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Svizzera: dal 15 giugno frontiere riaperte, ma non con l’Italia

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La confederazione riapre dal 15 giugno a Germania, Austria e Francia. Il nostro paese considerato ancora a rischio, ma si allentano le maglie per i lavoratori frontalieri

Svizzera: dal 15 giugno frontiere riaperte, ma non con l’Italia

La Svizzera ha deciso che dal 15 giugno riaprirà le frontiere alla libera circolazione con Germania, Austria e Francia se l’evolversi della situazione epidemiologica lo consentirà.

 

Lo ha riferito al Consiglio federale la consigliera Karin Keller-Sutter, responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia, al termine di una serie di colloqui con i ministri dell’interno dei paesi confinanti.

 

Al momento non è in programma una riapertura completa dei varchi con l’Italia, che rimane paese insieme alla Spagna ad alto rischio di diffusione del virus. Il ministro tedesco dell'interno tedesco Horst Seehofer, rispondendo a una domanda in una conferenza stampa a Berlino, ha affermato che «Francia, Austria e Svizzera ritengono che sia ancora troppo presto per aprire le frontiere con Italia e Spagna, perché sono paesi molto colpiti dal Coronavirus».

 

Dall’11 giugno saranno invece consentiti i ricongiungimenti familiari tra cittadini svizzeri e cittadini UE: «Per il Consiglio federale, tutelare la popolazione svizzera dalla diffusione del coronavirus resta la massima priorità, pertanto si procederà all’allentamento delle norme sull’entrata in Svizzera e sull’ammissione di stranieri nel mercato del lavoro locale e a fini di soggiorno in Svizzera solo se lo sviluppo epidemiologico lo consente», recita una nota ufficiale.

Dall’11 maggio sono state invece allentate le maglie per l’ingresso nelle confederazione elvetica dei lavoratori. Queste le disposizioni adottate lo scorso 29 aprile:

- I Cantoni tratteranno tutte le domande di permesso di dimora o di permesso per frontalieri presentate dai lavoratori provenienti dall’UE o dall’AELS prima dell’introduzione delle restrizioni d’entrata (25 marzo 2020). Lo stesso vale per le notifiche di assunzione per impieghi di breve durata presso un datore di lavoro in Svizzera e per le prestazioni di servizi transfrontaliere di massimo 90 giorni all’anno.

 

- Le nuove notifiche per prestazioni di servizi transfrontaliere saranno trattate secondo le consuete prescrizioni dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone se la fornitura del servizio si basa su un contratto scritto stipulato prima del 25 marzo 2020. Ad esempio, un installatore tedesco potrà montare in un’azienda svizzera un macchinario che era già stato ordinato.

 

- Ai lavoratori provenienti da Stati terzi già titolari di un permesso per esercitare un’attività lucrativa in Svizzera che non hanno potuto ottenere il visto a causa delle restrizioni d’entrata in vigore sarà consentita l’entrata nel Paese.

 

- Le domande di assunzione di cittadini di Stati terzi presentate prima dell’entrata in vigore delle restrizioni d’ammissione loro applicabili (19 marzo 2020) saranno trattate e approvate a condizione che siano soddisfatti i requisiti della legislazione sugli stranieri e che queste persone possano effettivamente assumere il posto di lavoro.

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