Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Immaginate una metropoli dotata di grattacieli, scuole, ospedali, parchi e persino un aeroporto sul tetto, capace però di navigare senza sosta negli oceani di tutto il mondo. Non si tratta della trama di un nuovo film di fantascienza, ma della Freedom Ship, un colossale progetto ingegneristico che è tornato prepotentemente a far parlare di sé con nuovi rendering e un piano finanziario da capogiro che tocca i 16,16 miliardi di dollari. Più che una nave da crociera, si tratta di un vero e proprio ecosistema urbano mobile destinato a riscrivere le regole della vita sul nostro pianeta.
L’idea visionaria della Freedom Ship è nata originariamente negli anni novanta dalla mente dell'ingegnere americano Norman Nixon, scomparso nel duemilaunici senza riuscire a posare la prima pietra. Da allora il progetto è stato archiviato e rispolverato a più riprese, ma ha trovato una nuova e decisiva spinta grazie a Roger Gooch, amministratore delegato di Freedom Cruise Line International. Il manager ha messo insieme un team dirigenziale di dodici esperti che include l’arcologo e designer Kevin Schopfer dello studio Schopfer Associates. L'obiettivo concreto è quello di trasformare l’utopia in realtà, forte dell'enorme interesse manifestato da investitori globali e futuri residenti, tanto da giustificare teoricamente la futura costruzione di tre navi gemelle.
I dati tecnici della Freedom Ship ridimensionano qualsiasi imbarcazione mai costruita finora. Con una lunghezza stimata di circa 1,8 chilometri, una larghezza di 250 metri e un'altezza di ben 30 ponti, la nave registrerà una stazza lorda di ben 2,3 milioni di tonnellate. Per fare un paragone immediato, parliamo di dimensioni otto volte superiori alla Icon of the Seas di Royal Caribbean, attualmente la nave passeggeri più grande al mondo. Date le sue proporzioni titaniche, la Freedom Ship non potrà attraccare in nessun porto del pianeta. L'imbarcazione rimarrà stabilmente in acque internazionali, compiendo una circumnavigazione completa della Terra ogni due o tre anni a una velocità di crociera di circa 7 nodi. I collegamenti con la terraferma avverranno tramite una flotta di traghetti rapidi e una pista di atterraggio sul ponte superiore attrezzata con otto eliporti, in grado di accogliere piccoli aerei commerciali e jet privati.
La Freedom Ship è progettata per ospitare a tempo indeterminato una comunità di 80.000 persone, suddivise tra cinquantamila residenti permanenti che acquisteranno o affitteranno i lussuosi appartamenti di bordo, ventimila membri dell'equipaggio e diecimila turisti. Per far muovere le persone all'interno di questa enorme piattaforma da 25 piani, è previsto un sistema di trasporto rapido tramite tram interni che collegheranno i vari quartieri urbani, intervallati da oltre 24 chilometri di passerelle pedonali e tre acri di parchi naturali ed eco-aree verdi. L'offerta infrastrutturale ricalcherà in tutto e per tutto quella di una metropoli d’avanguardia. La nave ospiterà infatti scuole ed istituti scolastici completi fino ai corsi universitari, un centro congressi, casinò, discoteche, due musei storici e un mega stadio sportivo da quindicimila posti a sedere. Grande attenzione è stata posta anche sulla sanità con la progettazione di un ospedale di ricerca all'avanguardia. Questo dettaglio ha già sollevato un forte dibattito internazionale poiché, operando esclusivamente in acque internazionali, la struttura sanitaria si troverà di fatto al di fuori delle giurisdizioni e dei corpi regolatori dei singoli Stati nazionali.
Un mostro tecnologico di questa portata richiede una quantità di energia senza precedenti. I piani attuali prevedono che la Freedom Ship sia alimentata da un sistema di propulsione ibrido avanzato basato sull'energia nucleare, una scelta obbligata sia per garantire l'autonomia energetica a lungo termine sia per limitare l'impatto ambientale. L'intero impianto integrerà sistemi avanzati di recupero energetico e di gestione virtuosa dei rifiuti e delle acque. Se i finanziamenti verranno chiusi nei tempi previsti, i piani di costruzione indicano l'Indonesia come cantiere principale, dove lo scafo verrà costruito in sezioni separate per poi essere assemblato direttamente in mare aperto. Il tempo stimato per il completamento varia dai tre ai quattro anni, ma la holding ha già fatto sapere che i primi residenti potrebbero iniziare a trasferirsi a bordo già a metà dell'opera, mentre le successive attività di manutenzione verranno gestite interamente in alto mare.