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Mercato Europa: a marzo nuovo calo, -3,6%

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Negativi i 5 major market e clima pesante nelle vendite in 21 dei 31 mercati nazionali: così il calo del mese determina una contrazione del 3,2% del primo trimestre dell’anno

Mercato Europa: a marzo nuovo calo, -3,6%

Si attendeva con una certa trepidazione il dato consolidato di marzo sulle vendite nel Vecchio Continente: ebbene, i numeri diffusi da Acea (1.770.849 auto rispetto alle 1.837.241) evidenziano un saldo negativo del 3,6%, mentre il trimestre, con 4.146.152 vendite rispetto alle 4.282.447 di gennaio-marzo 2018, chiude a -3,2%.

Un andamento ondivago, visto che nel 2018 si era quasi sfiorato il massimo toccato nel 2007, performance difficilmente replicabile quest’anno.

La dinamica delle immatricolazioni in Europa è influenzata dai cinque maggiori mercati, le cui vendite nel primo trimestre 2019 valgono il 72,1% dell’area UE+Efta; tra tutti, l’Italia ha fatto peggio (vedi qui), ma ora si trova in buona (?) compagnia, visto il calo generalizzato degli altri Paesi

Nel dettaglio, nel terzo mese dell’anno si registra un altro pesante calo delle immatricolazioni di auto diesel, -25% su marzo 2018, con il 45% di quota, mentre le vetture a benzina toccano il 41% di quota e quelle ad alimentazione alternativa si attestano al 13,6%, di cui lo 0,5% di auto a zero o a bassissime emissioni.

Le marche italiane hanno riportato in Europa 106.680 immatricolazioni a marzo (-11,7%), con quota di mercato del 6%; andamento positivo per il brand Jeep (+3,9%), stabilmente sopra la soglia dell’1% del mercato e con una significativa crescita in Germania e Spagna, con aumenti superiori a quelli del mercato.

In rialzo, come già nei primi due mesi dell’anno, anche Lancia/Chrysler, (+15,3%) ed a dispetto della chiusura negativa del mese in Europa, il brand Alfa Romeo ottiene un risultato positivo in Spagna, dove chiude marzo in crescita di un valore vicino all’87%.

Nel primo trimestre 2019, le immatricolazioni italiane sono 259.733 (-10,6%) con quota del 6,3%; risultato positivo per i marchi Jeep (+11,4%) e Lancia/Chrysler (+34,9%) che nel trimestre è anche il brand che incrementa maggiormente le immatricolazioni.

Il Gruppo FCA, pur in un contesto europeo negativo, ottiene alcuni risultati degni di rilievo, come in Spagna, dove chiude il trimestre in controtendenza e migliora sensibilmente la quota.

Germania

Marzo di un soffio negativo (-0,5%), con 345.523 nuove immatricolazioni (347.433 quelle del 2018), ma comunque quello del 2019 con 880.092 unità (furono 878.611 l’anno scorso, quindi +0,2%) è il miglior primo trimestre dal 2000.

Da segnalare sia a marzo che nel trimestre l’inversione di tendenza del diesel, che torna a registrare un aumento, passando dal 31,4% di quota del 2018 al 32,4% del marzo 2019 e dal 32,3% del 2018 al 33,1% del 2019 nel trimestre.

Le vetture a benzina subiscono, invece, una contrazione (-6,4%, e 60,2% di quota), aumento del 77% le auto a GPL crescono del 77% mentre sono in calo del 55% quelle a metano; infine, a marzo si registrano 6.616 veicoli elettrici (+74,5%) e 17.737 ibridi (+63,1%, di cui 3.061 ibride plug-in, quota 0,9%).

Nel mese, le immatricolazioni a persone giuridiche sono il 63,8% del totale, in crescita del 4,4%, a fronte di una diminuzione dell’8,3% dei privati.

Gran Bretagna

Nel mese del cambio targa, in UK si registra un -3,4% di vendite, con 458.054 unità immatricolate contro le 474.069 dello stesso mese 2018; il calo si consolida nel trimestre (-2,4%) con 701.036 unità nel 2019 rispetto alle 718.489 del 2018. 

