chiama "Tiziano", una nuovissima piattaforma tecnica modulare e proprietaria. Questa architettura segna l'evoluzione definitiva del marchio verso la vera concezione di Boutique Manufacturer, un costruttore capace di sviluppare motorizzazioni e vetture in serie limitata in totale autonomia, senza più dipendere da "donor car" (vetture donatrici) o da telai e strutture preesistenti.
Il manifesto strategico di Totem Automobili si basa sulla volontà di spingersi ben oltre il concetto stesso di restomod. L'azienda affonda le proprie radici nella grande tradizione automobilistica italiana, non per inseguire la nostalgia, ma per abbracciare il principio del Timeless Design. Secondo questa visione, l'estetica e le proporzioni sono il punto di origine da cui nasce il progetto, mentre l'ingegneria viene sviluppata successivamente per tradurre la bellezza in una realtà performante.
La scelta tecnica è netta: superare i limiti strutturali, dinamici e dimensionali legati ad architetture progettate decenni fa. Partendo totalmente da zero, Totem sviluppa internamente le proprie monoscocche, le sospensioni e l'intera architettura meccanica. Questo approccio garantisce la creazione di automobili contemporanee in ogni loro singolo componente, lasciando allo stesso tempo ai designer la massima libertà espressiva.
Sotto la pelle, Tiziano nasconde soluzioni "rubate" al mondo delle competizioni. Il nucleo centrale dell'auto è costituito da una sofisticata monoscocca strutturale in fibra di carbonio, ancorata alle estremità a due telai ausiliari in alluminio per garantire una rigidità torsionale estrema pur contenendo le masse. A incorniciare il tutto troviamo una struttura superiore tubolare progettata per consentire di "vestire" il telaio con carrozzerie aperte o chiuse senza mai intaccare il cuore ingegneristico della vettura.
Il legame con il motorsport è evidente anche nella dinamica. L'assetto si affida a uno schema sospensivo a doppi triangoli sovrapposti su entrambi gli assi, con gruppi molla-ammortizzatore - realizzati in Ergal 7075 T6 e regolabili elettronicamente dall'abitacolo - azionati da un sistema pushrod e rocker. Una geometria ricercata che permette di concentrare i pesi verso il baricentro dell'auto, riducendo drasticamente le masse non sospese per una precisione di guida chirurgica. Il bilanciamento finale dei pesi fa segnare un 45% sull'asse anteriore e un 55% sul posteriore, mentre a frenare i bollenti spiriti ci pensa un impianto frenante Brembo con pinze a sei pistoncini all'anteriore e dischi autoventilanti (anche carboceramici) morsi da una pompa idraulica senza filtri.
La prima fuoriserie a prendere vita su questa innovativa tela tecnica sarà la Serie T12, destinata a rappresentare l'anima più viscerale del marchio. Il cuore pulsante sarà un V12 aspirato in fase di sviluppo presso la Italtecnica, abbinato a un elemento che farà la gioia dei puristi: una trasmissione rigorosamente manuale a sei rapporti. Con il gruppo cambio-differenziale montato al posteriore (schema transaxle), differenziale autobloccante e frizione idraulica bidisco, l'obiettivo è azzerare i filtri elettronici per restituire un rapporto meccanico diretto e intimo tra la macchina e il suo guidatore.
Pur condividendo la medesima spina dorsale, la Serie T12 darà vita a tre vetture con identità e anime profondamente diverse. La "T12 Corsa" rappresenterà la declinazione più estrema, con linee tese e componenti tecnici a vista, posizionandosi sul sottile confine tra un'auto da pista e una scultura meccanica. Chi cerca una crasi tra efficienza aerodinamica e presenza scenica troverà la sua risposta nella "T12 Lunga", una granturismo dai volumi allungati e muscolosi. Infine, la "T12 Turismo" si proporrà come l'interpretazione più elegante e sinuosa, rievocando la sensualità delle iconiche fuoriserie italiane del passato.
Il 2027 sarà l'anno della consacrazione fisica di questo progetto. Totem ha annunciato che presenterà il rolling chassis della T12 in configurazione marciante ma completamente "nudo", privo di carrozzeria, per esporre la bellezza cruda del V12 e della monoscocca in carbonio. Con l'introduzione di Tiziano, l'azienda si prepara a riportare in auge il vero concetto di tailor-made: non una banale scelta di colori a catalogo, ma un processo creativo a quattro mani dove il cliente dialogherà direttamente con designer e ingegneri per modificare gruppi ottici, prese d'aria e dettagli esterni, rendendo di fatto ogni singola vettura un'esclusiva one-off destinata a diventare un classico di domani.