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Prendere una delle sportive più leggere e coinvolgenti degli anni Novanta e renderla ancora più estrema sembrava quasi impossibile. Eppure è proprio quello che ha fatto Analogue Automotive con la Lotus Elise S1 VHPK, una restomod sviluppata per celebrare i 30 anni della prima Elise. Il risultato è una vettura radicale, costruita mettendo al centro il piacere di guida: pesa appena 600 kg, sviluppa 250 CV e adotta una configurazione con un solo sedile centrale, che inevitabilmente richiama alla mente la leggendaria McLaren F1. Il prezzo, però, è quello di una supercar: si parte da 350.000 sterline, tasse escluse, e la produzione è limitata a soli 35 esemplari.
Il nome VHPK significa “Very High Performance K-Series” e deriva dal quattro cilindri Rover K-Series, portato da 1,8 a 1,9 litri. Il propulsore è stato profondamente rivisto con componenti alleggeriti, parti in billet e interne forgiate, mantenendo però l'architettura originale e la sua caratteristica erogazione ad alto regime. La potenza raggiunge 250 CV, più del doppio rispetto alla Elise S1 originale, mentre la trasmissione è affidata a un cambio manuale a cinque marce ravvicinate con differenziale autobloccante. Il motore respira attraverso uno scarico completamente in acciaio inox e, soprattutto, non ricorre né a un nuovo motore né alla sovralimentazione: l’obiettivo è conservare il carattere meccanico della Elise originale.
Il rapporto peso/potenza arriva così a circa 400 CV per tonnellata, un valore da vera supercar. La cura maniacale per la massa non si limita alla carrozzeria: i pannelli sono realizzati in fibra di carbonio utilizzando tecniche derivate dal settore aerospaziale e dalla Formula 1, mentre l'auto utilizza freni carboceramici, cerchi forgiati e mozzi ultraleggeri per ridurre anche le masse non sospese. Sono stati alleggeriti persino il serbatoio e il cablaggio; a richiesta sono disponibili anche cerchi completamente in carbonio, capaci di far risparmiare altri 12 kg.
L'elemento più spettacolare è senza dubbio il posto guida centrale. La somiglianza con la McLaren F1 è evidente, ma Analogue Automotive ha chiarito che l'ispirazione non arriva direttamente dalla supercar progettata da Gordon Murray. La soluzione deriva piuttosto dalle Elise da competizione utilizzate nei primi anni Duemila nell'Autobytel Lotus Championship, dove alcune vetture adottavano proprio questa configurazione. Per realizzarla è stato necessario modificare in profondità l'abitacolo e la meccanica dello sterzo e del cambio. La VHPK dispone di un'unica seduta a guscio in fibra di carbonio, mentre l'impostazione centrale mette il conducente esattamente sull'asse longitudinale della vettura, promettendo una percezione ancora più immediata degli ingombri e delle traiettorie.
Sono stati realizzati anche componenti specifici per il nuovo layout, compresi i pannelli della plancia e il comando del cambio; l'assenza del tradizionale tunnel centrale ha inoltre portato all'adozione di un freno di stazionamento elettrico. La VHPK non è quindi una semplice Elise restaurata, ma una reinterpretazione completa della filosofia originale. Analogue Automotive ne costruirà appena 35 esemplari numerati, includendo nel prezzo anche una Lotus Elise S1 donatrice. Il primo esemplare destinato a un cliente è stato realizzato nella particolare tinta PK Purple, con abitacolo in Alcantara coordinato e terminali di scarico dorati. Una piccola supercar analogica, leggerissima e senza compromessi, che trasforma una delle icone degli anni Novanta in qualcosa di decisamente più esclusivo e raro.