prova su strada

Chevrolet Orlando

Tutti a bordo!
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Abbiamo provato su strada la Chevrolet Orlando, monovolume del Cravattino proposta a partire da 20.225 euro che stupisce per capacità di carico e per abitabilità interna

Chevrolet Orlando

L’offensiva del brand del Cravattino in Europa si fa sempre più strutturata grazie ad una gamma che ormai può contare non solo su citycar, berline, station wagon e SUV ma anche su una monovolume a sette posti come la Chevrolet Orlando, arrivata sui mercati del Vecchio Continente nel 2011 ed offerta in Italia con un prezzo d’attacco molto interessante, che parte da 20.225 euro.

Prezzo interessante e spazio interno sconfinato

Con Orlando il costruttore del Gruppo GM entra nell’affollato segmento delle monovolume con una proposta che punta tutto sulla versatilità di utilizzo e sui contenuti costi di gestione, ma soprattutto su un’abitabilità interna davvero sorprendente, capace di garantire all’occorrenza fino a sette posti o una capacità di carico ai vertici della categoria.

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La Chevrolet Orlando trasmette un'idea di robustezza grande ad un design che fa della semplicità il suo punto di forza


Per questo la Orlando è una vettura che si rivolge principalmente alle famiglie numerose, che necessitano di un’auto comoda e spaziosa anche per affrontare viaggi a medio-lungo raggio. Le principali concorrenti della sette posti firmata Chevrolet sono quindi vetture già da tempo affermate sul mercato come Citroen C4 Grand Picasso, Ford C-Max7, Mazda5, Opel Zafira Tourer, Volkswagen Touran e Toyota Verso a cui si aggiungono le più recenti Dacia Lodgy e Fiat Freemont e, nel prossimo futuro, la nuova Kia Carens.

Un design che trasmette forza e solidità

La Orlando è stata concepita per essere venduta in svariati mercati mondiali e per rispondere ai gusti dei clienti di diversi continenti adotta un design che fa della semplicità il suo principale punto di forza. Il frontale è dominato dalla tipica calandra bipartita al cui centro spicca il logo del marchio, mentre alle estremità campeggiano i due ampi gruppi ottici che integrano gli indicatori di direzione. Al di sotto del paraurti, che rivela forme morbide e arrotondate, trova posto una presa d’aria allungata affiancata dai due fendinebbia circolari.

La fiancata sembra concepita appositamente per trasmettere una grande idea di solidità e robustezza. Una sensazione suggerita con forza dai passaruota accentuati e dalle ampie superfici di carrozzeria attraversate da una vistosa nervatura che corre all’altezza delle maniglie degli sportelli. La linea di cintura alta e il particolare taglio dei finestrini laterali, piuttosto ristretto nella zona posteriore, contribuiscono ulteriormente a sottolineare il carattere di questo modello, mentre la sezione posteriore consolida l’idea di una vettura solida e ben piantata per terra.

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La sezione di coda si fa notare con una protezione sottoscocca che dona un tocco di sportività alla Orlando

Il lunotto rivela dimensioni piuttosto contenute, al contrario dei grandi gruppi ottici di coda che si caratterizzano per un design squadrato. Al centro del portellone spicca una modanatura cromata orizzontale, mentre il paraurti, che integra in posizione centrale la luce per la retromarcia e il fendinebbia, si distingue per un’abbondante protezione sottoscocca - con funzione essenzialmente estetica - che conferisce un tocco di sportività alla vettura.

L'abitacolo si ispira a Camaro e Corvette

Aperta la portiera ci si ritrova in un abitacolo che riprende sostanzialmente gli elementi stilistici degli altri modelli della gamma, a partire dalla Cruze. Il cruscotto “sdoppiato” di ispirazione Corvette si distingue per la strumentazione che può venire retroilluminata di diversi colori a seconda del gusto di chi sta al volante, mentre al centro spicca l’originale console inclinata, dove trovano posto i comandi del sistema audio e quelli del climatizzatore automatico bizona, che abbiamo trovato sempre efficace anche durante le giornate estive più calde, merito in parte delle bocchette di ventilazione collocate sul tunnel centrale e riservate ai passeggeri posteriori. Poco più in basso si trova la leva del cambio, che è stata collocata in una posizione piuttosto rialzata studiata per favorire cambiate comode e agevoli. Il volante a tre razze rivela un design sportivo e integra una serie di comandi per controllare il cruise control (optional) e il sistema audio.

