Mercedes lancia l'allarme sulla crisi in Germania: "Situazione gravissima, torniamo alle 40 ore"

Mercedes lancia l'allarme sulla crisi in Germania: "Situazione gravissima, torniamo alle 40 ore"
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Martin Brudermüller, presidente del consiglio di sorveglianza di Mercedes-Benz, scuote l'industria tedesca: il costo del lavoro è fuori controllo e la produttività non basta più a contrastare i competitor internazionali
24 giugno 2026

L'industria automobilistica europea sta affrontando una delle tempeste perfette più dure della sua storia recente, e i segnali che arrivano dai vertici dei colossi tedeschi sono tutt'altro che rassicuranti. A scuotere profondamente il settore sono le ultime e durissime dichiarazioni di Martin Brudermüller, presidente del consiglio di sorveglianza di Mercedes-Benz ed ex amministratore delegato di BASF. In un'intervista rilasciata al quotidiano economico Handelsblatt, il top manager ha lanciato un avviso senza filtri: "La situazione in Germania è molto più grave di quanto la maggior parte delle persone pensi". Secondo Brudermüller, il modello economico tedesco che ha garantito decenni di prosperità e leadership nel comparto automotive globale è ormai vicino al punto di rottura.

Il fulcro del problema evidenziato dal numero uno della vigilanza Mercedes risiede nella drastica perdita di competitività del sistema-paese. Brudermüller ha ammesso apertamente che la Germania non può più contare su quel vantaggio in termini di produttività che storicamente compensava l'elevato costo del lavoro rispetto ai competitor internazionali. Con i fallimenti delle imprese tedesche che hanno toccato i massimi storici dal 2013, il manager paragona la nazione a un'azienda in forte sofferenza finanziaria che necessita di una ristrutturazione radicale ed immediata, per quanto dolorosa possa essere. Le case automobilistiche europee si trovano strette nella morsa dei costi energetici, della transizione ecologica e della spietata concorrenza asiatica, un mix che rischia di ridimensionare la leadership di marchi storici se non verranno prese contromisure drastiche.

Per invertire la rotta e salvare la competitività della filiera delle quattro ruote, Brudermüller propone una soluzione destinata a far discutere e a scatenare la reazione dei sindacati: il ritorno serio e strutturato alla settimana lavorativa di 40 ore a parità di stipendio. Attualmente, nell'industria metalmeccanica e dell'auto in Germania (Mercedes-Benz inclusa), lo standard dei contratti collettivi è fissato a 35 ore settimanali. Di fronte al bivio tra il taglio dei salari o l'aumento delle ore lavorate, il presidente del consiglio di sorveglianza della Stella non ha dubbi: bisogna lavorare di più. Questa posizione promette di incendiare i tavoli di trattativa per i prossimi rinnovi contrattuali del settore, aprendo uno scontro durissimo tra la flessibilità richiesta dai costruttori e la resistenza delle forze sindacali in un momento di forte transizione per l'intero comparto.

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