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Il compimento dei 65 anni non significa perdere la patente né dover affrontare automaticamente un nuovo esame di guida. Nel 2026 le regole italiane distinguono ancora in modo netto tra le patenti utilizzate per auto e moto e quelle necessarie per guidare camion, autotreni e autobus. Per le categorie A e B, infatti, il rinnovo continua a seguire le normali scadenze legate all'età: cinque anni fino ai 70 anni, tre anni tra 70 e 80 e due anni dopo gli 80. La situazione è invece più articolata per le patenti professionali. Sullo sfondo c'è poi la direttiva europea 2025/2205, che introduce la possibilità di aumentare in futuro la frequenza dei controlli per i conducenti più anziani, ma che non ha ancora modificato automaticamente le scadenze italiane.
Per chi possiede una patente A o B, il passaggio dei 65 anni non comporta, da solo, una modifica della durata del documento. Le categorie AM, A1, A2, A, B1, B e BE sono valide 10 anni fino ai 50 anni, quindi 5 anni fino ai 70 anni, 3 anni fino agli 80 anni e 2 anni oltre gli 80 anni. Di conseguenza, un automobilista di 65, 66 o 69 anni può continuare a rinnovare la patente per cinque anni, purché superi la necessaria visita medica di idoneità psicofisica. L'età non costituisce quindi un limite assoluto alla guida: ciò che conta è il permanere dei requisiti necessari per guidare in sicurezza. In caso di particolari condizioni di salute, il medico può comunque richiedere ulteriori accertamenti e indirizzare il conducente alla Commissione Medica Locale.
Le cose cambiano per le patenti C1, C1E, C e CE, utilizzate per i veicoli pesanti. Fino ai 65 anni la validità ordinaria è di cinque anni; dopo questa soglia il rinnovo diventa biennale e l'accertamento dei requisiti deve essere effettuato presso la Commissione Medica Locale. Per chi utilizza la patente CE per guidare autotreni e autoarticolati con massa complessiva superiore a 20 tonnellate esistono inoltre limiti specifici: tra 65 e 68 anni è necessario ottenere ogni anno uno specifico attestato dopo una visita specialistica. Superati i 68 anni non è più consentita la guida di questi veicoli pesanti, pur restando possibili le abilitazioni compatibili con la categoria e i limiti di età. È quindi soprattutto per i conducenti professionali che il compimento dei 65 anni rappresenta uno spartiacque concreto.
Ancora diversa è la disciplina per le patenti D1, D1E, D e DE, necessarie per il trasporto professionale di persone. La validità amministrativa può arrivare a cinque anni fino ai 70 anni, tre anni fino agli 80 e due anni successivamente, ma per la guida professionale sono previsti limiti specifici già dal compimento dei 60 anni. Tra 60 e 68 anni, per continuare a condurre determinati autobus e veicoli destinati al trasporto di persone, occorre ottenere ogni anno l'attestato di idoneità dopo una visita specialistica presso la Commissione Medica Locale; oltre i 68 anni questa possibilità viene meno. Nel frattempo, la direttiva UE 2025/2205 apre alla possibilità che gli Stati introducano controlli più frequenti per i conducenti di almeno 65 anni, anche attraverso valutazioni mediche o forme di autovalutazione. Non è però una nuova scadenza già in vigore in Italia: gli Stati membri dovranno recepire la direttiva entro le scadenze europee previste e le nuove disposizioni diventeranno operative secondo il calendario stabilito dalla normativa. Per ora, dunque, chi ha più di 65 anni deve fare riferimento alle regole italiane attualmente in vigore.