Il cruscotto “sdoppiato” di ispirazione Corvette si distingue per la strumentazione che può venire retroilluminata di diversi colori a seconda del gusto di chi sta al volante, mentre al centro spicca l’originale console inclinata, dove trovano posto i comandi del sistema audio e quelli del climatizzatore automatico bizona, che abbiamo trovato sempre efficace anche durante le giornate estive più calde


L’esemplare protagonista della nostra prova in allestimento LT è fornito della radio CD Mp3 con pratici ingressi AUX e USB. Il sistema multimediale consente anche di collegare il proprio smartphone via Bluetooth per effettuare chiamate in vivavoce, anche se il software di gestione non è dei più pratici ed immediati, in particolare per la gestione della rubrica telefonica che non permette la ricerca alfabetica ma consente solamente di scorrere uno ad uno i nomi registrati in memoria. Chi desiderasse un equipaggiamento più completo può sempre scegliere la versione top di gamma LTZ, che aggiunge all’equipaggiamento dell’allestimento base LT anche il navigatore satellitare, il cruise control e lo specchietto retrovisore interno antiabbagliamento.

Uno dei punti di forza della Orlando è l'abitabilità

Lunga 465 cm, larga 183 ed alta 163, la Orlando presenta un valore di passo piuttosto abbondante, pari a 276 cm per l’esattezza, studiato per garantire una buona abitabilità interna anche ai passeggeri della seconda fila, mentre la massa complessiva della vettura in prova, equipaggiata con il propulsore 1.8 a benzina ferma l’ago della bilancia a 1.528 Kg, un peso che può considerarsi nella norma per un'auto di queste dimensioni.

La monovolume del Cravattino, realizzata dalla divisione coreana della General Motors, sfrutta la medesima base meccanica della Chevrolet Cruze e può contare su sospensioni anteriori MacPherson con ammortizzatori idraulici, studiati per rendere più confortevole la guida anche sui fondi stradali più disconnessi, mentre al posteriore si trova un più classico sistema ad asse torcente. La vettura viene equipaggiata di serie con un impianto frenante composto da quattro freni a disco (anteriori e posteriori da 16 pollici di diametro), mentre la versione top di gamma LTZ sfoggia cerchi in lega da 17 pollici.

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Gli interni della Orlando si ispirano alla vetture più sportive della Chevrolet e rivelano un design per niente scontato

Non mancano i dispositivi di sicurezza elettronici

La sette posti Chevrolet offre di serie sei airbag - due frontali, laterali e a tendina - mentre in caso di incidente l’acciaio ad alta resistenza utilizzato per realizzare gran parte della struttura principale costituisce una gabbia di sicurezza che mette al sicuro tutti i passeggeri della vettura. Inoltre la Orlando è dotata di un sensore di urto che garantisce lo sblocco automatico della portiera durante il rilevamento di un impatto.

 

Indipendentemente dall’allestimento scelto inoltre, la monovolume del Cravattino viene equipaggiata con l’ABS, con il sistema di ripartizione elettronica della forza frenante, che distribuisce la frenata su ciascuna ruota per garantire distanze di arresto ridotte, con il controllo della trazione, che permette di contenere gli eccessi involontari dei guidatori e aiuta in condizioni di manto stradale bagnato o scivoloso, con il controllo elettronico di stabilità e con il sistema idraulico di assistenza alla frenata.

