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Nuova Mini Cabrio [Video]

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Il debutto della Mini Cabrio segna un passo importante nello sviluppo della nuova gamma della compatta britannica: dopo il lancio delle versioni a tre/cinque porte e SW Clubman, infatti, con l'arrivo della primavera 2016 è entrata in listino anche la sfiziosa variante en plein air, proposta a 22.900 euro

Rispetto alla terza generazione cambia praticamente tutto, dai motori alla meccanica anche se lo spirito scanzonato e la capacità di personalizzazione rimangono ancora i fiori all'occhiello di questo prodotto...anche se l'utilizzo di una piattaforma comunque a quella di BMW Serie 2 ha portato anche la Mini ad essere inevitabilmente più macchina e meno...go kart.

Più macchina e meno gokart la nuova Mini Cabrio è decisamente più matura che in passato sotto ogni punto di vista. Si tratta di una vera ammiraglia in termini di tecnologia e dotazioni

Ma andiamo con ordine e partiamo dal look che sostanzialmente è condiviso con quello della tre porte nella parte inferiore alla linea di cintura: anche le misure rimangono sostanzialmente le stesse, con un lunghezza di 382 cm, una larghezza di 173 ed una altezza di 142 (passo 250). Rispetto a prima è aumentato anche lo spazio per i bagagli (215 litri) così come è aumentato di qualche kg il peso che tocca ora 1.205 kg. Un valore comunque ottimo per una vettura di questa dimensione che cresce, rispetto alla variante chiusa di 70 kg a parità di motorizzazione.

Studiata per aprirsi in 18 secondi fino ad una velocità di 30 km/h, la capote della Mini Cabrio di quarta generazione (1993-2004-2009 le altre) non vanta solamente una stratificazione a cinque elementi ma anche la capacità di essere personalizzata per la prima volta nel look con una Union Jack di tonalità grigia che risalta in modo evidente sulla tela nera. Una soluzione davvero interessante che offre una variante in più alla "solita" capote nera con una differenza di prezzo di 650 euro.

Rispetto alla tre porte le differenze si trovano anche sotto il profilo strutturale visto l'arrivo di due specifiche traverse disposte a croce per rinforzare il pianale e la presenza di ben 4 roll bar attivi per proteggere la vettura in caso di ribaltamento.

Gli interni, studiati per ospitare sino a quattro persone, vantano tutte le novità tecnologiche introdotte con la nuova Mini a partire dalle personalizzazioni in legno o pelle oltre che il sistema multimediale Professional (di derivazione BMW) con schermo da 8,8" e funzioni dedicate all'utilizzo cabrio della vettura (2.150 euro): tra le varie si fanno notare la lettura del meteo, con tanto di avviso via app al proprietario in caso di arrivo della pioggia (10 minuti, utile se si è parcheggiato la vettura aperta) o il conteggio dei minuti in cui la vettura ha viaggiato scoperta, elemento comunque già presente anche sulla terza generazione.

Come da tradizione Mini la posizione di guida si rivela in linea con le esigenze "sportive" di guidatori di tutte le taglie

Due gli allestimenti disponibili oltre a quello standard: Boost ed Hype. Per tutte sono di serie il climatizzatore, i cerchi in lega, gli schienali posteriori abbattibili (50/50), i sensori di parcheggio e la radio con funzione bluetooth. Scegliendo il più ricco Hype si ottiene anche il clima bizona, gli interni in misto pelle, le ruote da 17" ed i fendinebbia con illuminazione led.

I motori disponibili hanno potenze da 102 a 231 CV: l'accesso alla gamma è composto dalla One 1.2 tre cilindri turbo da 102 CV mentre la Cooper vanta un 1.5, sempre tricilindrico sovralimentato, da 136 CV. Aumentando la cilindrata e la potenza si arriva al quadricilindrico da 192 CV della Cooper S disponibile anche nella declinazione John Cooper Works da 231 CV. La gamma diesel invece offre la One D, tre cilindri 1.5, con potenza di 116 CV (220 Nm a 1.250 giri) ed il duemila quadricilindrico da 170 CV della versione Mini Cooper SD.

Le prestazioni della più gettonata dal pubblico italiano, la One D, parlano di una velocità massima di 208 km/h e di una capacità di accelerare da 0 a 100 km/h in 8,8 secondi. Il consumo medio dichiarato è di 20,4 km/litro.

Dal vivo: com'è fuori

La nuova Mini Cabrio vanta una presenza scenica decisamente più importante rispetto a quella della precedente generazione. L'utilizzo della piattaforma comune a quella della BMW Serie 2, del resto, non poteva che portare a questo risultato: l'impatto è comunque buono, la vettura risulta una Mini in tutto e per tutto anche a duecento metri di distanza ed è davvero piacevole notare come i tecnici della Casa britannica abbiano scelto di seguire la strada - tipicamente BMW - del miglioramento delle finiture e degli assemblaggi. La vettura è davvero ben costruita e vanta dettagli di stile interessanti e che manifestano una cura per il dettaglio nettamente superiore a quella delle precedenti generazioni.

