prova on/off road

Jeep Renegade

Suv globale, origini italiane
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Pensata negli USA ma costruita in Italia, la Jeep Renegade entra a gamba tesa nel settore delle suv compatte. Prestazioni al top sia in fuoristrada ma anche su asfalto. Prezzi a partire da poco più di 20.000 €

Jeep Renegade

La Jeep Rengade è una pietra miliare nella storia del marchio americano per due motivi, il primo è perché la si può considerare una suv globale, in quanto verrà venduta in tutto il mondo senza particolari modifiche, il secondo riguarda il fatto che è il primo modello pensato e realizzato in sinergia con Fiat, e quindi si può considerare il primo modello figlio della FCA.

 

Una Jeep come la Renegade non si era ancora vista, e tanto meno nel segmento che intende aggredire, almeno in Europa. Una suv di medie dimensioni con spiccata propensione al fuoristrada, ma che non ha niente da invidiare alla concorrenza anche su strada asfaltata.

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La Jeep Renegade se la cava benissimo anche su asfalto, nonostante sia una specialista in off-road

Prezzi, versioni e motorizzazioni

Per venire incontro alle diverse richieste dei mercati mondiali, la gamma è ampia e prevede versioni a 2 e 4 ruote motrici, con motori benzina e turbodiesel. I prezzi partono dai 20.000 € della versione 1600 benzina aspirata (disponibile dai primi mesi del 2015), si sale poi ai 23.500 /25.100 €, a seconda dell'allestimento Longitude o Limited, della 1.4 Multiair benzina 4x2 da 140 cv. 

 

Passando alle versioni motorizzate con propulsori a gasolio, alla base della gamma troviamo la 1.6 Mjt 4x2 da 120 cv, anch'essa disponibile nelle versioni Longitude  e Limited con cambio manuale a sei rapporti, rispettivamente a 24.500 e 26.100 €, mentre per le versioni 2.0 Mjt da 140 cv, disponibili sia con cambio manuale che con cambio automatico a nove rapporti, in versione Longitude e Limited, si devono spendere rispettivamente 27.300 e 28.900 € per le manuali, 31.300 per l'automatica. L'attitudine al fuoristrada è esaltata dalla versione Trailhawk, motorizzata con il 2.0 Mjt da 170 cv e cambio automatico nove rapporti, la più potente e offroad della gamma Renegade costa 32.800 €.

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L'abitacolo è originale e ben realizzato

Dal vivo:com'è fuori

La Renegade è una Jeep in tutto e per tutto, anche il design, come ci ha spiegato il responsabile dello stile Brian Nielander: «Abbiamo preso ispirazione dalle sorelle maggiori Cherokee e Wrangler, a partire dal muso con la tipica calandra a listelli verticali e con la coppia di fari tondi, ma richiama anche la Willis MB capostipite della famiglia Jeep, con la X della nervatura presente sulla tanica in dotazione alla madre di tutte le fuoristrada, che viene ripresa dai fanali posteriori e sul tetto apribile della Renegade 2014».

 

La versione Trailhawk si distingue dalla Limited per i paraurti differenti, quello anteriore senza l'accenno di spoiler presente sulla  versione più stradale, mentre dietro si nota un gancio rosso fuoco spuntare dal paraurti, che serve per un eventuale traino della vettura “in situazioni difficili”. La gommatura M+S e 35 mm in più di altezza sono altri due particolari che differenziano la Trailhawk dalla Limited/Longitude, mentre anche il sottoscocca è più protetto, per evitare urti spiacevoli agli organi meccanici anche nell'off road più impegnativo.

Una Jeep come la Renegade non si era ancora vista, e tanto meno nel segmento che intende aggredire, almeno in Europa

Dal vivo: com'è dentro

La Renegade è una Jeep atipica anche per quanto riguarda gli interni, più europei che non americani nel design, sono caratterizzati da alcuni richiami alla calandra (come il rilievo sugli schienali dei sedili e sulle cornici degli altoparlanti). I materiali della plancia sono piacevoli al tatto e anche alla vista, mentre quelli dei pannelli porta badano più alla robustezza e alla facilità per eventuali interventi di pulizia. I tessuti degli interni sono robusti e gradevoli al tempo stesso, mentre i pellami delle versioni più accessoriate, rendono l'abitacolo elegante e accogliente.

