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Ci sono automobili che vanno giudicate nel posto giusto. Una Mini John Cooper Works Cabrio non nasce per affrontare il traffico cittadino o le lunghe percorrenze autostradali: il suo habitat naturale sono le strade ricche di curve, i passi di montagna e quei percorsi dove conta più il feeling che il cronometro. È proprio tra le Alpi austriache, affrontando una serie di tornanti uno dopo l'altro, che la sportiva inglese di casa BMW mostra il meglio di sé. E lo fa confermando di essere ancora una delle poche auto capaci di strappare un sorriso a ogni curva, anche se rispetto al passato qualcosa è inevitabilmente cambiato.
Bastano pochi chilometri in modalità John Cooper Works Experience per capire quale sia la qualità migliore della vettura. Il cosiddetto "go-kart feeling" non è soltanto uno slogan pubblicitario: la risposta dello sterzo, la rapidità nei cambi di direzione e la rigidità del telaio restituiscono davvero la sensazione di guidare una vettura estremamente compatta e reattiva.
Nonostante si tratti della versione Cabrio, la scocca sorprende per la sua solidità. Le Continental SportContact da 18 pollici, abbinate a una spalla particolarmente rigida, limitano quasi completamente il rollio e consentono inserimenti in curva molto precisi. Il risultato è un comportamento dinamico che mette subito in confidenza anche quando la strada si stringe tra un tornante e l'altro.
Curiosamente, pur essendo dotata di un semplice differenziale aperto, la taratura dell'assetto e l'intervento dell'elettronica riescono a simulare molto bene il comportamento di un autobloccante. In uscita dalle curve la vettura scarica la potenza con grande efficacia, trasmettendo una sensazione di appoggio e trazione superiore a quella che ci si aspetterebbe sulla carta.
Sotto il cofano lavora il noto 2.0 turbo benzina da 231 CV, capace di spingere la Mini da 0 a 100 km/h in circa 6,5 secondi. Il cambio automatico doppia frizione a sette rapporti è veloce sia in salita sia in scalata, con cambiate immediate ma volutamente addolcite per risultare più fluide.
La meccanica, però, deve convivere con un'impostazione molto moderna. Il sound, pur coinvolgente, è fortemente amplificato dall'impianto audio e il classico sibilo della turbina, insieme allo sfogo della wastegate, rappresentano quasi gli unici elementi realmente autentici dell'esperienza sonora. Anche gli scarichi posteriori, prevalentemente estetici, contribuiscono a quella sensazione di artificiosità che accompagna gran parte della guida.
Ed è forse proprio questo il principale limite della nuova John Cooper Works. L'auto diverte, e anche parecchio, ma molte delle emozioni arrivano attraverso una sapiente gestione elettronica piuttosto che da un collegamento diretto tra pilota e meccanica. Una differenza sottile, ma evidente soprattutto per chi ha guidato le Mini delle generazioni passate.
L'abitacolo rappresenta perfettamente la filosofia della nuova Mini. Il grande display circolare centrale domina la plancia e concentra praticamente ogni funzione della vettura. L'interfaccia è moderna, originale e scenografica, ma richiede inevitabilmente un periodo di adattamento.
Più discutibile, invece, è la continua presenza di elementi digitali che intervengono durante la guida. Dalle valutazioni dello stile di guida fino agli assistenti virtuali che assegnano punteggi alle accelerazioni, la sensazione è che l'automobile voglia costantemente dialogare con il conducente.
Eppure una vettura come questa sembrerebbe chiedere l'esatto contrario: meno notifiche, meno assistenti e più coinvolgimento diretto. Il desiderio è quello di ritrovare un cambio manuale, una leva del freno a mano tradizionale e un rapporto più fisico con la vettura. Elementi che oggi sembrano appartenere a un'altra epoca, ma che continuano a rappresentare il massimo del divertimento per molti appassionati.
La Mini John Cooper Works Cabrio non è perfetta. Il volante, ad esempio, presenta un'impugnatura molto spessa che riduce leggermente il feeling con l'avantreno. I sedili posteriori risultano sacrificati e il bagagliaio è sufficiente per un weekend, ma poco più. Anche il prezzo, ormai superiore ai 30.000 euro, conferma come Mini continui a posizionarsi nella fascia premium del segmento.
Eppure, osservando il mercato attuale, è difficile trovare un'alternativa con una personalità altrettanto marcata. Le vere hot hatch sono sempre meno, molte sono scomparse o sono diventate molto più pesanti e sofisticate. La John Cooper Works, invece, continua a mettere al centro il piacere della guida, pur adattandosi alle esigenze della tecnologia moderna.
Il risultato è una vettura che probabilmente non eccelle in un singolo aspetto, ma convince per l'equilibrio complessivo. Motore, telaio, pneumatici e assetto lavorano in perfetta sintonia regalando una dinamica di guida ancora capace di emozionare. Certo, chi cerca un'esperienza completamente analogica potrebbe storcere il naso davanti a tanta elettronica e a un coinvolgimento inevitabilmente filtrato. Ma in un panorama automobilistico sempre più orientato all'efficienza e all'elettrificazione, la Mini John Cooper Works Cabrio resta una piacevole eccezione: una piccola sportiva che, tra i tornanti di un passo di montagna e con il tetto abbassato, ricorda ancora perché guidare può essere un autentico piacere.
MINI
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San Donato Milanese
(MI) - Italia
02 51610111
https://www.mini.it/it_IT/home.html
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