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Con il nuovo Lexus RZ, la casa di Toyota si lancia in una sfida tecnologica che va ben oltre l’elettrificazione: il celebre SUV elettrico ora propone, tra le novità di rilievo, un sistema di sterzo by-wire — ovvero senza collegamento meccanico tra volante e ruote — abbinato a un volante in stile yoke come unico modo di guidare la vettura con questa configurazione.
Il costruttore parla di un sistema che «reinventa la guida», con input elettronici trasmessi alle ruote e un rapporto di sterzo che si adatta dinamicamente alla velocità per migliorare precisione e comfort. Secondo Lexus, il design a yoke elimina l’incrocio delle braccia e promette agilità in città con stabilità sulle strade veloci.
Tuttavia, questa “rivoluzione” solleva più di qualche perplessità, sia tra gli osservatori del settore sia tra potenziali clienti. Per cominciare, la rimozione del collegamento fisico tra volante e ruote è una scommessa notevole in termini di percezione e sicurezza: in un mondo dove affidabilità e “feeling” di guida conservano ancora un grande valore per molti automobilisti, la fiducia in un sistema completamente digitale non è scontata. In passato, altri tentativi di tecnologie simili hanno incontrato critiche proprio per la sensazione artificiale restituita al guidatore.
Dal punto di vista ergonomico, il volante a yoke, pur offrendo una visione più ampia degli strumenti, pone interrogativi pratici: con un’escursione di rotazione dichiarata di circa 200° lock-to-lock — contro i circa 720° di un volante tradizionale — la manovra di sterzata completa avviene con un singolo movimento, ma questo potrebbe risultare innaturale per chi è abituato alle dinamiche di guida convenzionali.
Inoltre, diversi piloti e recensori mettono in guardia sugli aspetti psicologici e fisici della guida con yoke: la posizione delle mani bloccata e l’impossibilità di riposizionarle come accade con un volante circolare può risultare scomoda nelle curve più rapide o in manovre prolungate, con tensioni muscolari e affaticamento che alcuni giudicano difficili da ignorare.
I critici sottolineano anche che, per ora, questa tecnologia è offerta come optional solo sulle versioni top di gamma, mentre le versioni base mantengono il volante tradizionale. Ciò suggerisce che Lexus stessa possa riconoscere come non tutti i clienti siano pronti o disposti ad abbracciare questa svolta radicale.
Se da un lato lo sterzo by-wire apre scenari interessanti per il futuro delle vetture elettriche — potenzialmente permettendo layout interni più liberi e integrazione con tecnologie di guida autonoma — dall’altro gli interrogativi sulla reale utilità in un veicolo di uso quotidiano restano aperti. Sarà la risposta del mercato, e non solo degli ingegneri, a dirci se Lexus ha colto nel segno o se ha proposto qualcosa di troppo “avanti” per il classico automobilista.
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