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Maserati GranSport

Maserati GranSport
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Emoziona su strada e in pista.

Maserati GranSport

Incrociare lo sguardo di una maserati GranSport è un po’ come fare un tuffo nel passato, in quell’epoca a cavallo degli anni ’50 in cui si sono alternati piloti irripetibili ed auto fantastiche, frutto i primi dello spirito e le seconde del genio tutto italiano che da sempre contraddistingue il nostro modo, tutto speciale, di leggere l’automobilismo.

Un piccolo capolavoro
Sportività prima di tutto ma non ad ogni costo, in quest’ultima realizzazione su base Coupè e Spyder, ma anche i soliti tratti morbidi, personali e ricchi di richiami ai Tridenti del passato.
Un piccolo capolavoro che nella sua ultima declinazione ha finalmente deciso di tirar fuori le unghie: un aspetto che di lei in pochi conoscevano, perché sin dall’inizio i vertici Maserati hanno voluto una vettura che sapesse sì stupire, ma senza dare troppo nell’occhio. Una scelta che forse non le ha reso giustizia, ma che a qualche anno dal debutto sul mercato le ha dato la possibilità di farle vivere una seconda vita, accompagnata dai successi tra i cordoli di tutto il mondo firmati MC12.

Non che ora non le piacciano i salottini buoni o le lunghe attese davanti ai golf club di tutto il mondo, sia chiaro, ma le minigonne, i paraurti riprofilati in galleria del vento per assicurare il massimo carico e quel piccolo profilo alare in coda fanno pensare a lei come alla compagna ideale per weekend eccitanti.

Insomma, una nuova personalità, più aggressiva, pronta a sfidare in pista anche vetture nate con il chiodo fisso del tempo sul giro, forte non solo del suo nuovo pacchettino aerodinamico ma anche di un’elettronica di gestione che le ha accordato le

 

sospensioni e la curva di coppia per ottenere il massimo delle prestazioni.

Hight Tech sì, ma solo dove serve davvero
Dentro la cura per l’immagine è evidente, anche se non ci si può certamente attendere di essere conquistati dall’accessorio di nuovissima generazione. Anzi, se la prima cosa che guardate in un’auto è il numero di display luminosi sparsi tra le pieghe della plancia, la GranSport non è certamente la vettura che fa per voi. Tutta le indicazioni relative alla dinamica della vettura, dal contagiri al tachimetro sono completamente analogiche - counter totale e parziale compresi - così come non ci sono display digitali ad illuminare a giorno l’abitacolo durante i viaggi in notturna.

Rivelazione Cambiocorsa
In opzione, in ogni caso, alcuni accessori hi-tech si possono avere, ma chi stacca un assegno per una Maserati come questa, ne siamo certi, di chip e sensori non ne vuole sentire parlare. Nessuno avrà qualcosa da ridire, invece, sugli inserti in carbonio disseminati un po’ ovunque – anche sulla corona del volante! – così come i puristi lasceranno presto da parte il loro caro cambio manuale per sposare la causa del Cambiocorsa, e non solo perché è di serie. Nella sua ultima versione, quella in dotazione alla GranSport, sfiora l’efficienza delle unità F1 montate su F430 ed Enzo.

Tradotto in soldoni significa avere un cambio piuttosto veloce, ideale per pensare esclusivamente alla prossima curva, lasciando a dei click sui paddles sinistro e destro, posti un paio di centimetri dietro al volante, il compito di scendere o salire di rapporto.
Massima concentrazione all’impostazione delle

 

traiettorie, insomma, che non vengono disturbate da quelle ruvidità tipiche dei robotizzati di prima generazione, che nei peggiori dei casi portavano a brevi quanto fastidiosi bloccaggi delle ruote posteriori; i tempi dati dalla centralina a frizione, servomotori del cambio ed iniezione elettronica per dare sfogo alla doppietta sono talmente precisi e ridotti nella modalità Sport che sembra quasi essere il cervello di un pilota professionista a comandare l’operazione. Ed invece è stata solamente mossa una leva. Prezzo dell’operazione? Una tuonata proveniente da quella tempesta che si scatena ad un metro e mezzo dal nostro sedile e lo sguardo sbalordito degli spettatori che hanno assistito alla scena dai bordi della strada.

Otto cilindri per 400 purosangue
Insomma, l’abbiamo detto che la Gransport è una vettura che fa di tutto per farsi notare, e forse quel blu elettrico, tipico della GranSport, veste la vettura protagonista della nostra prova con eccessiva eleganza. Per fortuna ci sono le pinze gialle – rosse per la GranSport MC Victory - ma se fosse stata gialla anche la tinta del vestito…

Giallo? Sì, il colore simbolo della città di Modena, patria di motori, della Maserati e della Ferrari. E proprio da una cittadina del modenese, Maranello, arrivano in Via Ciro Menotti a Modena – indirizzo della nuova Maserati – i propulsori V8 marchiati Maserati…anche se l’origine e l’assemblaggio, come avrete capito, vengono eseguiti in Ferrari.