Dal vivo: com'è dentro

Anche dentro il diverso approccio progettuale è evidente sin dal primo momento. In particolar modo nelle versioni al top di gamma fa davvero impressione la qualità dei materiali utilizzati per il rivestimento dei sedili e per la finitura della plancia; pochissimi i dettagli fuori posto, più che altro legati a questioni di stile Mini più che di effettivi errori progettuali.

Come da tradizione Mini la posizione di guida si rivela in linea con le esigenze "sportive" di guidatori di tutte le taglie: questo grazie alla possibilità di personalizzare la posizione del volante (altezza e profondità) e del sedile, anch'esso pluriregolabile. Rispetto al passato è migliorata anche la leggibilità della strumentazione, "appoggiata" come al solito dietro al volante sul piantone dello sterzo mentre, così come è migliorata la disponibilità di spazi svuota tasche e di cassettini vari.

Dietro la situazione è parzialmente migliorata, nel senso che i tecnici Mini sono riusciti ad aumentare lo spazio per le gambe di chi siede dietro di 40 mm: peccato che si partisse da una situazione sufficiente appena per un paio di bambini. Stessa situazione per i bagagliaio: la struttura del vano è disordinata e non consente di sfruttare al meglio i 210 litri disponibili. In ogni caso di fa notare la presenza del sistema Easy Load che, come sulla Smart Cabrio, permette di alzare la zona posteriore della capote rendendo più ampia la bocca del vano di carico. Un'idea intelligente che permette, per quanto possibile, uno sfruttamento più facile del poco spazio realmente disponibile.

Questa Mini ha uno sterzo bellissimo, comandi morbidi e può essere utilizzata in modo più vicino a quello di un'auto tradizionale

Ottimo il sistema multimediale al top di gamma: il sistema, colori a parte, è in tutto e per tutto il ConnectedDrive firmato BMW, con alcuni plus di personalizzazione firmati Mini. C'è davvero di tutto e di più e questo consente alla gamma Mini di essere davvero un paio di passi avanti rispetto alla concorrenza sotto questo punto di vista.

Come si guida

La posizione di guida sportiva e la bella scheda tecnica della vettura invitano come al solito a dare un'interpretazione sportiva del proprio modo di guidare e vivere la Mini. In realtà anche questa nuova versione Cabrio dimostra, come nel caso della tre e della cinque porte, di essere più macchina e meno gokart rispetto al passato. Questa Mini è in realtà meno rigida di sospensioni, un quid meno veloce nei cambi di direzione e leggermente più sottosterzante nella guida sportiva, anche nelle versioni sportive al top di gamma.

Una delusione? Dipende dai punti di vista. Questa Mini ha uno sterzo bellissimo, comandi morbidi (prima erano più maschi nell'impostazione) e può essere utilizzata in modo più vicino a quello di un'auto tradizionale, è meno affaticante nei viaggi ed è generalmente meno stressante nella guida sportiva. Come se non bastasse è davvero un piacere viaggiare a capote aperta: la protezione aerodinamica è eccellente fino a velocità autostradale così come non disturbano assolutamente la conversazione o l'ascolto della musica i fruscii aerodinamici o il rumore del propulsore. Tra le chicche interessanti di questa capote c'è anche la possibilità di aprirla di soli 30 cm: una funzionalità utile magari in quelle domeniche mattina d'inverno con un timido sole che scalda un po' l'aria facendo venire voglia d'estate.

Una guida che ben si adatta alle caratteristiche di motori come il tre cilindri turbodiesel da 116 CV, che fanno della sfruttabilità ai bassi e medi regimi il loro fiore all'occhiello: la media dei consumi, viaggiando con la capote aperta, è di 6,5 l/100 km, ma viaggiando a capote chiusa con un occhio di riguardo al gas ci si può probabilmente avvicinare ai 20 km/litro dichiarati dal costruttore. Non chiedetegli, però, di essere troppo sportivo: per "esagerare" con le prestazioni è meglio puntare sulle Cooper S o SD.

In conclusione

Più macchina e meno gokart la nuova Mini Cabrio è decisamente più matura che in passato sotto ogni punto di vista. Si tratta di una vera ammiraglia in termini di tecnologia e dotazioni ma anche come finiture: la pelle dei sedili o i materiali utilizzati, per intenderci, sono a dir poco eccellenti. Il prezzo di 22.900 euro, insomma, è giustificato da un livello nettamente superiore al passato.

Pregi e difetti

  • Qualità dei materiali e degli assemblaggi - Tecnologia onboard - Motori brillanti e poco assetati
  • - Bagagliaio disordinato nell'architettura - Spazio posteriore limitato - Guida: è meno gokart rispetto al passato

 

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