 

La Jeep Renegade in azione durante la nostra prova nel percorso off-road di Balocco

 

Considerando i 4,23 di lunghezza l'abitabilità è discreta, ma non esaltante, in particolare il passeggero anteriore può lamentare la mancanza di spazio in larghezza per le gambe, con la sinistra che urta facilmente il mobiletto centrale, mentre chi siede dietro è accolto in maniera ottimale, con uno spazio per le gambe più che sufficiente anche per chi si avvicina al metro e ottanta.

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Il bagagliaio è capiente e ben sfruttabile grazie alla conformazione squadrata

 

Il bagagliaio è ampio e con un doppio fondo pratico e che aumenta ulteriormente il volume utile portandolo a 525 litri, un record per la categoria (con lo schienale dei sedili posteriori abbassato sale fino a 1.438 litri). Peccato che la maniglia di sblocco del portellone non sia posizionata sopra la targa, bensì tra lo sportello e il paraurti, in un punto soggetto a sporcarsi, e non solo nell'uso in fuoristrada.

Su strada

La prima presa di contatto con la Jeep Renegade la facciamo al volante della versione Limited 4x4 con cambio automatico a nove rapporti (lo stesso della Cherokee), motorizzata con il due litri da 140 cv. Qualche chilometro di strade statali e autostrada ci mettono subito nella condizione di esprimere un giudizio positivo sulla nuova Jeep Renegade. Confortevole e discretamente silenziosa (a parte qualche fruscio attorno agli specchi retrovisori a velocità autostradali), la 4x4 italo/americana si muove con disinvoltura su asfalto, mettendo in mostra doti dinamiche sconosciute al resto della gamma Jeep. Sterzo preciso e assetto delle sospensioni che dimostra di coniugare al meglio confort e dinamica di guida, la Renegade sorprende chi si aspettava di guidare l'ennesimo fuoristrada adattato all'utilizzo su strada.

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La versione Trailhawk è praticamente inarrestabile in fuoristrada

 

Anche andando a cercare i limiti di tenuta laterale, la stabilità non viene mai meno, mentre il controllo di stabilità risponde in maniera poco invasiva. Completa la dotazione di sicurezza che prevede di serie sulla Limited il sistema di frenata assistito e il sistema di avviso d'uscita dalla corsia. Il cambio automatico è in sintonia con il carattere di questa suv, e consente oltre che buone doti di ripresa, anche trasferimenti autostradali in pieno confort con il motore che a 130 km/h gira poco sopra i 2.000 giri. Qualcosa di meglio ci saremmo aspettati dai consumi, che si attestano intorno ai 12,5 km/l a velocità di crociera autostradale, mentre il consumo medio della prova è stato di 9,2 km/l.

 

Al volante della più potente Trailhawk si ritrovano pregi e difetti della versione Limited, mentre la dinamica di guida, rimane di ottimo livello a dispetto della gommatura M+S e dell'asseto rialzato di 35 mm. La strumentazione completa permette di tenere d'occhio i parametri vitali della vettura, temperatura dei liquidi, pressione gomme, e tutto ciò che riguarda le percorrenze chilometriche, mentre il computer di bordo si comanda agevolmente attraverso i comandi al volante (cruise control e bluetooth compresi), oppure con il touchscreen display da 3,5 pollici.

La Jeep Renegade è unica nella sua categoria, almeno fino a quando non arriverà la Fiat 500 X, figlia dello stesso progetto

In fuoristrada

Nella prova su strada la Renegade ci ha sorpresi, mentre non appena l'abbiamo portata con le ruote nel fango ha confermato quanto ci aspettavamo da una vettura con il marchio Jeep sul cofano. In versione Limited 140 cv, la Renegade si muove senza indugi sui terreni a scarsa aderenza, a dispetto della gommatura stradale. Quando la situazione diventa impegnativa, è sufficiente impostare, attraverso il comodo pomello sul tunnel centrale, l'Active Drive Low sulla tipologia di terreno più adatta (Auto/Snow/Sand/Mud), e la Renegade passerà oltre con il minimo impegno, suo e del guidatore.