Continua il crollo del diesel che perde il 21,4% dei volumi nel mese e più del 20% nel trimestre, mentre crescono nel trimestre le vendite per benzina (+5,9%, al 66,8% di quota) ed alimentazioni alternative (+14,7%), al 5,8% di rappresentatività.

A marzo le ibride tradizionali sono in aumento del 16%, le elettriche (a batteria) del 35% e le ibride plug-in calano del 23%; le auto elettriche (BEV) e ibride plug-in (PHEV) valgono il 2% del mercato.

Dall’analisi per canali si evince un calo dei privati del 2,8%, ed ora al 48,5% di quota nel mese, mentre nel trimestre la riduzione è dello 0,8% al 47,2% di quota; restano in territorio positivo le flotte, di fatto stabili nel mese (+0,3%) con il 48,7% di rappresentatività (-0,9% e una quota del 50,5% nel I trimestre).
 

Francia

Vendite a marzo a 225.818 unità: quindi -2,3% rispetto alle 231.103 dello scorso anno; nel primo trimestre, il conteggio di ferma a 553.335, -0,6% rispetto alle 556.842 dello stesso periodo 2018. 

Dal dettaglio per alimentazione, si evidenzia nel primo trimestre l'evidente calo per le vetture diesel (-15,5%), con 190.923 vendite e quota che scende al 34,5% dal 40,6% del 2018; le auto a benzina chiudono con un +8,9% e 323.951 veicoli, valgono oggi quasi il 60% del mercato; le vetture ad alimentazione alternativa, con quasi 15.000 unità, valgono il 6,5% del totale, così ripartite: 4.610 auto elettriche (+14% e 2% di quota), 1.510 ibride plug-in (+12% e 0,7% di quota), 8.174 ibride tradizionali (+9% e 4% di quota).

Spagna

Continua la fase regressiva: per il 7° mese consecutivo prosegue la caduta del mercato, e le 122.664 autovetture nuove immatricolate a marzo si traducono in un -4,3% rispetto alle 128.180 di marzo 2018, e calo quindi anche nel primo trimestre 2019: 316.911 unità rispetto alle 340.316 di gennaio– marzo 2018 significano un -6,9%.

Da un’analisi per canale, solo le società restano in territorio positivo, sia nel mese (+3,1%) che nel trimestre (+0,8%), mentre il noleggio archivia un -9,6% a marzo e un -12,5% nel trimestre 2019; i privati registrano un calo del 5,8% nel mese e del 9% in gennaio-marzo.

Per l’alimentazione, le vendite di vetture diesel nel mese sono calate del 28% e valgono il 26,9% di quota, mentre le benzina sono cresciute del 3,5%, con una quota del 63%; le vetture alternative valgono il 10% del mercato e sono tutte in crescita: elettriche +187% (1.302 immatricolazioni), ibride plug-in +158% (783 immatricolazioni, a gas +89% (2.203 immatricolazioni) e ibride tradizionali +46% (7.892 immatricolazioni)

I commenti delle Associazioni

«Tra i 5 Major Market, l’Italia registra il calo peggiore - afferma Michele Crisci, Presidente dell’Unrae - e questo non può che metterci in allarme. L’avevamo anticipato a dicembre al Governo e lo abbiamo ribadito in un incontro con l’onorevole Dario Galli, Vice Ministro dello Sviluppo Economico, al quale abbiamo espresso la necessità di un più accelerato rinnovo del nostro parco circolante, uno dei più vecchi d’Europa. Per questa ragione è sempre più urgente la definizione di una visione strategica della mobilità che accompagni la transizione verso le nuove motorizzazioni elettriche con un piano chiaro e ben definito».

«La domanda di auto nuove in UE fa di nuovo un passo indietro - rileva Paolo Scudieri, Presidente di Anfia - All’affanno dei cinque major market si affianca un incremento delle emissioni medie complessive di CO2 delle nuove auto vendute, dovuto alle cresciute vendite di auto a benzina, maggiori rispetto alle immatricolazioni di auto ad alimentazione alternativa, dai livelli emissivi di CO2 più alti rispetto alle versioni diesel. Senza dimenticare, il significativo impatto che il quadro normativo europeo sulla riduzione delle emissioni di CO2 delle vetture immatricolate entro il 2021 e poi nel 2025 e 2030, ha sui piani di sviluppo dei Costruttori europei di auto».

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