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Seat Urban Vehicles. SUV per tutti, anche a metano [Video]

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Benzina, diesel e anche metano, con tre diverse taglie e stili che si adeguano a un mercato sempre più in crescita e soprattutto esigente

SUV, per tutti i gusti e le necessità. Moda o meno, è indubbio che questo sia il settore che traina il mercato e che, in molti casi, permette ai vari brand di investire per lo sviluppo di nuove tecnologie e piattaforme. Dopo averle conosciute una per una abbiamo deciso di spendere un po’ di tempo insieme alla gamma SUV di Seat, che con le sue 3 offerte spazia dal segmento B, con l’Arona, fino al D con la Tarraco. Non ci si deve dimenticare poi di Ateca, la via di mezzo che ha fatto registrare ottimi numeri all’interno del nostro del mercato. 

La Tarraco è l’ultima arrivata e di conseguenza è anche l’unica che si rifà al nuovo corso di stile della casa spagnola, che, a breve, interesserà anche la nuova generazione di Leon. I contenuti, in ogni caso, rimangono aggiornati su tutti i modelli, con sistemi di assistenza alla guida evoluti e infotainment disponibile con Apple Car Play e Android Auto, oltre ad interessanti funzioni come Waze e Shazam. Ampissime anche le possibilità di personalizzazione per quanto riguarda interni ed esterni, soprattutto per la Arona, che, delle tre, è quella che strizza di più l’occhio ai giovani. 

Quanto sono grandi? Si parte dai 4,14 m della Arona e i suoi 400 L di capacità di carico, per passare ai 4,36 della Ateca (510 L) e concludere con i 4,76 della Tarraco, che ha a disposizione 760 L di capacità per quanto riguarda il bagagliaio. Noi, stavolta, abbiamo deciso di concentrarci sulla più piccola, la Arona appunto, ma nella variante TGI, per gli amici a metano. 

Si tratta dell’unico B-SUV in circolazione disponibile con questo tipo di alimentazione, ma se non consideriamo la DR, diventa a tutti gli effetti l’unico sport utility a metano. Le dimensioni rispetto alla Arona rimangono invariate, mentre ad aumentare, a causa dell’impianto, è il peso. 128 kg in più, che portano l’ago della bilancia a quota 1233 kg. Sotto il cofano c’è il 1.0 L 3 cilindri da 90 cv, 5 in meno rispetto alla versione TSI, ma la coppia rimane invariata con 160 Nm. Le prestazioni, a livello velocistico, ne risentono principalmente nell’accelerazione da 0 a 100, dove l’auto impiega un paio di secondi in più: ma si tratta di una semplice constatazione che nella pratica non interessa a nessuno. L’impianto è di tipo monovalente, nel senso che non è possibile passare manualmente da metano a benzina, il secondo tipo di alimentazione viene ingaggiato solo quando si esaurisce il gas

La capacità è di 13,8 kg, distribuita in tre bombole di acciaio, mentre per la benzina ci sono a disposizione 9L. Il pieno vi costa, quindi, meno di 15€ e secondo il ciclo WLTP l’autonomia si attesta sui 360 km. Un valore niente male, che tradotto in altro modo equivale a circa 4€ per 100 km. Davanti a questi dati anche le migliori ibride ed elettriche (soprattutto se si considera una ricarica da colonnina fast charge) devono alzare le mani. Un altro dei vantaggi del metano, a seconda della regione in cui si risiede, sono le agevolazioni a livello economico su aspetti come il bollo

Quali differenze ci sono, una volta alla guida? Francamente è difficile accorgersi della differenza in termini prestazionali rispetto alla TSI. Nonostante il peso in più l’Arona rimane gradevole tra le curve, grazie, in particolare, all’impostazione precisa dello sterzo e a un cambio manuale caratterizzato da una corsa non troppo lunga e da innesti decisi. Non si tratta di una sportiva, ci mancherebbe, ma non è nemmeno un’auto noiosa quando la strada inizia a farsi ‘movimentata’. Sempre parlando del cambio, sono apprezzabili i 6 rapporti che consentono al motore di avere sempre il fiato giusto per interfacciarsi anche con le stradine collinari fuori dai più comfortevoli centri urbani.  

Ricordiamoci, però, che si tratta di un tre cilindri e in alcuni casi, infatti, si ha a che fare con qualche sgradevole vibrazione e rumorosità, soprattutto nella parte alta del contagiri. Fortunatamente c’è assai schiena per lavorare con la parte bassa del contagiri nella maggior parte delle occasioni e con poco si fila via lisci che è un piacere. I veri vantaggi di questa motorizzazione, però, sono rappresentati dai bassi costi di gestione. Non solo vi bastano all’incirca 15 euro per un pieno, ma con questi potete percorrere, secondo il ciclo WLTP, almeno 360 km. Tradotto, significa circa 4 euro per 100 km, valore che anche le migliori ibride o elettriche, fanno fatica a raggiungere, soprattutto se consideriamo la ricarica da colonnina fast charge. Da tenere a mente sono anche le agevolazioni per quanto riguarda il bollo, che variano a seconda del luogo di residenza e che prevedono il pagamento in forma ridotta o una sospensione dello stesso per un periodo limitato. Lo stesso prezzo della vettura è molto interessante, se si considera che per 18.300 € si ha tra le mani un B-SUV valido per le necessità di un nucleo familiare di 4 persone. Più in generale, comunque, a parità di allestimento bisogna aggiungere 1500 €. 

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