Vendite in calo e affari in fumo: così la guerra in Iran ha travolto le auto di lusso nel Golfo

Vendite in calo e affari in fumo: così la guerra in Iran ha travolto le auto di lusso nel Golfo
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La guerra in Iran frena le vendite di auto di lusso nel Golfo: showroom chiusi, consegne bloccate e domanda in calo fino al 30%. Un colpo pesante per un mercato chiave ad alto margine. E senza il Medio Oriente, il settore rischia una crisi globale
6 aprile 2026

Le vendite di auto di lusso nel Golfo stanno subendo un brusco rallentamento a causa della guerra in Iran, con effetti immediati su uno dei mercati più strategici per i grandi marchi globali. Sebbene la regione rappresenti meno del 10% dei volumi complessivi, genera una quota molto più elevata dei profitti grazie a clienti ad alta capacità di spesa e a una forte domanda di modelli personalizzati.

Oggi però, tra tensioni geopolitiche, instabilità economica e rallentamento globale, il settore automotive premium si trova a fare i conti con un’improvvisa frenata proprio in uno dei suoi territori più redditizi.

La guerra in Iran affonda le vendite delle auto di lusso nel Golfo

Secondo quanto riportato da Reuters, la guerra in Iran ha provocato la chiusura temporanea di numerosi showroom nel Golfo e il blocco delle consegne per diversi marchi di fascia alta, con effetti diretti sulle vendite. A Dubai, uno dei principali hub per le auto di lusso, alcune concessionarie hanno per esempio registrato un calo del business di circa il 30% dopo la riapertura.

Le difficoltà non riguardano solo la domanda: anche la logistica è stata colpita, con rotte marittime rallentate o interrotte e consegne ritardate. In alcuni casi, i clienti più facoltosi arrivano a pagare fino a 30.000 euro per far trasportare auto da milioni di dollari fuori dalla regione. Il Medio Oriente resta comunque un mercato chiave: una Rolls-Royce Phantom parte da circa 570.000 dollari, ma con personalizzazioni può facilmente raddoppiare o triplicare il prezzo.

Non a caso, nel 2025 Ferrari ha realizzato il 4,6% delle sue vendite globali proprio nell’area, superando la Cina. Tuttavia, il segmento più redditizio, ovvero quello delle auto su misura, con dettagli esclusivi come legni pregiati, madreperla o foglia d’oro, si è quasi fermato. “I clienti hanno altre priorità”, spiegano fonti del settore, segnalando un netto cambio di atteggiamento tra i buyer del Golfo.

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Una situazione complicata

Come ha evidenziato Cnbc, il Medio Oriente è diventato negli ultimi anni un pilastro per il mercato globale delle auto premium. La regione vale circa 3 milioni di veicoli all’anno e solo negli Emirati Arabi Uniti si superano le 300.000 immatricolazioni, con una quota di circa il 20% rappresentata da modelli premium importati.

Negli ultimi anni i margini sono cresciuti rapidamente: Porsche ha aumentato del 28% il profitto medio per veicolo nel Golfo tra il 2020 e il 2025, mentre Bmw ha registrato una crescita delle consegne di circa il 10% nel 2025 e un +38% per i modelli ad alte prestazioni. Tuttavia, la guerra in Iran rischia di interrompere bruscamente questa traiettoria.

Secondo analisti internazionali, le vendite di auto di lusso nel Golfo potrebbero calare fino al 50% nel breve periodo se il conflitto dovesse prolungarsi, con un impatto diretto su margini e produzione. Il problema arriva nel momento peggiore: la domanda in Cina è in forte rallentamento, la Russia è fuori dal mercato dal 2022 e negli Stati Uniti pesano dazi e incertezze economiche.

Senza il contributo del Golfo, le case automobilistiche - soprattutto quelle che sfornano veicoli di un certo tipo e per clienti altolocati - rischiano di perdere uno degli ultimi poli di crescita. Per questo diversi gruppi stanno monitorando la situazione e valutando possibili tagli alla produzione se la crisi dovesse continuare. In uno scenario sempre più fragile, il settore delle auto di lusso si trova così esposto a una tempesta perfetta, con vendite in calo, costi in aumento e margini sotto pressione.

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