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Sessantatré anni di storia e mai una finale così. Il Car of the Year 2027, il premio più prestigioso dell’automobilismo europeo, ha appena svelato le sue sette finaliste e il dato salta subito all’occhio: sono tutte auto 100% elettriche. Non una ibrida, non una benzina, nemmeno un diesel di ritorno. Per la prima volta dalla nascita del riconoscimento, chi succederà alla Mercedes CLA, vincitrice dell’edizione 2026, avrà sotto il cofano soltanto batterie e motori elettrici.
In rigoroso ordine alfabetico, a contendersi il trono sono la BMW iX3, la Cupra Raval, la Hyundai Ioniq 3, la Kia EV2, la Renault Twingo, la Volkswagen ID.Polo e la Volvo EX60. Un gruppo eterogeneo per dimensioni e posizionamento, ma con una netta prevalenza di compatte e citycar: segno che la rivoluzione elettrica sta finalmente scendendo dai segmenti alti verso le auto di tutti i giorni.
Da una parte ci sono due SUV di taglia media e impostazione premium, la iX3 che apre la nuova era Neue Klasse di BMW e la Volvo EX60. Dall’altra un plotone di piccole che punta a democratizzare la mobilità a batteria: la coppia del gruppo Volkswagen formata da ID.Polo e Raval, le coreane Ioniq 3 ed EV2 e il ritorno di un nome amatissimo come la Twingo, che Renault ha riportato in vita in chiave elettrica e popolare.
Per arrivare a sette, la giuria ha dovuto fare una selezione spietata. Al primo turno erano 38 i modelli in gara, giudicati da 64 giornalisti di 25 Paesi. Già in partenza i motori a combustione erano una minoranza: appena nove vetture su 38 avevano un motore termico, anche solo in versione ibrida.
L’elenco delle escluse eccellenti fa impressione. Restano fuori la Toyota RAV4 e la Mazda CX 5, le elettriche di casa Mercedes Classe C, GLB e GLC, la Porsche Cayenne Electric, la Skoda Peaq, la nuova Audi A2 elettrica, la Lexus ES e la Polestar 5. In un’annata meno affollata, molte di loro avrebbero avuto un posto garantito in finale.
Fa discutere soprattutto l’assenza di due modelli. La Skoda Epiq, piccolo SUV elettrico costruito sulla stessa base tecnica di ID.Polo e Raval, con un potenziale commerciale enorme. E la Honda Prelude, coupé ibrida che ha riacceso l’interesse per le sportive accessibili e per le full hybrid: secondo diversi giurati avrebbe meritato la finale proprio perché rappresenta un tipo di auto che gli europei continuano a desiderare.
C’è poi un altro dato che pesa. Nonostante l’avanzata dei costruttori asiatici sul mercato europeo, nessun marchio cinese è riuscito a entrare nella rosa delle sette. Eppure in gara ce n’erano parecchi: BYD, Changan, Denza, GAC, Leapmotor, MG, Xpeng e Zeekr. Ad oggi l’unica auto di un brand cinese ad aver mai raggiunto la finale resta la BYD Seal nel 2024, anche se diverse vetture di marchi occidentali prodotte in Cina ci sono già arrivate in passato.
La domanda è inevitabile: ha senso che il premio più importante d’Europa incoroni solo auto elettriche quando nel continente le EV valgono circa una immatricolazione su quattro? La sproporzione è evidente e qualche giurato lo ammette apertamente, sostenendo di aver votato per dare più spazio a ibride e ibride ricaricabili.
La spiegazione però sta nel regolamento. Il Car of the Year non fotografa il mercato nel suo complesso ma premia le novità: possono partecipare solo modelli inediti, mai candidati in precedenza, già in produzione e acquistabili nell’anno di riferimento. In altre parole, la giuria può giudicare soltanto ciò che l’industria ha appena lanciato. E oggi le auto che segnano i progressi più rapidi in termini di tecnologia ed efficienza sono quasi tutte elettriche.
A spingere il fenomeno c’è anche il contesto: la quota delle auto elettriche in Europa sta crescendo con decisione, complice lo shock sui prezzi del petrolio legato alla guerra in Iran, che ha convinto molti automobilisti a passare alla spina.
La svolta elettrica del premio non nasce dal nulla. Nel 2024 aveva vinto la Renault Scenic elettrica, nel 2025 la Renault 5, mentre lo scorso anno la Mercedes CLA aveva riportato un marchio premium sul gradino più alto, proponendosi sia con motori elettrici sia termici. Con la Twingo in finale, Renault ha ora l’occasione di firmare un clamoroso tris in quattro anni.
Il prossimo passaggio parla italiano. Il 25 e 26 novembre l’intera giuria si ritroverà sulla pista di Balocco, in provincia di Vercelli, per mettere alla prova le sette finaliste una accanto all’altra. Sarà il momento chiave per confrontare tecnologia, guidabilità, dotazioni, abitabilità e rapporto qualità prezzo.
Poi si vota fino al 31 dicembre: ogni giurato ha a disposizione 25 punti da distribuire tra le finaliste, con un massimo di 10 punti assegnabili a una singola vettura, che deve essere indicata come la preferita. Il verdetto arriverà l’8 gennaio 2027 sul palco del Salone di Bruxelles, sede della premiazione per il quarto anno consecutivo.
Una cosa è già certa: comunque vada, l’Auto dell’Anno 2027 sarà elettrica.
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