Renault, arrivano segnali di rallentamento: vendite in calo e costi in aumento, ma gli obiettivi restano confermati

Renault, arrivano segnali di rallentamento: vendite in calo e costi in aumento, ma gli obiettivi restano confermati
Pubblicità
Il gruppo francese chiude il terzo trimestre 2026 con un fatturato di 11,6 miliardi di euro, in crescita dell'1,5%, ma le vendite di veicoli diminuiscono del 6%. Confermati gli obiettivi finanziari per l'intero anno, con un margine operativo atteso intorno al 5,5%. A preoccupare sono soprattutto l'inflazione, i rincari delle materie prime e la crescente concorrenza dei costruttori cinesi
30 ottobre 2026

Il terzo trimestre del 2026 consegna a Renault Group un quadro fatto di luci e ombre. Il costruttore francese riesce a mantenere il fatturato in territorio positivo, superando anche le aspettative degli analisti, ma deve fare i conti con una contrazione dei volumi di vendita e con una pressione crescente sui costi industriali. Nel periodo luglio-settembre i ricavi hanno raggiunto 11,6 miliardi di euro, con un incremento dell'1,5% rispetto allo stesso trimestre del 2025. Le consegne complessive sono infatti diminuite del 6%, fermandosi a 497.799 veicoli. Nonostante questo scenario, il gruppo ha deciso di confermare le proprie previsioni finanziarie per il 2026, puntando sulla redditività, sul rinnovamento della gamma e sull'elettrificazione.

Ricavi in crescita, ma le vendite arretrano: il peso della concorrenza

Entrando nel dettaglio dei risultati economici, il fatturato del ramo Automotive si è attestato a 9,835 miliardi di euro, sostanzialmente stabile rispetto al terzo trimestre dello scorso anno e in lieve flessione dello 0,2% a tassi di cambio costanti. A sostenere il risultato hanno contribuito soprattutto il mix di prodotto, l'effetto positivo dei prezzi e le vendite ai partner industriali, che hanno compensato la contrazione dei volumi. In particolare, la componente legata alle quantità vendute ha avuto un impatto negativo di 5,9 punti percentuali, mentre le vendite ai partner hanno apportato un contributo positivo di 4,9 punti.

Positivo anche l'andamento di Mobilize Financial Services, la divisione finanziaria del gruppo, che ha registrato ricavi per 1,8 miliardi di euro, in aumento dell'11%. Sul fronte commerciale, invece, il quadro resta più complicato. La competizione in Europa e in America Latina si fa sempre più intensa, soprattutto per effetto dell'avanzata dei marchi cinesi. Particolarmente significativo il risultato di Dacia, che nel trimestre ha registrato una flessione delle vendite del 12,8%, mentre il marchio Renault ha contenuto maggiormente le difficoltà, grazie anche a una buona tenuta sul mercato europeo.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Auto elettriche e ibride sostengono la strategia del gruppo

Uno degli elementi più interessanti dei risultati Renault riguarda la crescita della mobilità elettrificata. Nel terzo trimestre le vendite di veicoli elettrici del gruppo sono aumentate dell'84,7%, arrivando a rappresentare il 25,8% delle autovetture commercializzate. Una progressione importante, che conferma il ruolo strategico di modelli come Renault 5 E-Tech Electric e delle nuove proposte a zero emissioni. Il costruttore sta puntando su una strategia che combina motorizzazioni completamente elettriche e soluzioni ibride, cercando di adattare l'offerta alle differenti esigenze dei clienti europei. Nei primi nove mesi del 2026, il gruppo ha commercializzato complessivamente 1,66 milioni di veicoli, con una diminuzione del 2,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

A livello di marchi, Renault ha registrato una crescita dell'1,1% nel periodo, mentre Dacia ha risentito maggiormente della transizione della propria gamma e della pressione competitiva. In controtendenza Alpine, che ha continuato a crescere grazie soprattutto al successo della A290. Per sostenere la domanda di vetture elettriche, Renault ha inoltre potenziato la produzione nello stabilimento francese di Douai, introducendo un terzo turno di lavoro. Una scelta che testimonia come la transizione elettrica, pur presentando ancora diverse incognite sul piano della redditività, rappresenti ormai una componente centrale delle strategie industriali del gruppo.

Costi industriali in aumento: Renault conferma gli obiettivi finanziari 2026

La principale incognita per i prossimi mesi riguarda però la capacità di proteggere i margini. Renault stima che l'aumento dei costi delle materie prime e degli altri fattori produttivi possa avere un impatto complessivo di circa 600 milioni di euro nel 2026, con una quota significativa concentrata nella seconda metà dell'anno. A questo si aggiungono i rincari di alcuni componenti elettronici, comprese le memorie RAM, e le pressioni legate all'inflazione. Per contrastare questi effetti, il gruppo punta a una maggiore efficienza industriale e a un programma di riduzione dei costi variabili superiore a 400 euro per veicolo all'anno.

La società ha comunque confermato la propria guidance per il 2026: il margine operativo è atteso intorno al 5,5% del fatturato, mentre il free cash flow del ramo Automotive dovrebbe raggiungere circa un miliardo di euro. Renault prevede un lieve miglioramento della redditività nella seconda parte dell'anno rispetto al primo semestre, anche se il consueto contributo positivo della stagionalità sarà meno marcato a causa dei maggiori costi. Il gruppo dovrà quindi dimostrare di saper coniugare investimenti nell'elettrificazione, competitività dei prezzi e controllo della spesa. La sfida non riguarda soltanto il raggiungimento degli obiettivi economici di fine anno, ma anche la capacità di difendere le proprie quote di mercato in un settore automobilistico europeo sempre più competitivo.

Pubblicità