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Daihatsu Terios

Daihatsu Terios
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Abbiamo provato in anteprima la seconda generazione della 4x4 giapponese.

Daihatsu Terios

Vaprio d’Adda (MI) - In Daihatsu non nascondono le proprie ambizioni di crescita: in Italia la casa giapponese controllata da Toyota punta a raggiungere le 10.000 vetture immatricolate entro il 2007, e siccome la crescita nel 2005 è stata pari addirittura al 55% rispetto al 2004 (6.483 unità contro 4.178) l’obiettivo appare tutt’altro che irraggiungibile, soprattutto se si considera l’offensiva di nuovi modelli già programmata. Per il 2006, in particolare, sono previste quattro new entry: la coupè-cabriolet Copen, la seconda generazione della Terios, la Trevis e la Sirion 4x4.
La parte del leone, comune, dovrebbe farla la Terios, che in Italia per Daihatsu vale il 55% delle vendite: basta questo dato, quindi, per comprendere l’importanza del nuovo modello, che abbiamo avuto l’opportunità di provare in anteprima a Vaprio d’Adda (MI), in occasione della presentazione alla stampa.

Sapore di… Toyota
In realtà non occorre leggere la cartella stampa per comprendere di essere di fronte ad una vettura del tutto inedita: è sufficiente osservare le linee della carrozzeria, caratterizzata da un design davvero riuscito, moderno ed equilibrato. Certo, siamo nel campo dei giudizi personali ma riteniamo che la nuova Terios potrà davvero piacere a molti, se non a tutti, e l’unica critica che ci sentiamo di muovere riguarda il family feeling. Basta uno sguardo, infatti, per pensare subito a… Toyota.
No, non si tratta di un errore di battitura: in Giappone infatti la Terios ha una gemella, la Rush, commercializzata proprio con il marchio del secondo costruttore di automobili del mondo, e i giapponesi non hanno nemmeno tentato di mascherare la parentela. Se si esclude il logo della Casa e altri

 

dettagli minori la nuova Terios e la Rush si somigliano come due gocce d’acqua e siccome nel definire il design della vettura l’influenza dello stile Toyota si è fatta sentire in modo preponderante, la Terios potrebbe tranquillamente passare per la sorella minore della Rav4 (in Giappone in effetti è proprio così) …
Storie di ordinarie sinergie industriali, ma almeno agli automobilisti italiani dovrebbe essere risparmiato ogni motivo di confusione: la nuova compatta 4x4 da noi arriverà solo con il marchio Daihatsu.

E’ tutta nuova
Dal punto di vista tecnico, le novità cominciano fin dalle dimensioni esterne: rispetto alla prima generazione, infatti, ora la Terios è 20 cm più lunga (!), per un totale di 4.055 mm, mentre larghezza e altezza misurano rispettivamente 1.695 mm e 1.740 mm (il passo, invece, è passato da 2.420 a 2.580 mm). Naturalmente delle maggiori dimensioni hanno beneficiato l’abitabilità interna e la capacità di carico (il vano di carico è ben 13 cm più lungo), che è ora pari a 380 litri con cinque passeggeri a bordo!
Il peso, invece, è rimasto contenuto in soli 1.170 kg, a vantaggio del comportamento dinamico e dei consumi.

Due le motorizzazioni disponibili: un quattro cilindri di 1.298 cc. da 85,6 CV a 6.000 giri e 120 Nm di coppia a 3.200 giri e un 1.5 litri 16 valvole da 104,62 CV a 6.000 giri e 140 Nm a 4.400 giri.
Il cambio è manuale a cinque marce, ma con il 1.5 è disponibile a richiesta anche una trasmissione automatica a quattro rapporti.
La trazione, invece, è sempre integrale permanente, con la possibilità di bloccare il differenziale centrale.

 

Sospensioni anteriori indipendenti McPherson e un ponte posteriore semirigido a cinque link completano il quadro tecnico della vettura, che è dotata di un impianto frenante con dischi anteriori ventilati e tamburi al retrotreno, ma comunque completo di ABS ed EBD.

Su, giù, di traverso… divertimento facile e sicuro
La prima parte della nostra prova si è svolta in un percorso in fuoristrada appositamente allestito per mettere il luce le doti della nuova Terios, ma prima di partire abbiamo il tempo per guardarci un po’ intorno e cercare la corretta posizione di guida.
L’abitacolo è estremamente accogliente e come verificheremo successivamente anche chi siede dietro non ha problemi di spazio né per le ginocchia né per la testa. I materiali di rivestimento e le rifiniture appaiono di ottima qualità per la categoria della vettura, mentre il design rinnovato della plancia risulta accattivante e allo stesso tempo consente di trovare con immediatezza tutti i comandi.
Anche la ricerca della migliore posizione di guida conferma la buona impressione iniziale: qualsiasi sia la vostra corporatura non faticherete a sentirvi a vostro agio, mentre la visibilità è ottima sia davanti che dietro (con l’unica incognita dell’ingombro della ruota di scorta): una qualità, questa, importante tanto in città quanto in fuoristrada.