Un benzina (anche a GPL) e due diesel

La gamma motorizzazioni riservata alla Orlando prevede un motore a benzina, disponibile anche in versione bifuel a GPL, e due turbo diesel. Tutti i motori sono 16 valvole con architettura a 4 cilindri in linea e hanno in comune una serie di caratteristiche tecniche, come il doppio albero a camme e l’iniezione multi-point o, sui diesel, il common-rail. Al fine di contenere il più possibile il peso inoltre, tutte le unità presentano monoblocco in ghisa e testata in alluminio.

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All'interno abbondano i vani portaoggetti. Il più originale si scopre sollevando il pannello di controllo del sistema audio

Il propulsore di ingresso è rappresentato dall’unità da 1.8 litri a benzina in grado di erogare 141 CV a 6.200 giri/min e di sviluppare 176 Nm di coppia massima, disponibile a 3.800 giri/min, valori che consentono di raggiungere una velocità massima pari a 185 km/h e di scattare da 0 a 100 Km/h in 11,6 sec. Questo motore, abbinabile in Italia anche all’impianto GPL, promette un consumo medio di benzina pari a 7,3 l/100 Km nel ciclo misto, con emissioni di CO2 che non superano la soglia dei 172 g/Km.

La gamma alimentata a gasolio invece si compone dell’unità da 2.0 litri capace di produrre 130 CV a 3.800 giri/min e 315 Nm di coppia massima e del più brillante 2.0 litri da 163 CV sempre disponibili a 3.800 giri/min, in grado di scaricare al suolo 360 Nm di coppia.

La versione da 130 CV raggiunge una velocità massima di 180 Km/h e scatta da 0 a 100 Km/ in 10,3 sec, mentre il più potente motore da 163 CV porta l’ago del tachimetro fino a 195 Km/h e consente di raggiungere i 100 Km/h con partenza da fermo in 10,0 sec netti. Secondo quanto dichiarato dalla Casa, valori di consumo ed emissioni sono rispettivamente pari a 6,0 l/100 Km e a 159 g/Km per entrambi i modelli.

Mentre il motore a benzina viene equipaggiato esclusivamente ad un cambio manuale a cinque marce, i motori diesel sono abbinati ad un sistema di trasmissione manuale a sei rapporti, che offre la possibilità di sfruttare meglio il motore, specialmente durante le andature autostradali costanti, dove la sesta marcia aiuta non poco l'abbattimento dei consumi. Il turbo diesel da 163 CV in alternativa può anche essere equipaggiato con l’automatico a sei velocità.

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I due sedili abbattibili della terza fila trovano posto nel vano bagagli ma rimangono adatti più al trasporto di bambini e comunque non per lunghi tragitti

Dal vivo: com’è fuori

La prima cosa che colpisce quando ci si ferma ad osservare la Chevrolet Orlando dall’esterno è senza dubbio la sensazione di robustezza e solidità che trasmettono le forme della carrozzeria. Gli ampi passaruota, le protezioni sottoscocca dei paraurti e la linea di cintura alta, oltre agli ampi gruppi ottici, sono tutti elementi che contribuiscono a suggerire l’idea di un’auto nata per macinare tanti Km offrendo ai passeggeri sicurezza e comodità.

Dal vivo com’è dentro

Saliti a bordo della monovolume del brand americano si viene accolti da un abitacolo davvero arioso, dove spicca una plancia realizzata con un design accattivante e per niente scontato, che per di più si ispira a quello dei modelli più sportivi del marchio, come la Corvette e la Camaro. Le plastiche di rivestimento presentano generalmente assemblaggi precisi, ma sono realizzate con materiali duri e poco pregevoli al tatto, in particolare sulla versione LT della nostra prova. Risultano sensibilmente migliori invece alcune finiture dell’allestimento top di gamma LTZ, che sfoggia una console centrale rifinita con un materiale plastico nero lucido che se non altro risulta più pregevole alla vista.

