Rally di Roma Capitale. Nell’edizione vinta da Roberto Daprà c’è un Mondo in cui l’Italia è padrona [VIDEO]

Rally di Roma Capitale. Nell’edizione vinta da Roberto Daprà c’è un Mondo in cui l’Italia è padrona [VIDEO]
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Roberto Daprà e Luca Guglielmetti vincono il 14°. Italiano, Europeo, prospettiva Mondiale. Il caleidoscopio del Rally di Max Rendina dimostra che le serie continentale e europea parlano una fluente lingua italiana. Mi viene un’idea di Campionato del Mondo...
6 luglio 2026
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Roma, 5 Luglio. Mettiamo subito in chiaro una cosa. Non sono un particolare fan del Rally di Roma Capitale, semplicemente perché non vedo nessuna ragione per spostare il Mondiale Rally d’Italia dalla Sardegna a Roma, e perché del Rally all’Isola siamo tutti innamorati. Dunque, se si è nelle condizioni di esprimere una preferenza, il parere è chiaro e ci tengo che lo sia. Mi dispiace. È che, tra le altre, non vedo perché, forti per tradizione e capacità organizzativa abbondantemente dimostrate e collaudate, non si sia pensato ad un calendario di Mondiale con due date italiane, possibilità già sperimentata con successo.

Poi bisogna capire meglio che configurazione, percorso, logistica, può avere il Roma Capitale Mondiale, il cui potenziale non ritengo sia espresso dalle edizioni italo-europee sin qui disputate. Detto questo, tuttavia, è giusto sottolineare un fatto essenziale: il Rally di Roma Capitale, proprio nell’attuale configurazione, è un magnifico show di un doppio potenziale. Quello “panoramico” sulle Rally2, anche in proiezione futura, e quello degli schieramenti italiani possibili e della relativa capacità di fuoco.

Ecco il punto. E, occhio, non è poco. L’asfalto rovente del Rally di Roma Capitale, tecnico, vario e illustrativo, ha dimostrato di poter essere la culla di un’Italia di nuovo padrona dei Rally. Basta scorrere, ed eccoci alla cronaca, liste, classifiche, numeri e vicende di gara. Il Rally di Max Rendina è stato lo show europeo (ma con valenza Mondiale, questo sì) del WRC2, delle Rally2 così-come-sono-oggi. Lo spettacolo non è certo mancato, e della tensione agonistica non c’è bisogno di ribadire. Tre Equipaggi italiani hanno battuto il tempo e guidato il Rally, da subito e fino alla fine, passandosi il testimone in tre fasi cruciali della corsa.

Andrea Nucita la prima sera dello spettacolo del Colosseo, Andrea Crugnola fino a metà gara, Roberto Daprà dalla sesta, la seconda Piana di Rascina, fino alla fine. Insieme a Luca Guglielmetti Daprà ha vinto quattro delle undici Speciali poi, una volta conquistata Roma, e parliamo di Campionato Europeo e di Italiano, ha tirato i remi in barca, diciamo dalla prima Canterano-Gerano. Crugnola non è stato certo fortunato, non è da lui uscire di strada, e fortunato non lo era stato l’anno prima. Daprà è una realtà, il crescendo di carriera espresso in un Roma Capitale perfetto si materializza in un risultato legittimo e perseguito con determinazione consapevole fino al momento chiave che gli ha dato ragione.

Sul podio finale salgono anche Teemu Suninen e Boštjan Avbelj, ma si potrebbe esagerare dicendo che la bandierina accanto al nome dello sloveno, terzo assoluto, è quella italiana, e con quello che avremmo potuto declinare un podio tutto italiano. Sarebbe troppo e torniamo con i piedi per terra nel dire che Giandomenico Basso, il Campione in carica e recordman dell’Evento, quel podio lo ha ceduto definitivamente solo nel finale (consolato da un Trofeo Master), e che quindi la “declinazione” avrebbe benissimo potuto funzionare. Made in Italy.

Quel che non ha funzionato è che per metà del Rally a vincerlo avrebbe potuto essere la Lancia, e invece sono quattro Skoda in fila, e la prima Made in Italy (con un minimo di riserva) non è la più attesa bensì quella di Yoann Bonato, quinto assoluto. Che poi la Integrale di Andrea Mabellini (altro aspirante “big” delle frecce tricolore) ha scavalcato nel rush finale proprio quella più referenziata di Yohan Rossel. Ma c’è un’altra sostanza. 30 Lancia Ypsilon. Le Integrale e le Rally3 (la prova di Trofeo è di Simone Di Giovanni) sono oltre un quarto del totale. Stendendo un velo pietoso (ma non dimenticando) sulle trappole del nuovo regolamento 2027 che rischiano di tagliare le gambe non solo a Lancia (la storia piuttosto iniqua del kit di upgrade Rally2 con annesso ricatto di due vetture per tutta la stagione), la nuova avventura Lancia ha un anno di vita, quindi va da sola oltre il potenziale inizialmente immaginabile. Non è un segno, questo?

Ha funzionato il Rally. La 14ma edizione del Roma Capitale 2.0 di Max Rendina ha funzionato eccome, pure nell’atroce e infernale caldo di un’estate improvvisamente impietosa. Ha mandato in scena il potenziale della Roma dal fascino invincibile, lo show di contenuti delle Rally2 cui si stanno tarpando le ali invece di riconoscerne il valore intrinseco, e l’idea che lavorare sul Made in Italy sia ben più che un’opzione. Forza, c’è riuscito un Presidente, in tempi difficilissimi, ce la può fare un nuovo Presidente in tempi di necessità, e di opportunità, di inventiva e coraggio. Forza, mettiamoci d’accordo: due date di Mondiale in Italia!

© Immagini. Manrico Martella - Pure WRC Agency, ACI Sport

1RALLY DI ROMA CAPITALE. Classifica Finale Assoluta: 1. DAPRÀ-GUGLIELMETTI (Skoda Fabia Rs) in 1:58'02.5; 2. SUNINEN-HAAPALA (Skoda Fabia Rs) a 13.7; 3. AVBELJ-DE GUIO (Skoda Fabia Rs) a 14.2; 4. BASSO-GRANAI (Skoda Fabia Rs) a 17.4; 5. BONATO-BOULLOUD (Lancia Ypsilon Hf) a 58.7; 6. JOHANSSON-GRÖNVALL (Skoda Fabia Rs) a 1'14.0; 7. SARRAZIN-ROCHE (Citroen C3) a 1'24.4; 8. MABELLINI-LENZI (Lancia Ypsilon Hf) a 1'24.6; 9. ROSSEL-DUNAND (Lancia Ypsilon Hf) a 1'30.3; 10. MARCZYK-GOSPODARCZYK (Skoda Fabia Rs) a 1'37.2

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