Volkswagen, conti in profondo rosso nel 2026: perdita da 5,8 miliardi nel terzo trimestre

Volkswagen, conti in profondo rosso nel 2026: perdita da 5,8 miliardi nel terzo trimestre
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Il Gruppo Volkswagen affronta uno dei momenti più difficili degli ultimi anni. Nei primi nove mesi del 2026 l'utile operativo è crollato del 99%, mentre il terzo trimestre si è chiuso con una perdita netta di 5,82 miliardi di euro. Pesano la svalutazione di Porsche, la crisi del mercato cinese, i dazi statunitensi e la redditività ancora limitata delle auto elettriche
30 ottobre 2026

Il Gruppo Volkswagen è alle prese con una situazione finanziaria sempre più complicata. I risultati relativi ai primi nove mesi del 2026 fotografano un peggioramento significativo della redditività, con numeri particolarmente preoccupanti nel terzo trimestre. Il colosso automobilistico tedesco deve fare i conti con un mercato globale più difficile, una concorrenza sempre più aggressiva e costi di ristrutturazione che stanno incidendo pesantemente sui bilanci.

Terzo trimestre in perdita: i numeri della crisi Volkswagen

I dati pubblicati dal gruppo evidenziano una contrazione importante dell'attività. Tra gennaio e settembre 2026, le consegne sono scese del 9%, fermandosi a circa 6,01 milioni di vetture, mentre il fatturato ha raggiunto 233,38 miliardi di euro, con una flessione del 2,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Ancora più significativo il dato relativo all'utile operativo, precipitato da 5,4 miliardi a appena 71 milioni di euro, con una riduzione del 98,7%.

Il risultato netto dei primi nove mesi è invece negativo per 2,72 miliardi, a fronte dell'utile di 3,4 miliardi registrato nel 2025. La situazione è peggiorata soprattutto tra luglio e settembre: nel terzo trimestre il fatturato è diminuito del 6,3%, a 75,27 miliardi di euro, mentre la perdita operativa ha raggiunto 5,86 miliardi. Il risultato netto negativo è stato pari a 5,82 miliardi di euro. Numeri che confermano quanto sia diventato difficile mantenere elevati livelli di redditività in un settore automobilistico attraversato da profonde trasformazioni.

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Porsche, Cina e dazi: cosa sta mettendo in difficoltà il gruppo

Dietro il risultato negativo ci sono soprattutto alcune operazioni straordinarie e criticità commerciali. La voce più pesante è rappresentata dalla svalutazione della partecipazione in Porsche, che ha comportato un impatto negativo di circa 6,4 miliardi di euro. A questa si aggiunge una rettifica da circa un miliardo relativa alle attività del gruppo in Cina, oltre agli oneri collegati alla prevista vendita dello stabilimento di Osnabrück. Il mercato cinese rappresenta un'altra delle principali preoccupazioni per Wolfsburg. La domanda è in contrazione e i costruttori locali stanno aumentando la pressione competitiva, soprattutto nel comparto delle auto elettriche, dove possono contare su una posizione particolarmente aggressiva in termini di prezzi e velocità di sviluppo tecnologico.

C'è poi una questione strategica che riguarda direttamente la transizione energetica. Volkswagen sta aumentando la presenza delle auto elettriche nella propria offerta, ma attualmente questi modelli garantiscono margini inferiori rispetto alle vetture con motore termico. Il gruppo ha comunque registrato segnali incoraggianti sul fronte della domanda: nei primi nove mesi dell'anno, le elettriche hanno rappresentato il 40% degli ordini acquisiti e la famiglia delle nuove Electric Urban Car ha raccolto circa 150.000 prenotazioni. Il problema, quindi, non è soltanto convincere i clienti ad acquistare le nuove vetture, ma riuscire a renderne sostenibile la produzione e la commercializzazione.

Ristrutturazione e taglio dei costi: Volkswagen cerca una via d'uscita

Il piano strategico denominato Future Plan prevede interventi sulla gamma, semplificazione delle strutture aziendali, riduzione dei costi di produzione, contenimento delle spese generali e maggiore efficienza negli stabilimenti. L'obiettivo complessivo è generare risparmi per circa 31 miliardi di euro. La riorganizzazione potrebbe avere conseguenze importanti anche sul fronte occupazionale: il piano di Oliver Blume punta a ridurre fino a 100.000 posti di lavoro nell'intero gruppo, che comprende marchi come Volkswagen, Audi e Porsche.

Anche le prospettive finanziarie per il 2026 sono state riviste al ribasso. Dopo il precedente profit warning, Volkswagen ha ridotto le aspettative sul margine operativo, portandole intorno all'1%, rispetto al 4-5,5% indicato in precedenza. Un dato che rende evidente la portata delle difficoltà attuali. Non mancano, tuttavia, alcuni elementi meno negativi: il flusso di cassa netto della divisione Automotive è salito a 4,4 miliardi di euro nei primi nove mesi, con un incremento del 145% rispetto al 2025, anche grazie alla riduzione degli investimenti e ad alcune operazioni sul portafoglio. La sfida per Volkswagen sarà dunque duplice: recuperare redditività nel breve periodo e, contemporaneamente, finanziare la trasformazione tecnologica necessaria per competere con i nuovi protagonisti dell'industria automobilistica.

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