I sedili del nostro esemplare sono realizzati in tessuto ma a richiesta sulla LTZ sono disponibili i rivestimenti in pelle (1.700 euro), mentre molto apprezzabile si rivela la possibilità di disporre di numerosi scomparti di diverse forme e dimensioni tra cui spiccano un portamonete, due porta bicchieri,  porta cartine e portabottiglie integrati nelle portiere anteriori e posteriori. Gli stilisti Chevrolet inoltre hanno nascosto un pratico vano dietro il pannello frontale del sistema audio, facilmente accessibile sia dal conducente sia dal passeggero, dove si trova la porta USB e dove è possibile sistemare diversi tipi di oggetti come un lettore MP3, degli occhiali da sole o un portafoglio.

Oltre ad essere veramente capiente, il vano bagagli si rivela molto ben sfruttabile dal momento che la soglia di carico è sufficientemente bassa e la superficie del bagagliaio si rivela perfettamente piatta, mentre la forma piuttosto sagomata e l’assenza dei passaruota all’interno del vano di carico permettono di caricare la Orlando sfruttando nella maniera più efficiente lo spazio

Bagagliaio: spazio a volontà

Uno dei maggiori punti di forza della Orlando però rimane sicuramente il bagaglio che offre una capacità di carico pari a 454 litri, che può crescere fino a 1.487 litri abbattendo la seconda fila di sedili, ripiegabile con un rapporto 60/40. Oltre ad essere veramente capiente, il vano bagagli si rivela molto ben sfruttabile dal momento che la soglia di carico è sufficientemente bassa e la superficie del bagagliaio si rivela perfettamente piatta, mentre la forma piuttosto sagomata e l’assenza dei passaruota all’interno del vano di carico permettono di caricare la Orlando sfruttando nella maniera più efficiente lo spazio.

Alla guida della sette posti del Gruppo GM la visibilità è buona in ogni direzione, sia davanti, dove i montanti non impediscono allo sguardo di scorgere eventuali ostacoli lungo il percorso, sia dietro dove durante le manovre di retromarcia più impegnative si può contare anche sui piccoli vetri laterali. In ogni caso già sull’allestimento LT si può contare su pratici sensori di parcheggio integrati nei paraurti.

Comoda anche per i viaggi lunghi

I passeggeri anteriori della Orlando possono godere di una seduta davvero comoda, grazie ad una posizione di guida sufficientemente rialzata che permette di affrontare anche lunghi viaggi senza stancarsi troppo. Lo stesso vale anche per i passeggeri posteriori che hanno a disposizione un divanetto capace di ospitare comodamente due persone adulte, mentre solo chi prende posto in mezzo può risultare un po’ scomodo, a causa principalmente della presenza del tunnel centrale che impedisce di distendere le gambe.

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I passeggeri posteriori dispongono di due bocchette di ventilazione

 

Grazie alla possibilità di ripiegare completamente il sedile della seconda fila, si rivela sorprendentemente agevole accedere anche ai due posti ricavati nel bagagliaio, che in ogni caso rimangono più adatti al trasporto di bambini e che appaiono non sufficientemente confortevoli per affrontare lunghi tragitti. Chi sta seduto dietro al volante dispone di tutti i comandi a portata di mano e può consultare rapidamente tutte le informazioni fornite dalla strumentazione di bordo, mentre la posizione del cambio piuttosto rialzata si rivela particolarmente comoda, tanto che la leva del cambio si aziona sempre senza fatica e con facilità.

Su strada: come si comporta

La protagonista della nostra prova su strada è una Chevrolet Orlando LT equipaggiata con l’unita bifuel benzina+GPL da 1.8 litri in grado di sviluppare 141 CV e 176 Nm di potenza, che viene offerta sul mercato italiano a partire da 22.245 euro. Appena ci si mette alla guida si avverte che questo motore è stato sviluppato per mantenere andature molto rilassate, dal momento che per ottenere un po’ di spunto è necessario tirare le marce oltre i 6.000 giri/min.


Complice anche il valore di coppia non elevatissimo in relazione al peso della vettura, la Orlando a benzina nasce per affrontare viaggi in tutta tranquillità, affrontando lunghe percorrenze a velocità costante, più che per scattare ai semafori nel caotico traffico cittadino. Come accade per tutte le auto alimentate a gas, durante il funzionamento a GPL le prestazioni fanno registrare un sensibile calo, ma ci si può rapidamente consolare pensando che con 20 euro di GPL si possono percorrere circa 300 Km, prestando attenzione a non affondare troppo sull’acceleratore.

