prova strada/fuoristrada

Nuova Jeep Cherokee 2014

Crescono personalità e doti stradali
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Abbiamo guidato anche in fuoristrada il nuovo SUV americano equipaggiato coi nuovi motori Multijet II da 140 e 170 cavalli, con cambio a nove marce. Versatile, ben fatto e con doti da vero 4x4. Il bagagliaio però è piccolo

Nuova Jeep Cherokee 2014

Jeep è un marchio in crescita. Nel 2013 Jeep ha toccato il suo record consecutivo di vendite. Da 4 anni viaggia col vento in poppa,  collezionando indici positivi. Ha chiuso il 2013 con 53.467 immatricolazioni, che fanno di Jeep il primo costruttore nel segmento SUV. Le vendite sono calate leggermente solo in Europa per via della crisi, mentre sono cresciute in Asia, America e Russia. Nel 2013 il Grand Cherokee ha beneficiato dell’arrivo del nuovo modello e ha incrementato le vendite del 13% in Europa.

 

Ora tocca al SUV medio della Casa americana cambiare pelle e sostanza. La Cherokee ha una lunga storia alle spalle,  aprì infatti la strada al segmento dei SUV medi negli Stati Uniti d’America. Era il lontano 1984.  E il costruttore americano azzeccò la mossa, da allora questo segmento è diventato il principale in Europa, con oltre 500.000 immatricolazioni all’anno. La Jeep Cherokee non tradisce le attese e anche in questa nuova versione mantiene fede alle origini di vettura 4x4: è comoda su strada e in viaggio, ma all’occorrenza sa affrontare percorsi semplicemente bestiali.

Nuova Jeep Cherokee: tre allestimenti e tanta attenzione all'offroad

Disponibile sia nella configurazione a due ruote motrici a trazione anteriore sia in quella a trazione a quattro ruote motrici, la nuova Cherokee impiega tre innovativi sistemi di trazione integrale: Jeep Active Drive I, Jeep Active Drive II e Jeep Active Drive Lock. Il sistema Jeep Active Drive I (optional sull’allestimento base Longitude) dispone di un’unità di trasmissione della potenza (PTU)  automatica che assicura un funzionamento continuo a qualsiasi velocità, sia nella modalità a trazione integrale mediante una frizione multidisco in bagno d’olio che ripartisce la coppia tra i due assali, che in quella a due ruote motrici.


Il sistema Jeep Active Drive II è di serie sull’allestimento Limited e include una PTU a due velocità con gestione della coppia e marce ridotte. Active Drive II lavora in combinazione con il sistema Selec-Terrain per variare la distribuzione della coppia, monitorando la trasmissione del motore e il sistema; comprende inoltre il sistema Hill-descent Control. Il sistema Jeep Active Drive Lock è disponibile sulla versione Trailhawk, che al momento è abbinata esclusivamente al motore V6 3.2 a benzina da 272 cavalli. Prevede, oltre alle caratteristiche del sistema Jeep Active Drive II, il bloccaggio del differenziale posteriore. 

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La nuova Jeep Cherokee arriva in Italia con motori diesel e benzina, sia inversione a due ruote motrici che con trazione integrale

 

Sottolineiamo subito una grave lacuna della Cherokee: l’allestimento da fuoristrada dura e pura della Trailhawk (con tanto di ridotte e blocco del differenziale posteriore) al momento non è disponibile in abbinamento al motore diesel di origine Fiat da 170 cavalli. È un vero peccato perché la trazione integrale della Jeep Cherokee  funziona davvero bene e fa di questa macchina una delle migliori proposte nel segmento SUV medi per chi voglia – o debba – affrontare percorsi difficili. L’abbinamento col motore a gasolio sarebbe stato perfetto per il mercato europeo. Consola il fatto che anche il motore V6 a benzina sia ottimo nel funzionamento, regolare e anche assai brillante, ma i consumi lo rendono una scelta decisamente anticonformista.


La Cherokee impiega anche un inedito dispositivo di disconnessione dell'asse posteriore che consente di ridurre le perdite di energia - e quindi i consumi - quando non è necessario utilizzare la trazione integrale. Tutti i sistemi 4x4 sono abbinati al dispositivo Selec-Terrain che dispone di quattro modalità (cinque per la versione Trailhawk, che aggiunge la Rock alle quattro di serie: Auto, Snow, Sport e Sand/Mud).  Il Selec-Terrain ottimizza il funzionamento di cambio, ESC, freni trasmissione e motore.