A proposito, è venuto il momento di sporcare un po’ la carrozzeria dell’esemplare assegnatoci. La prima parte del percorso è giusto di riscaldamento: un po’ di terra battuta e ghiaino, con qualche buca, che tuttavia già ci fanno apprezzare l’ottimo comfort della Terios. Le sospensioni infatti assorbono molto bene le sconnessioni e il motore mantiene un tono davvero

 

sommesso. Proseguendo la nostra prova la strada si fa più impegnativa, con un paio di salite e discese oltre modo ripide e insidiose pendenze trasversali. Blocchiamo il differenziale centrale e la Terios supera con disinvoltura anche gli ostacoli più insidiosi, mostrando la propria anima 4x4, come lasciano intendere anche i suoi angoli caratteristici: 38° di attacco, 24° di dosso, 37° di uscita, con un’altezza minima da terra di 200 mm. Davvero niente male per una vettura che non fa mistero di puntare anche su un target molto “urbano”, su chi insomma vuole una 4x4 soprattutto per girare in città…

Il percorso di fuoristrada è ormai alla fine ma le esigenze fotografiche ci danno un’ottima scusa per compiere un altro giro. Questa volta però rompiamo gli indugi e ogni occasione è buona per affondare il piede sull’acceleratore: il propulsore di 1.5 installato sull’esemplare da noi provato risponde con sollecitudine, grazie anche al peso contenuto della vettura, mostrando un buon allungo e buone doti di coppia, al punto che non abbiamo sentito la mancanza delle ridotte.
Dove il percorso lo consente ci concediamo anche qualche manovra volutamente “sopra le righe”: affondiamo l’acceleratore in seconda marcia, a metà curva, alla ricerca di qualche bel traverso e questi alla fine arrivano, ma ci siamo dovuti davvero impegnare a fondo per scomporre la Terios, che esibisce un comportamento oltre modo sicuro e una buona motricità. Ci stiamo comunque divertendo e così quasi ci dispiace constatare che la sbandata dura solo un attimo, perché il controllo di stabilità rimette subito le cose a posto assistendo il controsterzo nel quale ci eravamo nel frattempo impegnati.
A proposito del controllo di stabilità VSC – che

 

p
urtroppo è un optional da 940 euro - va sottolineato che nella versione con cambio automatico integra anche il sistema DAC, che mantiene frenata la vettura nelle discese più ripide, consentendo di scendere da un pendio alla velocità corretta e senza incorrere in pericolose sbandate, e l’HAC, che impedisce l’arretramento nelle partenze in salita.
Dieci e lode in fuoristrada, quindi: a meno che non intendiate attraversare l’Amazzonia o vincere una Parigi-Dakar, la nuova Terios dovrebbe soddisfare ogni vostra esigenza in tema di off road.

E su strada? Inutile girarci intorno, a dispetto delle doti appena descritte l’unico tratto sterrato che vedranno molte Terios sarà il parcheggio di qualche agriturismo, quindi la sfida decisiva per la nuova 4x4 giapponese – come per tutte le sue concorrenti dirette – si gioca proprio sull’asfalto. Ebbene, anche in questo frangente la nuova Terios ha dimostrato un comportamento impeccabile, a partire da una stabilità a prova di… alce, reagendo sempre in modo composto agli improvvisi cambi di direzione ed esibendo una tenuta laterale davvero notevole, con un rollio non eccessivo e soprattutto mai fastidioso (niente mal di mare, quindi, come capita invece in molte altre piccole MPV o SUV).
Molto buono anche il comfort, grazie alla valida insonorizzazione e alla corretta conformazione e imbottitura dei sedili. I freni hanno mostrato una potenza nella norma e una buona modulabilità, mentre il cambio è morbido e preciso. Giudizio positivo anche sullo sterzo, che vanta un diametro molto contenuto (solo 4,9 metri!), a tutto vantaggio dell’agilità nel traffico e della facilità di parcheggio.

Il propulsore 1.5 – l’unico che abbiamo provato – ha dimostrato di rispondere bene ad un utilizzo ordinario, ma è bene non pretendere sorpassi brucianti, che per altro non sarebbe corretto chiedere ad una vettura di questa categoria.
Curiosamente, la Casa dichiara dei dati del tutto identici tra i due propulsori per il consumo: 7,9 l/100 km nel ciclo misto (8,4 per il 1.5 con la trasmissione automatica), mentre anche le velocità massime sono molto vicine, con 145 km/h per il 1.3 e 150 km/h per il 1.5.

Prezzi e obiettivi di vendita
Forte di queste caratteristiche, per la nuova Terios Daihatsu non nasconde le ambizioni, con una previsione di vendita di 3.300 esemplari per il 2006 e 5.000 per il 2007. Un aiuto importante nel raggiungimento di questi traguardi dovrebbe venire anche dal listino, che appare competitivo: si parte dai 18.480 euro della Terios 1.3 CX per arrivare ai 21.900 della 1.5 SXA con cambio automatico. Per la 1.5 in allestimento base CX, invece, bastano 19.500 euro. Su tutte le versioni sono comunque di serie ABS con EBD, doppio airbag, antifurto, climatizzatore manuale, radio con cd, servosterzo e sedile posteriore sdoppiato.

Da comprare perché:
- Ha un design accattivante
- Manifesta un comportamento sempre sicuro e confortevole, sia su strada che in fuoristrada
- Presenta un abitacolo molto spazioso con dimensioni esterne compatte
- Si fa apprezzare per le finiture e i materiali di rivestimento di buona qualità

Da rivedere:
- gli airbag laterali non sono disponibili nella versione CX e il controllo di stabilità VSC dovrebbe essere di serie su tutte le versioni

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