Con la versione Trailhawk si fa un ulteriore passo avanti, l'Active Drive Low si arricchisce di una funzione aggiuntiva, la “Rock”, ed è di serie il sistema di controllo della velocità in discesa. Così accessoriata la Renegade è davvero inarrestabile, si arrampica con un filo di gas e permette di affrontare i twist più impegnativi sfruttando le caratteristiche del differenziale che trasferisce in pochi istanti la trazione alla ruota con maggiore trazione. Nessun altro suv di questa categoria può fare questo!

Conclusioni

La Jeep Renegade è unica nella sua categoria, almeno fino a quando non arriverà la Fiat 500 X, figlia dello stesso progetto e costruita sulla stessa catena di montaggio nello stabilimento di Melfi. Pensata per andare incontro alle esigenze di clientele differenti, che cercano una suv nel vero senso della parola, bella da guidare tutti i giorni, e capace di affrontare senza patemi qualsiasi terreno, impervio o no che sia, senza rinunciare a un look piacevole e a dotazioni da berlina di classe. La primogenita della sinergia Fiat - Chrysler apre scenari davvero molto interessanti.

Pregi

- Prestazioni strada/fuoristrada

- Dotazione tecnica

Difetti

- Consumo medio piuttosto alto 

- Plastiche pannelli porta migliorabili 

  • Mario.Tz, Milano (MI)

    Nulla di cui scusarmi, Burner.

    Chi definisce "inguardabile" una vettura insulta chi quell'auto l'ha disegnata e la produce. E si, anche sotto questo aspetto sei in buona compagnia. Quindi visto che ti prendi la libertà di insultare chi produce quest'automobile non vedo perché dovresti scandalizzarti se qualcuno ti si rivolge in maniera analoga, peraltro decisamente più blanda.
    Anche perché se ti dico che hai scritto una stupidata (giudizio su di un pensiero espresso) non ti sto dicendo che sei stupido (insulto). O tu ritieni intelligenti solo le persone che non sbagliano mai? Inoltre la parola "cavolata" non è volgare per cui sull'argomento non ho altro da aggiungere.
    La legittimità d'esprimere un'opinione, sulla quale non è stata effettuata alcuna azione, non la rende immune da critiche. E' tanto legittimo che tu la esprima, quando lo è che io la critichi.
    Nello specifico, "Renegade" era un allestimento della Cj7, al pari della contemporaena "Golden Eagle" e della successiva Laredo. Quindi la Jeep Renegade come modello propriamente inteso fino ad ora non era mai esistito.
    Questa vettura nasce in parto gemellare con la 500X e la volontà di differenziare nettamente i due modelli (guardando le foto recentemente scovate della 500X) è più che evidente. Da qui la volontà di caricare quanto più possibile questa vettura di elementi tipici del marchio Jeep, tra cui il nome, usando una parola di estrema connotazione Jeep. Da ricordare che anche l'ultima Cherokee di realizzazione Mercedes ha avuto una versione Renegade.
    Se poi mi dici che la Wrangler è tutta un'altra cosa e che i fuoristradisti non prenderebbero mai una Renegade, confermi implicitamente quello che ti ho detto, ovvero (e non solo per il versante offroad puro) che confrontare i prezzi di queste due vetture è, e rimane, una cavolata.
  • burner, Vicenza (VI)

    x Mario.Tz

    vabbè che la maleducazione impera nel web però definire "cavolate" le mie considerazioni è offensivo ed esigo le scuse.
    Per quanto riguarda il merito del mo post (n. 7) ho espresso un'opinione personale (peraltro in linea con altre, ma è irrilevante) che può non essere condivisa ma è più che legittima visto che esiste ancora la libertà di parola.
    Vorrei aggiungere che probabilmente non hanno utilizzato il nome Renegade a caso ma proprio per richiamare il mito della vecchia Jeep CJ7 che era ed è, con la sua erede Wrangler, tutta un'altra cosa. Quindi dubito che venderanno moltitudini di nuove renegade ai fuoristradisti che sicuramente preferiranno la Wrangler a questo Suv urbano.
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