La Cherokee impiega anche un inedito dispositivo di disconnessione dell'asse posteriore che consente di ridurre le perdite di energia - e quindi i consumi - quando non è necessario utilizzare la trazione integrale

La gamma per l'Italia

In Italia la commercializzazione della Jeep Cherokee avrà inizio con il porte aperte previsto per il weekend del 12 e 13 aprile. La gamma italiana prevede gli allestimenti Longitude, Limited e Trailhawk equipaggiati con il nuovo motore turbodiesel Multijet II da 2.0 litri e il Pentastar benzina da 3.2 litri.


Il  turbodiesel italiano sarà disponibile nella versioni da 140 e 170 cavalli di potenza, entrambe con una coppia massima di 350 Nm. Le versione da 170 cavalli del motore da 2.0 litri è abbinata di serie al nuovo cambio automatico a 9 rapporti, mentre la versione da 140 cavalli utilizza il cambio manuale a 6 rapporti. Il V6 Pentastar da 3.2 litri e 272 cavalli  di potenza e 315 Nm di coppia è offerto con la trasmissione automatica a 9 rapporti (fornita dalla ZF). La Jeep Cherokee può vantarsi del titolo Euro NCAP di SUV più sicuro della categoria nel 2013.

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Ben fatti gli interni, dove spiccano materiali di buona qualità

Design: o la ami o la odi

La nuova Jeep possiede quello che secondo noi, oggi, è un grande pregio. La personalità. Ha un design originale, ricercato e decisamente forte, soprattutto nella zona anteriore. O lo ami o lo odi. Di certo non ti lascia indifferente. Il muso tagliente e aggressivo non pregiudica le capacità offroad dell’auto, che ha angoli di attacco e di uscita che le permettono di aggredire pendenze molto forti (oltre il 70%, come abbiamo provato sul tracciato di Balocco).

 

La Cherokee ha un frontale sportivo, che ospita la griglia a sette caratteristica del marchio. I fari anteriori dalla forma allungata presentano le luci diurne (DRL) e fari al Bi Xeno(standard sulla versione top di gamma Limited).La carrozzeria ospita cerchi in lega da 17 pollici sulle versioni Longitude e Trailhawk, da 18 pollici sulla versione Limited. D’effetto sicuro il tetto panoramico CommandView con doppi che corre su tutta la lunghezza del tetto fino.

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La nuova Cherokee dimostra di trovarsi più a suo agio su strada rispetto al passato, ma rimane davvero efficace anche in off-road

Gli interni sono belli e robusti, convincono subito. Il bagagliaio però è piccolo

La Jeep Cherokee dentro è molto bella. L’aspetto è sobrio ed elegante, senza inutili pacchianate. I materiali rispettano la filosofia yankee, non saranno morbidissimi al tatto (ma mica dovete accarezzarli come fossero il gatto di casa), ma sono robusti. Tutto è disposto con grande ordine e razionalità. Gli interni hanno  tre diversi allestimenti (Marocco con rivestimento nero, Grand Canyon marrone, monte Vesuvio bicolore). La Longitude ha l’interno in tessuto, la Limited in pelle Nappa, Trailhawk riceve una combinazione di pelle e tessuto. I sedili posteriori sono frazionabili con rapporto 60/40 e scorrono per facilitare le operazioni di carico. La dotazione comprende il volante in pelle riscaldato e il supporto caricabatterie wireless sulle versioni Limited e Trailhawk.


L’auto americana (costruita in Ohio) vanta una buona abitabilità anche per cinque persone. Non entusiasma invece la capienza del bagagliaio, che si ferma a soli 412 litri a filo della cappelliera. Sotto il pianale ci sono altri 70 litri (ma manca la ruota di scorta) e, se si sfrutta il bagagliaio fino al tetto, si sale a circa 600 litri. Un dato, questo, appena sufficiente per una famiglia di quattro persone.

