Nuova Mini Cooper 1998 GT Edition: look e assetto da JCW, ma sotto il cofano c’è una sorpresa

Nuova Mini Cooper 1998 GT Edition: look e assetto da JCW, ma sotto il cofano c’è una sorpresa
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Mini svela la nuova Cooper 1998 GT Edition, sesta serie speciale del programma Icon Drops. Un’auto che punta tutto sul design e sulla dinamica di guida firmata John Cooper Works, abbinando il propulsore della Cooper C a un prezzo da vera e propria sportiva di razza
11 settembre 2026

Il marchio britannico di casa BMW continua ad ampliare a ritmo serrato la gamma di serie speciali legate all'esclusivo programma Icon Drops. La casa ha infatti svelato ufficialmente la nuova Mini Cooper 1998 GT Edition, che rappresenta la sesta declinazione di una tiratura limitata prevista in otto capitoli complessivi. A dispetto di quanto la denominazione numerica possa far ipotizzare a un primo sguardo, non si tratta affatto di un nostalgico tributo ai ruggenti anni '90 o a qualche trionfo sportivo del secolo scorso. Il nome "1998" fa infatti riferimento al dato puramente tecnico della cilindrata del propulsore a benzina: il quattro cilindri da 1.998 cc posizionato sotto il cofano frontale. Questo approccio concettuale e stilistico recupera in realtà una precisa tradizione del brand, riallacciandosi direttamente all'eredità spirituale della storica Mini Cooper 1275 GT presentata nel 1969 e alla successiva Cooper 1499 GT lanciata sul mercato nel 2020.

Dal punto di vista del design, la nuova Mini 1998 GT Edition sfoggia un impatto visivo decisamente grintoso che non la fa passare inosservata. Prodotta rigorosamente ed esclusivamente sulla configurazione di carrozzeria Cooper C a 2 porte, la vettura si veste della cupa ed elegante tinta Midnight Black Metallic, che viene resa immediatamente riconoscibile grazie alle grafiche laterali e alle sportive decalcomanie arancioni a contrasto che corrono lungo le fiancate e il cofano. L'intero pacchetto aerodinamico e stilistico attinge a piene mani dall'esclusivo catalogo John Cooper Works (JCW): spiccano infatti minigonne pronunciate, splitter anteriore, appendici aerodinamiche dedicate, uno spoiler posteriore di grandi dimensioni e cerchi in lega da 17 pollici JCW Sprint Spoke rifiniti in nero lucido. L'atmosfera racing prosegue una volta saliti a bordo dell'abitacolo, dove spiccano i sedili sportivi JCW ad alto contenimento rivestiti in materiale sintetico pregiato Vescin, il volante riscaldabile a tre razze dotato di paddles integrati per la gestione manuale dei rapporti e una personalizzazione interna ricca di dettagli esclusive, come i tappetini specifici, i battitacco in alluminio dedicati, la cover personalizzata per la chiave e la targhetta identificativa montata sulla consolle centrale.

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Meccanica della Cooper C con telaio e freni affilati da pista

Analizzando il comparto propulsivo, la vettura sceglie di non adottare la cavalleria esagerata della variante flagship, prediligendo invece un perfetto equilibrio tra usabilità quotidiana e divertimento tra le curve. Sotto il cofano troviamo infatti la meccanica di serie della Cooper C, ovvero il collaudato motore 2.0 litri turbo (B48) a quattro cilindri in grado di erogare 161 CV e una coppia massima di 284 Nm. Il propulsore è abbinato a un reattivo cambio automatico a doppia frizione Steptronic a 7 rapporti, permettendo alla vettura di staccare un tempo nello scatto da 0 a 100 km/h in circa 7,7 secondi. Per compensare l'assenza della potenza della sorella maggiore e regalare sensazioni da vera pista, gli ingegneri del brand hanno lavorato a fondo sul comparto dinamico: la vettura adotta infatti un impianto frenante maggiorato JCW ad altissima resistenza e un assetto sportivo sviluppato da John Cooper Works, pensato per ridurre al minimo il rollio, affilare la precisione dello sterzo e garantire il classico "go-kart feeling" del marchio senza sacrificare eccessivamente il comfort di marcia.

Il posizionamento commerciale scelto per la nuova Mini 1998 GT Edition rappresenta uno degli aspetti destinati a far discutere maggiormente gli appassionati del settore e la stampa specializzata. Sul mercato nordamericano ed internazionale, la vettura viene proposta a un listino d'attacco fissato a 38.225 dollari (comprensivo dei costi di trasporto e consegna). Si tratta di una cifra indubbiamente importante se considerata in valore assoluto: supera infatti di ben 4.075 dollari il prezzo base della più potente Cooper S (capace di erogare 204 CV) e si va a posizionare a ridosso della soglia di prezzo della John Cooper Works dura e pura. La strategia del costruttore punta tuttavia tutto sull'elevato valore collezionistico del modello, garantito dalla tiratura limitata all'interno del programma Icon Drops, oltre che su una ricchissima dotazione di serie che include componenti estetiche e tecniche altrimenti disponibili solo attingendo al listino opzionali. Un’auto pensata per un cliente raffinato che ricerca l'impatto visivo e l'agilità di una vera auto da corsa, senza necessariamente richiedere i costi di gestione e i cavalli della top di gamma.

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