Anteprima

Frangivento Asfanè Dieci Dieci, 1.010 CV HYBRID per la hypercar italiana [Video]

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La nuova Frangivento Asfanè Dieci Dieci è una hypercar dotata di tecnologia hybrid in grado di erogare 1.010 CV: quello che stupisce di questo prodotto italiano è la fantasia nello stile e la personalizzazione quasi "bambinesca" di alcuni dettagli che la rendono davvero "oltre". Ecco la FV Frangivento Asfanè

Se il mondo delle hypercar è in grande fermento, con nomi come Ferrari, Porsche, Bugatti, McLaren da sempre "sul pezzo", anche quello delle hypercar personalizzate e fatte a mano in tiratura limitata sta conoscendo una seconda giovinezza dopo aver dato alla luce nel secolo scorso alcune tra le vetture più belle della storia dell'auto.

Grande parte del merito di questo incredibile patrimonio a quattro ruote è frutto dell'ingegno e della bravura delle Carrozzerie torinesi che partendo da vetture più o meno esistenti perfezionavano o costruivano nuovi concetti d'automobile per piccole serie o in tiratura singola per facoltosi appassionati stufi di avere l'auto uguale a quella del vicino di casa. Nascono così le carrozzerie specializzate nel one-off tra cui la Mancini Automobili che dopo 50 anni di attività passata a costruire vetture per altri ha scelto di mettere fuori la testa e dare vita al brand Frangivento.

Un brand originale che fa del design e della fantasia le proprie armi pur senza dimenticare uno sguardo alla tecnologia: perché se è vero che il logo è realizzato con le lettere colorate dei bambini e la porta si apre azionando il grilletto di una pistola, è anche vero che la nuova Asfanè rappresenta un prodotto interessante in relazione alle componenti stilistica e tecnica che è in grado di esprimere.

Prima di tutto la linea: disegnata da Giorgio Pirolo la Asfanè si ricorda per l'arco che la domina lungo la fiancata ma si ricorda anche per un frontale molto affilato ed una coda quasi "sproporzionata" pensata per assicurare una grande idea di forza ed una presenza scenica estremamente importante. Fari led, sia davanti che dietro, maxi-estrattore dell'aria e porte ad ali di gabbiano, la nuova FV-Frangivento è costruita utilizzando una sofisticata pelle in carbonio ed un telaio in alluminio che mantengono il peso ad appena 1.350 kg a secco.

Un peso piuma in considerazione del fatto che davanti trovano posto due motori elettrici ed una batteria da 20 kWh che lavorano in simbiosi con un motore V10 da 5.2 litri (derivazione Audi) sovralimentato per mezzo di un compressore volumetrico: un motore estremamente potente visto che ai suoi 860 cv si aggiungono i 150 cv dei moduli elettrici per una potenza monstre di 1.010 CV.

Le prestazioni non sono dichiarate, anche se è presumibile che lo 0-100 km/h avvenga in poco più di 2 secondi e la velcità massima oltrepassi di slancio i 350 km/h, ma non è questo l'elemento importante di questa Frangivento quanto il link che esiste tra questa hypercar ed il mondo della passione e del divertimento "puro", quello dei bambini che si divertono a disegnare una macchina su un foglio bianco dando vita a forme che vanno ben oltre ai classici tre volumi della berlina di papà.

Il tema principale è la simmetria unita a geometrie e proporzioni tipiche di una hypercar. Le superfici sono modellate in funzione dell’aerodinamica, da cui trae ispirazione il nome Frangivento. Gli altri interventi stilistici sono derivati invece dalla tecnica, come il convogliatore d’aria sul tetto per garantire la pressione richiesta dal turbocompressore volumetrico e l’aggiunta delle nuove prese d’aria in fiancata.

Paolo Mancini afferma: “In questi mesi è stato fatto un grande sforzo progettuale da parte di tutto il Team FV Frangivento, a partire dalle matematiche di stile curate da Mastery Design di Fabrizio Pepe, sotto la nostra supervisione. Durante lo sviluppo tecnico abbiamo puntato soprattutto a un abbattimento del peso in funzione delle prestazioni e della riduzione dei consumi. La realizzazione è caratterizzata da materiali ricercati, nella costruzione della scocca abbiamo alternato il carbonio forgiato dalla JM e l’alluminio di cui la mia famiglia è specialista da oltre trent’anni”.

A livello cromatico Asfanè DieciDieci debutta in nero lucido pianoforte, abbinato ai fascioni laterali satinati in argento. Negli interni predominano il rosso rubino e il bianco delle pelli conciate e sellate da Gavio ed Emiro Worldwide. La grande novità è nell’abitacolo disegnato da Giorgio Pirolo, con richiami al linguaggio stilistico del modello Charlotte Roadster, presentato a Montecarlo nel 2017, ma totalmente ripensati in funzione della trazione ibrida. È evidente il tunnel centrale in cui convergono i pannelli tra pilota e passeggero, i quali creano due aree che abbracciano i sedili. Invariato rispetto alle versioni precedenti il tema dell’isola flottante a forma di Sicilia, con i comandi nella zona centrale. Le scocche dei sedili in carbonio, le cinture a quattro punti e l’estintore sono stati forniti dalla Sparco di Volpiano.

Spiega Giorgio Pirolo: “Negli interni abbiamo giocato con gli elementi con l’intenzione di abbandonare il solito iter stilistico che porta inevitabilmente a ricercare l’originalità con forme nuove a tutti i costi. Abbiamo quindi scelto direttamente oggetti esistenti ma ricontestualizzati con un effetto “wow”. Ne sono esempio le maniglie porta sostituite da due pistole dorate che, schiacciando il grilletto, consentono l’apertura verso l’alto. Il chiaro rimando allo delle storiche gare di Le Mans è un messaggio per i giovani, quello di puntare sempre in alto con gli obiettivi”.

Il prezzo va dai 900.000 ai 2.000.000 di euro in base alle personalizzazioni. 9 gli esemplari prodotti più quello "prototipale" che rimarrà nel museo di Mancini Group.

  • Tabbe75_1, Medicina (BO)

    notevole bidone. c'e poco da dire ...
  • Marco.Riceputi, Vicopisano (PI)

    Servizi come questi sono la cartina di tornasole per verificare la serietà di un giornalista.

    I commenti positivi sono veramente fuori luogo, l’auto mostra un tale livello di pressappochismo ed incompetenza tecnico stilistica da lasciare senza fiato.

    La mancanza di cultura è il motore di tutto questo...per chi ha pensato “l’auto” e per chi avrà l’ardire di comprarla...

    Sarebbe il caso di comprendere, una volta per tutte, che il denaro non può essere la giustificazione suprema.
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