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Prima della strage di Crans-Montana che ha riportato i nomi di Jacques Moretti e Jessica Maric sulle prime pagine dei giornali, la coppia francese era già finita nel mirino degli inquirenti svizzeri. Non per fatti di sangue o violenza, ma per un sospetto molto più “economico”: l’utilizzo di un prestito Covid da 75.500 franchi, ottenuto nel pieno dell’emergenza sanitaria del 2020, per acquistare una Maserati da circa 33 mila franchi.
La notizia, ricostruita dal quotidiano elvetico SonntagsZeitung, riporta come i magistrati del Canton Vallese avessero aperto un fascicolo per verificare se il finanziamento pubblico — destinato a sostenere le attività in difficoltà durante i lockdown — fosse stato impiegato correttamente. A far scattare l’allarme sarebbe stata una segnalazione della Banca Cantonale del Vallese, mentre agli occhi degli inquirenti non era passato inosservato nemmeno il tenore di vita dei Moretti, da anni gestori del disco-bar Le Constellation a Crans-Montana.
La coppia, secondo le ricostruzioni, non si era limitata alla Maserati: il nuovo acquisto andava a sommarsi a una Mercedes-AMG, una Bentley e una Porsche Cayenne, un parco auto di lusso difficilmente compatibile con la narrazione della crisi economica che colpiva ristorazione e nightlife in quel periodo.
L’inchiesta durò circa un anno e si concluse con l’archiviazione: i magistrati accertarono che la vettura era stata immatricolata come auto aziendale, quindi formalmente legata all’attività del locale. Una scelta discutibile dal punto di vista dell’immagine, ma non illegale. Il fascicolo fu chiuso, i Moretti uscirono indenni e il caso scivolò nel silenzio.
Ma gli elementi raccolti in quell’inchiesta, rilevano oggi alcuni media svizzeri, si inserirebbero in un quadro più ampio fatto di ostentazione e conflitti con le regole. Nel 2022 l’ispettorato del lavoro sarebbe intervenuto a seguito di segnalazioni dei dipendenti su presunte irregolarità: orari oltre i limiti, notturni non pagati, riposi ridotti. Un contesto che alimenta l’immagine di una gestione aggressiva e borderline, confermata anche da precedenti giudiziari in Francia.
Jacques Moretti, originario della Corsica, non era nuovo alle aule di tribunale: nel 2008 venne condannato ad Annecy per sfruttamento della prostituzione (un anno di pena, di cui quattro mesi in carcere), mentre altri episodi legati a truffa e perfino a un presunto sequestro di persona compaiono nei dossier citati dalla stampa francese e svizzera, anche se non tutti con esiti giudiziari definiti.
In quell’indagine del 2020 i magistrati non trovarono violazioni, ma resta il fatto che già allora lo stile di vita dei Moretti — fastoso, rumoroso, sopra le righe — aveva attirato la curiosità delle autorità. È solo a distanza di anni, e dopo un evento tragico, che quelle pagine riemergono, componendo il profilo di una coppia che ha sempre vissuto sul crinale sottile tra imprenditoria locale e una notorietà dal retrogusto noir.