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Il fenomeno delle targhe polacche è diventato particolarmente evidente in Italia, soprattutto in Campania e nell’area di Napoli, dove migliaia di veicoli vengono utilizzati stabilmente pur risultando immatricolati all’estero. L’obiettivo della nuova stretta inserita nel testo-base del Codice della strada è intervenire sull’elemento che, in molti casi, rende conveniente questo sistema: il costo dell’assicurazione. La proposta prevede infatti che, una volta registrato il veicolo nel REVE (Registro dei Veicoli Esteri), la polizza debba essere stipulata con una compagnia italiana o con un’impresa estera autorizzata a operare in Italia.
Il meccanismo nasce dalla possibilità di immatricolare un veicolo in un altro Paese e utilizzarlo poi in Italia attraverso formule societarie o di noleggio. L'operazione può consentire di ridurre alcuni costi legati alla gestione dell’auto, a partire dalla RC Auto, ma anche di rendere più complessa la riscossione di multe, bollo e altre somme dovute. In Italia circolerebbero circa 70 mila auto con targa polacca, oltre 50 mila delle quali concentrate nell’area di Napoli secondo ACI. Il fenomeno non è però limitato alla Polonia: proprio le prime indiscrezioni sulla nuova stretta avrebbero già spinto alcuni operatori verso targhe di altri Paesi.
La proposta interviene su un sistema che già oggi prevede precise regole per i veicoli immatricolati all’estero. In base all’articolo 93-bis del Codice della strada, chi acquisisce la residenza in Italia e possiede un veicolo estero deve, come regola generale, procedere all’immatricolazione italiana entro tre mesi. Se invece un residente utilizza un veicolo intestato a una persona o società estera per più di 30 giorni, anche non consecutivi, nell’anno, il titolo e la durata della disponibilità devono essere registrati nel REVE. La violazione degli obblighi di registrazione può comportare una sanzione amministrativa da 712 a 3.558 euro, oltre al ritiro del documento di circolazione.
La novità allo studio aggiungerebbe a questo quadro un ulteriore vincolo: dopo l’iscrizione al REVE, l’assicurazione dovrebbe essere sottoscritta con un’impresa italiana oppure con una compagnia autorizzata a operare sul mercato italiano. Il provvedimento è ancora in fase di definizione e le associazioni di settore sono chiamate a presentare le proprie osservazioni entro il 13 settembre 2026.
La maggior parte delle polizze stipulate per i veicoli con targa straniera sarebbe comunque riconosciuta in Italia. Di conseguenza, imporre una compagnia italiana o autorizzata potrebbe non eliminare alla radice il meccanismo, ma semplicemente spostarlo. Il rischio è quello di una “corsa alle alternative”, con l’utilizzo di targhe di altri Stati per aggirare la nuova disciplina. Nel frattempo, sul fronte dei controlli è arrivata un'altra novità significativa: dal 13 agosto 2026, secondo quanto riferito da ANSA, le autorità italiane possono accedere ai portali governativi polacchi per verificare in tempo reale documenti di circolazione, assicurazioni RC Auto e patenti rilasciate in Polonia.
È un passo importante perché rende più semplice controllare la reale posizione dei veicoli e dei loro conducenti. La partita, quindi, non si gioca soltanto sulla targa polacca, ma sulla capacità di rendere effettivi i controlli e impedire che un fenomeno nato per aggirare costi e obblighi si sposti semplicemente verso un'altra targa estera. La nuova stretta potrebbe essere un primo passo, ma per evitare il rischio di un vero flop serviranno regole applicabili, controlli efficaci e soprattutto un sistema capace di seguire il veicolo oltre il Paese nel quale è stato formalmente immatricolato.