Rallycross 2022. Giallo al Tempio di Holjes. Vince Oliver Solberg. No, Vince Marklund!

Rallycross 2022. Giallo al Tempio di Holjes. Vince Oliver Solberg. No, Vince Marklund!
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Piero Batini
  • di Piero Batini
In attesa del debutto del Mondiale 2022, il Rallycross si presenta con un evento in giallo. Per Oliver Solberg, una tantum nel Campionato, è una bellissima vittoria, ma poi la giuria…
  • Piero Batini
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4 luglio 2022

Tempio di Holjes, Svezia, 3 Luglio. Il Rallycross 2022 va in pressione lentamente, i cambiamenti sono stati molti e la fisionomia della spettacolare disciplina delle SuperCar è molto diversa da quella degli anni passati. Il Rallycross Mondiale passa nelle mani dello stesso Promoter del Mondiale WRC, parla elettrico con voce grossa e fa da apripista. Promuove insieme al Mondiale anche un importante e propedeutico Campionato Europeo.

Morale: è rilancio, o così spera il “cartello” di Organizzatori e Promoter. L’inaugurazione della stagione è di stampo Europeo. Prima l’RX di Ungheria, del maggio scorso, vinto dallo svedese Anton Marklund, Hyundai i20, davanti al belga Enzo Ide, Audi S1 e al danese Ulrik Linnemann, Ford Fiesta. Poi è la volta del Cooper Tires Rallycross of Sweden, ancora Europeo però in uno dei luoghi sacri della specialità, il mitico impianto di Holjes, esattamente 50 anni di leggenda del Rallycross. E qui succede che…

Una tantum, e in vacanza dopo il gran decimo posto al Safari Rally WRC, Oliver Solberg viene “prestato” al Rallycross in occasione del “GP” di casa Solberg. L’occasione è di quelle “inevitabili”, e così il passaggio dall’una all’altra categoria. Non si può dimenticare, infatti, che papà Petter Solberg, dopo aver vinto il Mondiale WRC del 2003, è stato per ben due volte Campione del Mondo Rallycross, nel 2013 e 2014 con Citroen, e una volta Campione del Mondo Team, con Volkswagen nel 2017, anno nel quale il “suo” Pilota Johan Kristoffersson conquistò il primo dei 4 Titoli individuali.

Che il figlio di “Hollywood” arrivasse al Rallycross era solo questione di tempo e… di patente. Quel che non si poteva immaginare, invece, è che il giovane Oliver avrebbe sfruttato così bene la questione genetica. Di fatto, dunque, il Rallycross di Svezia al tempio di Holjes è stata una Gara a senso unico. Oliver Solberg si è imposto nelle qualifiche e nella propria semifinale, per arrivare schierato per primo sulla griglia di partenza della finalissima. E anche la finale di Holjes, roba da 50.000 spettatori, finiva con le dafaillances di Kristoffersson, foraturra, e Bakkerud, motore, e con la stupenda e super meritata vittoria di Solberg che mandava in delirio connazionali e familiari, lasciando parimenti di stucco il gotha degli esperti.

Il tempo di alzare le braccia al cielo, già sul podio, e di registrare una delle emozioni più forti della pur breve carriera, ed ecco la doccia fredda: rimettere il tappo nella bottiglia di champagne. Qualcosa non va! Quel qualcosa emerge dalle verifiche tecniche post gara della Hyundai i20 del Pilota vincitore. Una prassi. Dopo varie e ripetute misurazioni, emerge il fatto che la protezione “sottopancia” della i20 numero #14 è sovrappeso di 3 chilogrammi. Nessun vantaggio evidente per il Pilota, ma le regole sono regole, anche se talvolta un pelino isteriche, e Oliver Solberg è cancellato dalla classifica finale. Primo Anton Marklund, Hyundai, secondo Jean Baptiste Dubourg, Peugeot, terzo Andreas Bakkerud, Audi. Chissà se Oliver Solberg tornerà per la prima del Mondiale 2022, World RX of Germany, ultimo week end di Luglio, con il dente avvelenato!

© Immagini Red Bull Content Pool - Xtreme E - Cupra Media – PB

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