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Nello spazio cosmico opportunità di business e ricerca, anche Automotive? Secondo Argotec e Audi sì

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In Italia si avviano nuove imprese e attività per lanciare nello spazio iniziative di business unite a quelle di ricerca e innovazione tecnologica. La contaminazione con OpenSpace è aperta anche al mondo dell'auto e Audi ci si è già buttata

Nello spazio cosmico opportunità di business e ricerca, anche Automotive? Secondo Argotec e Audi sì

In Piazza Affari, a Milano, non ci si occupa solo di titoli finanziari ma si fanno anche incontri e convegni interessanti Su temi "molto distanti dalla piazza". Come quello odierno, dove si è parlato di attività spaziale made in Italy, di imprese non operanti nel settore aerospaziale che si avvicinano alla Space Economy.

Un made in Italy succoso che esce dallo stivale e persino dal globo terrestre, pur se a dire il vero sembrerebbe quasi made in Torino, visto che quella è la sede dell’attore principale, Argotec. La giovane azienda ingegneristica realizza una serie di elementi capaci di andare nello spazio ed essere utili sia per missioni tricolori sia europee, ma anche americane con NASA (vedi uno dei pochissimi satelliti non made in USA). Una bella attività, non da tutti e anche fantasiosa. Degna di una mentalità italiana aperta, degna delle attenzioni di Audi e Reale Mutua, ma non solo, anche dei politici che sono venuti in Piazza Affari.

L’obiettivo esposto a Palazzo Mezzanotte è quello di cercare di non pensare più alle missioni spaziali solo come attività enormi e impegnative solo per enti pubblici e grandi aziende di settore aerospaziale. Con il progetto Open Space Argotec “apre l’universo” anche ad aziende private, chiunque abbia idee trasportabili in orbita, per scopi utili da riportare a terra. Già, perché il concetto bello, ipotizzato, è avere un asse con lo spazio e le missioni, più aperto che in passato, più vicino alla società. Un collegamento dove, se ce n'è abbastanza di spazio, nello spazio, qualcuno può fare come Lavazza (altra azienda di Torino, come Reale Mutua) e fornire la macchina che crea il caffè per gli astronauti. Complicazioni infinite ed emozioni, che si traducono in brevetti utili a scoprire qualcosa di nuovo (es. come risparmiare la materia prima).

L’idea Argotec, appoggiata anche da Audi Italia, è realizzare prodotti, sistemi e servizi, soprattutto creando valore per le aziende, con innovazione utile poi sulla terra. C'è di mezzo un bell’impegno economico. Non a caso quando il presidente Kennedy appoggiò la rincorsa per l’allunaggio a inizio anni Sessanta, gli USA ci misero il 4% del PIL, roba che adesso non può nemmeno sognarsi la NASA stessa. Ma “gli spazi” un po’ sono accorciati ultimamente e pure per noi italiani.

Già, con alcune aziende siamo in grado a breve di avere la capacità autonoma di lancio e di ritorno, nello spazio. Tutto tricolore, tutto con la possibilità di riutilizzare quindi magari fare economia di strumenti selezionando idee. Quali? Uno studio universitario parla di tre grandi filoni tra prodotti necessari, servizi e ricerche utili e percorribili dalle aziende. Si tradurrebbero in almeno 85 potenziali “lavori” che un’azienda potrebbe fare per le missioni spaziali. Allora ecco che non solo Elon Musk pensa, dopo Tesla, ai viaggiatori spaziali. Ecco che Audi, lungimirante, ci si è messa con un occhio di favore verso le piccole medie imprese italiane. Non sappiamo esattamente quanto e cosa, per adesso, ma si cerca di mixare il classico rigore e tedesco, delle grandi soluzioni calibrate, alla fantasia e l’innovazione tricolore.

Opportunità da creare, contaminando l’auto di tecnologie o viceversa lo spazio di elementi automobilistici? Vedremo cosa uscirà, intanto già ora Audi un po' d’innovazione aerospaziale la ha presa e data ai propri clienti. La gestione centralizzata degli ADAS (con centralina ZFAS) la navigazione intelligente e l’illuminazione laser sono proprio frutto della contaminazione interdisciplinare e legabili a quanto in uso sulle navicelle. Con la nuova intelligenza artificiale crescente sulle vetture arriveranno persino quegli "occhi volanti“ come droni, della concept Audi AI:TRAIL: non è Miwa che lancia i componenti a Jeeg robot, ma sono gruppi ottici che si staccano dalla vettura futurista Audi per fare da “apripista” vedendo cosa accade più avanti.

 

OMF

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