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Abbattendo i sedili si dispone di una capacità di carico davvero ampia e molto ben sfruttabile

I consumi in modalità di funzionamento a GPL

Mentre il consumo dichiarato durante il funzionamento a benzina si attesta infatti a 7,3 l/100 Km, quando si utilizza l’alimentazione GPL i consumi salgono inevitabilmente a 9,6 l/100 Km (le emissioni invece scendono da 172 a 156 g/Km), ma durante la nostra prova abbiamo avuto modo di testare che in particolari condizioni, come ad esempio trasportando sette passeggeri, o viaggiando su strade di montagna, il consumo di GPL può tranquillamente superare i 10,0 l/100 Km.


Il serbatoio del gas inoltre non è un mostro di capacità, dal momento che il pieno di GPL sulla Orlando non supera di molto i 30 litri, ma si può in ogni caso fare affidamento sui 64 litri di capacità del serbatoio di benzina verde. Durante la nostra prova il cambio meccanico ha sempre rivelato innesti precisi, mentre la leva di azionamento del cinque marce manuale ha dimostrato un’escursione non eccessivamente lunga. Anche l’impianto frenante ci ha colpito per la buona modularità e per l’ottima efficacia grazie a cui si riescono ad evitare situazioni di pericolo. L’intervento dell’ABS e dell’ESP, due dispositivi di sicurezza davvero fondamentali su un’auto di queste dimensioni, è sempre puntuale e mai invasivo, mentre le sospensioni garantiscono confort in tutte le situazioni di marcia.

Assetto da berlina

Anche guidando a ritmi molto sostenuti risulta molto difficile mettere in crisi la vettura, che può contare infatti sul telaio di una berlina come la Cruze. Contrariamente a quanto si potrebbe essere portati a credere viste le dimensioni non proprio compatte, tipiche di una monovolume a sette posti, la Orlando offre un comportamento stradale più simile a quello di una tre volumi compatta, con inserimenti in curva precisi e il retrotreno che non mette mai in difficoltà, rimanendo sempre ben piantato per terra, mentre anche il rollio è davvero contenuto.

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Il volante della Orlando, delle giuste dimensioni, rivela un design sportivo e integra pratici comandi per controllare il sistema audio e il cruise control, fornito di serie sulla LTZ


Lo sterzo è molto leggero, così da risultare veramente comodo durante l’utilizzo in città dove solitamente è necessario effettuare un gran numero di manovre, ma rimane preciso e sicuro anche alle velocità più elevate, come per esempio in autostrada. Il 1.8 a benzina è generalmente silenzioso e fa sentire la sua presenza soltanto alle andature autostradali, dove peraltro è inevitabile essere accompagnati da numerosi fruscii aerodinamici causati dalla conformazione complessiva dell’ampio frontale della vettura e dai grandi specchietti retrovisori esterni.

In conclusione

La Chevrolet Orlando si è dimostrata una monovolume molto interessante per la grande capacità di carico e per le elevate doti di abitabilità che sa offrire, a fronte di un prezzo d’attacco davvero interessante per il segmento di riferimento. Le sue doti sono sicuramente la comodità dei sedili e l’ariosità dell’abitacolo oltre all’ampio bagagliaio ben sfruttabile fino al tetto. La versione a GPL della nostra prova si è rivela vantaggiosa da un punto di vista economico solamente prestando attenzione ai consumi e viaggiando a ritmi tranquilli. A nostro parere il miglior compromesso per una vettura di questo genere, nata per percorre distanze medio-lunghe, si rivela quindi il turbo diesel da 130 CV, che a fronte di prestazioni sicuramente più brillanti rispetto al benzina, garantisce consumi di gasolio assolutamente nella media.

  • marco76_2, CASSANO MAGNAGO (VA)

    Costa relativamente poco

    Ma una Dacia o una Skoda sono piú belle sia dentro che fuori.
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