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In una svolta inedita per il settore automotive, Renault Group ha confermato di essere al centro di un progetto per la produzione di droni militari di largo raggio, segnando un ingresso nella difesa nazionale francese. Notizia rilanciata nei principali media europei a gennaio-febbraio 2026, l’iniziativa rientra in una strategia più ampia voluta dal presidente Emmanuel Macron per creare una solida industria militare francese e ridurre la dipendenza tecnologica dall’estero.
Per decenni Renault è stata sinonimo di auto compatte, city car e veicoli commerciali leggeri, ma oggi l’azienda postula una riconversione produttiva parziale verso sistemi non convenzionali: i droni militari. Il progetto, denominato Chorus, è stato presentato attraverso un accordo strategico con la società di difesa francese Turgis Gaillard e supervisionato dalla Direction Générale de l’Armement (DGA).
Secondo le fonti francesi, Renault impiegherà la propria expertise industriale per assemblare fino a 600 droni al mese presso lo stabilimento di Le Mans, mentre lo stabilimento di Cléon fornirà componenti chiave come i motori. Pur specificando che Renault non affronterà la fase di armamento dei velivoli, l’azienda fornirà la struttura e l’assemblaggio di droni a lungo raggio utilizzabili come “munizioni teleopperate”.
Questa mossa industriale rispecchia la spinta politica del presidente francese Emmanuel Macron, che da anni sottolinea la necessità di rafforzare la produzione militare domestica, in particolare negli ambiti più richiesti da scenari internazionali complessi (Ucraina, Mediterraneo, difesa europea). Macron ha più volte spinto per un’accelerazione nelle capacità produttive belliche, incluso l’ammodernamento dei jet da combattimento e altre piattaforme avanzate, pur mantenendo un equilibrio con l’economia civile.
Il progetto Chorus, oltre a rispondere alla domanda di capacità utili alle forze armate francesi, potrebbe anche costituire una base di cooperazione industriale con partner europei o con Paesi alleati, un tema sempre più sentito alla luce delle tensioni geopolitiche globali.
L’ingresso di Renault nel segmento dei droni militari non è un caso casuale. I grandi gruppi automobilistici vantano catene di montaggio ad alta efficienza ed economie di scala che possono ridurre i costi di produzione rispetto alle tipiche industrie aerospaziali o della difesa. La produzione di droni, infatti, richiede precisione, rapidità e capacità di gestione di flussi produttivi complessi: competenze nella quale i costruttori auto eccellono.
Tuttavia, la decisione non è esente da controversie: sindacati e rappresentanti dei lavoratori di Renault hanno espresso preoccupazioni etiche e operative in merito all’uso militare dei prodotti e alle condizioni di partecipazione del personale, che sarebbe coinvolto su base volontaria nella nuova linea produttiva.
Il progetto Chorus rappresenta un punto di svolta industriale e culturale per Renault: un marchio simbolo dell’automobile francese che amplia il proprio raggio d’azione verso la tecnologia difensiva. Nel contesto europeo, dove diverse nazioni stanno potenziando la difesa comune, tale iniziativa può rivelarsi un banco di prova per sinergie future tra settori civili e militari.
Resta da vedere come evolveranno le dinamiche tra produzione auto e sistemi avanzati di sicurezza, ma per ora Renault si pone come uno degli esempi più significativi di riconversione industriale legata alle crescenti esigenze geostrategiche della Francia e dell’UE.