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Dal primo gennaio 2026, chi punta alla patente B affronta un percorso più rigido e strutturato. Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 178 del 17 novembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 dicembre, modifica l’articolo 122 del Codice della Strada, aumentando le ore di guida pratica obbligatoria da 6 a 8, tutte da svolgere presso autoscuole abilitate.
L’obiettivo dichiarato è aumentare la sicurezza, preparando i neopatentati a scenari di guida reali: traffico urbano, autostrade, strade extraurbane e guida notturna. Ma l’incremento delle ore comporta anche un aumento dei costi, stimato tra 300 e 500 euro per allievo, suscitando qualche malumore tra famiglie e giovani, mentre il settore delle autoscuole vede un “beneficio” economico dalle ore aggiuntive.
Il nuovo iter si articola in 4 moduli obbligatori, tutti certificati digitalmente tramite la piattaforma della Motorizzazione Civile:
Modulo A (2 ore) – Familiarizzazione con il veicolo, manovre di base, gestione delle emergenze e uso dei sistemi ADAS.
Modulo B (3 ore) – Guida urbana: traffico intenso, parcheggi, precedenze e manovre complesse.
Modulo C (2 ore) – Guida su autostrade e strade extraurbane a velocità superiori ai 50 km/h.
Modulo D (1 ora) – Guida notturna, tra mezz’ora dopo il tramonto e mezz’ora prima dell’alba.
Solo al termine di questi moduli sarà consentita la pratica con accompagnatore privato, un cambio radicale rispetto al passato. Inoltre, ogni ora di guida sarà certificata digitalmente sul Portale dell’Automobilista, con validità di 18 mesi, permettendo di ripetere l’esame anche in caso di bocciatura. La certificazione punta a uniformare la formazione, ma apre anche al dibattito su quanto le autoscuole privilegino la formazione vera rispetto al semplice superamento dell’esame.
Al momento, le modifiche riguardano esclusivamente la patente B. Le patenti di tipo A e A2 per moto non subiscono variazioni simili, confermando una differenza significativa nella formazione tra automobilisti e motociclisti.