Lotus Esprit 2028, torna il V8: dopo i grandi SUV elettrici il marchio ritrova la propria identità?

Lotus Esprit 2028, torna il V8: dopo i grandi SUV elettrici il marchio ritrova la propria identità?
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V8 ibrido, V6, circa 1.500 kg e produzione a Hethel: la nuova Lotus Type 135, che potrebbe chiamarsi Esprit, sembra segnare un cambio di direzione per il marchio britannico. Dopo l'espansione nel mondo delle grandi auto elettriche, Lotus torna a puntare sulle sportive e sulla leggerezza, due elementi molto più vicini alla sua storia.
28 agosto 2026

Lotus torna alle origini

Per Lotus potrebbe essere arrivato il momento di correggere la rotta. Dopo alcuni anni caratterizzati dall'espansione nel segmento dei grandi SUV elettrici, il marchio britannico sembra infatti intenzionato a riportare le sportive e la leggerezza al centro della propria strategia.

Il progetto più significativo in questo senso è la nuova supercar, identificata internamente come Type 135 e prevista per il 2028. Il nome Esprit non è ancora stato confermato, ma rappresenta una delle possibilità più concrete. Soprattutto, la vettura avrà un V8 ibrido e sarà affiancata da una versione con V6, entrambe sviluppate da Horse.

È una direzione che sembra decisamente più coerente con ciò che Lotus ha rappresentato per decenni. Il marchio fondato da Colin Chapman ha costruito la propria reputazione sulla filosofia “light is right”, puntando sul contenimento della massa prima ancora che sulla ricerca della potenza assoluta.

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Un V8 da oltre 1.000 CV, ma con la massa sotto controllo

La nuova Lotus non rinuncerà però alle prestazioni. La versione V8 dovrebbe superare i 1.000 CV e utilizzerà un sistema ibrido con architettura elettrica a 800 Volt. L'obiettivo dichiarato è mantenere il peso intorno ai 1.500 kg, un valore particolarmente interessante considerando la complessità della tecnologia utilizzata.

Per ridurre la massa Lotus sta lavorando anche sul motore elettrico, sfruttando tecnologie derivate dalla Formula 1. L'unità da 150 kW dovrebbe pesare appena 20 kg, contro i 75-95 kg normalmente dichiarati per motori di potenza simile.

Anche la scelta di utilizzare un sistema ibrido non plug-in va nella stessa direzione: una batteria più piccola permette di risparmiare peso ed evitare parte della componentistica necessaria per la ricarica esterna.

Dopo Eletre ed Emeya, una Lotus diversa

Il cambio di rotta assume ancora più significato se inserito nel percorso recente del marchio. Lotus, sotto il controllo di Geely, aveva immaginato una trasformazione verso una gamma prevalentemente elettrica, arrivando a proporre modelli come Eletre ed Emeya, vetture tecnologicamente sofisticate ma diametralmente opposte, per dimensioni e impostazione, dalle sportive leggere che hanno costruito la reputazione del marchio.

Il mercato, però, non ha seguito completamente le aspettative dell'industria e Lotus ha progressivamente rivisto i propri programmi. Il piano per diventare un marchio esclusivamente elettrico entro il 2028 è stato abbandonato e ora la strategia prevede una maggiore diversificazione delle motorizzazioni.

La stessa Emira, inizialmente destinata ad essere una sorta di ultimo capitolo della Lotus con motore termico, continuerà invece a essere sviluppata e in futuro adotterà il nuovo V6 di Horse.

La nuova Esprit potrebbe essere il segnale giusto

La Type 135 sarà costruita a Hethel, insieme alla Emira, e potrebbe quindi rappresentare qualcosa di più di una semplice nuova supercar. Per Lotus potrebbe essere il modello capace di ristabilire un collegamento più diretto tra la propria tradizione e la gamma futura.

Il design prenderà ispirazione dalla Theory 1, concept presentato nel 2024, mentre non è esclusa una configurazione a tre posti con il guidatore centrale. Soluzioni tecniche e stilistiche che mostrano come Lotus voglia tornare a distinguersi soprattutto attraverso il modo in cui un'auto viene costruita e guidata.

Naturalmente è ancora presto per parlare di una vera rinascita. Il progetto deve ancora arrivare sul mercato e resta da capire quanto sarà realmente leggera, coinvolgente e coerente con la filosofia Lotus.

Ma, almeno sulla carta, dopo anni in cui il marchio sembrava inseguire la stessa corsa all'elettrificazione e alle grandi dimensioni intrapresa da molti altri costruttori, la scelta di tornare a sportive, motori termici, leggerezza ed Hethel sembra finalmente una direzione più riconoscibile.

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