Tendenze a 4 ruote

Nel 2020 si domandano chi ha inventato le berline sportive... Di certo non giapponesi o americani

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In tempo di Covid-19 si può usare la memoria per dibattere su chi abbia sdoganato prima il concetto di berlina stradale sportiva. Alfa Romeo di certo, ma i fanatici di altri marchi ricordano anche BMW e Jaguar, ammettendo il DNA originario dell'Europa

Tra le argomentazioni ricorrenti in questi mesi a motori quasi spenti, per il Covid-19, anche quella sul dilemma berline sportive: chi per primo le ha prodotte? Facilmente si pensa ai marchi Alfa e BMW, indovinando. Volendo snocciolare l’elenco delle vecchie auto a tre volumi definibili sportive, non si finisce più. Dipende anche dalla portata che si vuole dare, alla vettura, ai mercati da prendere in considerazione.

I tedeschi con la 2002 hanno fatto un passo importante a livello globale, fino agli USA poi, con le note Serie 3 E21 e Serie 5 E12, prefigurando una infinita gamma di berline sportive BMW in serie M. Resta però Alfa Romeo ad aver messo in strada la sua mitica prima Giulietta molto prima, addirittura negli anni Cinquanta. Parimenti Jaguar, poco prima di certe berline tedesche anni Settanta, usava le proprie grandi Mark 1 e Mark 2 per gare in pista durante i primi anni Sessanta. Con motori però di cubatura distante da quelli comunemente fruibili dall’automobilista medio in strada, contrariamente alle sempre piccole e leggere vecchie Alfa Romeo.

Oggi giorno, anche se poco si usano in strada, le berline sportive per davvero non mancano, come le eredi Alfa: Giulia Quadrifoglio o GTA. Contarle tutte risalendo al passato è davvero difficile, per filtrare una semplice variante sportiveggiante, da una vera berlina nata per esserlo, sportiva: dal lusso di Maserati Quattroporte, Aston Martin Rapide e Mercedes (190E 2.3-16 + eredi) passando per le tante BMW (M3 o M5). Fino alle extra-europee con motori esagerati, come Cadillac CTS-V, Chevrolet versioni SS, Nissan Maxima, Lexus IS F o Infiniti M45.

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