Profonda evoluzione del cuore adottato per anni dalla 360 Modena, il 4.244 cc. della GranSport è sostanzialmente lo stesso motore di cui è dotata tutta la gamma del Tridente, Quattroporte compresa. E’ un

 

cuore generoso, infinito, capace di spingerla sul filo dei 290 km/h facendo impazzire il controllo della trazione e della stabilità quando si ha a che fare con fondi sdrucciolevoli. Sì, anche sull’asciutto ci possono essere alcuni problemi, perché i 400 CV a 7.000 giri di cui è dotato – 10 in più delle Coupè base – abbinati ai 451 Nm di coppia massima a 4.500 giri sono più che sufficienti per far schizzare il retrotreno ben oltre la linea ideale… Dosando l'acceleratore nel migliore dei modi, comunque, con la GranSport è possibile proiettarsi a 100 km/h con partenza da fermo in soli 4,85 sec.

Sincera e coinvolgente
Un corso di guida sicura/veloce, dunque, è d’obbligo (ne esiste anche uno specifico, il Master GT Maserati), in particolar modo se il desiderio è quello di renderla libera dalla schiavitù dell’elettronica, disabilitando con la semplice pressione di un tasto il controllo di trazione e stabilità.
A briglia sciolta la GranSport può regalare emozioni incredibili, perché il suo schema tecnico – che ricorda quello della Ferrari F599 GTB Fiorano – mette in gioco gran parte del peso sull’asse anteriore, lasciando un po’ più scarico il retrotreno, con la trasmissione transaxle pronta a darsi da fare nel momento del bisogno.

Momenti che arrivano molto velocemente, in particolar modo quando si gioca a schiacciare il pedale destro, dando sfogo a tutta la cavalleria nelle marce più basse. Il V8 Maserati risponde in modo quasi inaspettato, perché c’è tanta sostanza anche ai bassi regimi – per non parlare dei medi – anche se viene fuori con una progressione incredibile, che consente di disegnare virgole nere sull’asfalto da fotografare ed esporre al museo d’arte contemporanea.

Un retrotreno estremamente semplice da gestire, che non dà l’idea di tradire nemmeno alle velocità più alte, anche per via dell’immenso grip assicurato dalla

 

collaborazione tra le sospensioni attive Skyhook e le immense ruote da 18” che riempiono, in modo spettacolare, i passaruota. Una vettura sincera, insomma, che anche nelle curve da terza e quarta marcia punta con decisione l’interno della curva, ma senza mandare al pilota inquietanti segnali di alleggerimento del retrotreno: ce ne siamo accorti in particolar modo a Varano, affrontando senza particolari problemi in quarta piena la S veloce che caratterizza la pista emiliana.

Nel lento, invece, come le sorelle meno grintose la GranSport richiede di essere pilotata utilizzando come un secondo volante il trasferimento di carico. Trasferimento che è pronunciato anche per via della forte cedevolezza delle sospensioni alle basse andature, particolarmente evidente dall’esterno, e che rende di conseguenza più difficile la vita degli pneumatici in appoggio…a tutto svantaggio della velocità di percorrenza, che sembrerebbe poter essere più elevata. Un vero peccato, perché nella percorrenza di una curva a raggio ridotto da seconda, come potrebbe essere il Ferro di Cavallo a Varano, si potrebbero guadagnare secondi preziosi.

Forse è solamente questo il punto debole della dinamica di questa vettura, anche perché per quanto concerne lo sterzo non possiamo che tessere immense lodi, per la sua precisione e per il ridotto rapporto tra l’angolo di sterzata ed i giri di volante richiesti, così come abbiamo trovato ineccepibile il comportamento dell’impianto frenante. Durante il Master GT Maserati abbiamo avuto l’occasione di girare piuttosto forte in pista con alcune GranSport, scoprendo unico limite l’indicazione precauzionale degli istruttori “facciamo raffreddare i freni”: in realtà

 

non abbiamo mai avvertito particolari cali prestazionali, così come ci è sempre parsa in linea con la vettura la pressione richiesta sul comando per ottenere il massimo potere frenante e la scarsa propensione ad entrare in gioco da parte dell’ABS.

E lontano dalla pista…
Passando agli aspetti meno racing della vettura, la GranSport ci ha lasciato addirittura sbalorditi quando, subito dopo una pizza di Redazione, ci siamo ritrovati in quattro nell’abitacolo: dietro si sta davvero comodi e ci chiediamo da dove saltino poi fuori quei centimetri, visto che da fuori non conoscendo la vettura tutto si potrebbe dire tranne che sia una quattro posti. Ed invece è tutto vero ed anche la capacità del bagagliaio è da massimo voto in pagella.

Su strada della Gransport abbiamo apprezzato la sua voce, invadente solo dai quattromila giri in su, ed anche in tema di sospensioni la taratura standard ci è parsa ideale per consentire un utilizzo pressoché quotidiano di questa perla del Made in Italy.

Quanto costa?
La GranSport protagonista della nostra prova costa 107 mila euro più qualche spicciolo: sicuramente una montagna di denaro, per lo meno per i comuni mortali, ma se siete nelle condizioni di spenderli la granturismo italiana costituisce sicuramente uno dei modi migliori per mettersi in garage un autentico sogno a quattro ruote.

Da comprare perchè:
- regala emozioni indimenticabili
- la sua linea senza tempo è un connubio perfetto di eleganza e sportività
- prestazioni da brivido
- abbina una meccanica high tech ad un abitacolo rifinito con raffinata artigianalità

Sa rivedere:
- le dotazioni dell'abitacolo iniziano a mostrare il peso degli anni

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