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Il Tesla Full Self-Driving (Supervisionato) si avvicina a un passaggio decisivo per il suo futuro in Europa. Dopo i test organizzati da Tesla alla fine del 2025 in diversi Paesi, Italia compresa, la tecnologia di assistenza alla guida sviluppata dall'azienda americana è oggi omologata in cinque Stati dell'Unione Europea: Paesi Bassi, Danimarca, Belgio, Estonia e Lituania.
Il prossimo appuntamento è fissato per il 6 ottobre 2026, quando a livello europeo si discuterà dell'eventuale estensione delle omologazioni agli altri Stati membri. Se il percorso andrà avanti, anche l'Italia potrebbe quindi entrare nella lista dei Paesi nei quali sarà possibile utilizzare ufficialmente l'FSD (Supervisionato).
In vista del voto, Tesla ha deciso di cambiare approccio sulla condivisione dei dati. L'azienda ha infatti reso pubblici quelli relativi alle prove effettuate nei Paesi Bassi, informazioni che fino ad oggi erano state mantenute riservate anche per evitare di fornire elementi utili alla concorrenza.
Secondo i dati diffusi da Tesla, l'FSD (Supervisionato) viene utilizzato quotidianamente da oltre 70.000 proprietari, con più di un milione di chilometri percorsi ogni giorno.
La Casa sostiene inoltre che, considerando 100 milioni di chilometri percorsi sulle strade pubbliche europee, i veicoli equipaggiati con FSD avrebbero una probabilità di essere coinvolti in un incidente 4,1 volte inferiore rispetto alla guida manuale.
La nuova dashboard sulla sicurezza pubblicata da Tesla contiene anche una serie di indicatori relativi al comportamento del sistema in differenti situazioni di guida.
Stando ai dati dell'azienda, l'utilizzo dell'FSD porterebbe a una riduzione fino all'84% delle attivazioni della frenata automatica d'emergenza e fino all'81% delle frenate brusche.
Ancora più significativo sarebbe il dato relativo ai cambi di corsia in autostrada: le collisioni minori verrebbero ridotte del 91%. Sulle strade extraurbane la diminuzione indicata da Tesla arriverebbe invece al 93%.
Il sistema avrebbe inoltre un effetto anche sull'affaticamento del conducente durante la guida autostradale, che secondo i dati pubblicati dalla Casa diminuirebbe del 67%.
Tesla porta a sostegno della propria tecnologia anche i risultati dei test interni. I veicoli utilizzati per lo sviluppo ingegneristico avrebbero percorso complessivamente 1,6 milioni di chilometri senza incidenti.
A questi si aggiungono più di 230.000 test di scenario effettuati in diversi Paesi e in condizioni differenti. Tesla dichiara per queste prove un tasso di successo di circa il 98%.
Numeri che la Casa americana considera particolarmente importanti in vista del confronto con le autorità europee, anche se sarà naturalmente il processo di valutazione regolamentare a stabilire se la tecnologia possa essere autorizzata negli altri mercati.
Per Tesla il punto cruciale è quindi ormai il 6 ottobre 2026. Oggi l'FSD (Supervisionato) non è infatti ancora disponibile con omologazione europea generalizzata: il via libera riguarda soltanto i cinque Paesi già indicati.
L'eventuale estensione agli altri Stati membri potrebbe cambiare radicalmente il quadro e aprire la strada anche all'Italia, dove Tesla aveva già portato alcuni esemplari per mostrare le potenzialità del sistema.
La partita, insomma, è ancora aperta. Tesla ha scelto di giocarla mostrando per la prima volta in maniera più trasparente i dati sulla sicurezza: ora toccherà ai regolatori europei stabilire se saranno sufficienti per fare il passo successivo verso una diffusione più ampia del Full Self-Driving.