La Jeep vanta una buona insonorizzazione, addirittura ottima in autostrada alle alte velocità, ma migliorabile al minimo e in piena accelerazione, dove il timbro del motore diesel è avvertibile

La prova. Valida su strada, ottima fuori. Lento il cambio automatico in manuale

Abbiamo guidato la nuova Jeep Cherokee nell’allestimento che crediamo più interessante per il mercato italiano: Longitude 2.0 Multijet da 170 cavalli con cambio automatico a nove rapporti. La Jeep vanta una buona insonorizzazione, addirittura ottima in autostrada alle alte velocità, ma migliorabile al minimo e in piena accelerazione, dove il timbro del motore diesel è avvertibile. La visibilità anteriore e laterale non desta criticità, mentre dietro si vedono gli ingombri con qualche difficoltà. È molto utile la telecamera posteriore (di serie con l’allestimento Limited che ha anche un bel display centrale da 8,4”).

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Anche in sitauzioni difficili il sistema Jeep Active Drive


La Cherokee è costruita con cura, all’interno non si avvertono scricchioli nemmeno nei passaggi sulle pietraie. Il comportamento stradale è molto automobilistico (quindi positivo, visto che proviamo un SUV con velleità fuoristradistiche serie): l’auto si corica parecchio in curva, ma lo fa con una grande progressività che ne agevola il controllo; persino lo sterzo non è mai troppo leggero e ha una precisione che permette di inserire l’auto con facilità. Buona anche la frenata. Il motore 2.0 da 170 cavalli e 350 Nm a 1.750 giri risponde con prontezza all’acceleratore e si rivela adatto al peso della vettura. Spinge con decisione già da meno di 2.000 giri e non mostra cali di potenza fino a quasi 4.500 giri.


Un po’ rumoroso in accelerazione, è silenzioso invece a velocità costante. Anche a 160 km/h si può dialogare senza alzare la voce. Consuma in media 17 km/l (con 154 g/km di CO2); meglio ancora fa la versione col motore 2.0 da 140 cavalli e cambio a sei rapporti, che si accontenta di consumare 19 litri per 100 km (139 gr/km CO2): un dato ottimo tra i SUV medi. Il cambio a nove rapporti della motorizzazione 2.0 da 170 cavalli è molto dolce nel cambio marcia, quasi inavvertibile. Anche la velocità di esecuzione è promossa. Il giudizio cambia invece se lo si usa in modalità manuale; in tal caso le scalate non sono pronte, ma sono soprattutto le salite di rapporto a non convincere del tutto. Sono piuttosto lente, soprattutto dalla sesta alla nona. D’altra parte la modalità manuale sarà utilizzata in poche occasioni, per lo più sulle strade di montagna per avere più freno motore in discesa.

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Poco assetati e piacevoli i diesel Multijet II. Peccato solo per la rumorosità, eccessiva in piena accelerazione


Meglio lasciare in tutte le altre occasioni il cambio in Drive, in questo modo le nove marce entrano in modo così dolce che nemmeno te ne accorgi. Provando una Jeep, non si può tralasciare il commento alle doti 4x4 della Cherokee. Quest’auto in fuoristrada è incredibile, capace come poche altre vetture di affrontare con disarmante facilità ostacoli e salite semplicemente impensabili per i SUV di moda nelle nostre città. Gli angoli di attacco, la capacità di affrontare guadi e salite impossibili fanno della Cherokee una vera Jeep. Ma una Jeep di oggi, con la sicurezza attiva e quella passiva al primo posto. La sua dotazione comprende sette airbag , l'ESC con ERM (sistema elettronico antiribaltamento) e l'ABS con calibrazione off-road. Quanto basta, insieme alla nuova scocca e ai sistemi di assistenza alla guida (optional), a farne il SUV più sicuro nella categoria Small Off-road 4x4 per l'anno 2013.

 

Alti i prezzi, che partono da 39.000 euro per la versione Longitude 2.0 Multijet II con cambio manuale e trazione anteriore, e toccano i 53.000 euro per le versioni top di gamma Limited e Trailhawk (equipaggiate con il 3.2 a benzina).

Pregi

- Stile personale

- Doti 4x4

- Efficienza motore Multijet

Difetti

- Bagagliaio piccolo

- Motore 2.0 rumoroso in piena accelerazione

- Prezzi

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