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CIR 2019. 2 Valli: Tutti A Verona!

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Il Campionato Italiano Rally non si decide al Due Valli. Però dall’Arena di Verona, vista come icona del Rally e come metafora del CIR, devono uscire dei valori assoluti di riferimento. Nessuna chance definitiva, ma occhio… all’ultima spiaggia

CIR 2019. 2 Valli: Tutti A Verona!

Verona, 11 Ottobre 2019. Rossetti Attack, Campedelli Furia, Basso Killer. A due Prove dalla fine il Campionato Italiano non si decide a svelare il suo segreto, il movente per cui esiste ogni anno. La battaglia si sviluppa su vari fronti e pare proprio che sarà l’ultimo appuntamento stagionale ed emettere i verdetti inappellabili.

Ma il Due Valli Rally di Verona riunisce la necessità di fare maggiore chiarezza nelle dinamiche, e per questo è prevedibile, e necessario, che si faccia tremendamente sul serio rimandando gli show ad altro appuntamento. Per questo ciascuno vorrà portare nell’Arena non discorsi bensì i massimi contenuti. Tecnici, agonistici, tattici.

Nessuno può più permettersi di sbagliare. Per questo sarà tutto “autentico”! 11 Prove Speciali in tre giorni di fuoco, 154 chilometri cronometrati in totale senza alcuna via di fuga. O ci sei o fatti pure da parte. Si inizia con la stupenda Erbezzo. Due volte di seguito, due volte 22 chilometri di curve, allunghi nervosi, staccate e suspence. Poi la rilassante, ed eccitante fuori dai finestrini, Città di Verona. Non davanti all’Arena, l’area prospicente all’icona della Città è riservata alla cerimonia finale, ma ugualmente in centro per la gioia degli appassionati e per la meraviglia dei curiosi, dei passanti richiamati.

Giandomenico Basso, Skoda, ha vinto al Ciocco, una giornata in Sardegna e a Roma. Simone Campedelli, Ford, ha vinto il Targa Florio. Luca Rossetti ha finalmente vinto il Friuli. Basso ha 74 punti e mezzo, Rossetti 61 e mezzo, Campedelli 56 e settantacinque. L’alchimia dei mezzi e quarti di punto derivano dai coefficienti, uno o uno e mezzo, zero-settantacinque della Gare del CIR.

Rossetti e Campedelli intanto hanno ciascuno un “ritiro”, Roma e Sardegna 1, quindi hanno già in tasca uno degli scarti obbligatori che tutti dovranno mettere nel conto di fine anno. Basso no, però ha i sette punti e mezzo di Sardegna 1, peggiore performance della sua bella stagione, come valore minimo da buttare, al momento. In questo senso Basso è comunque in testa all’Italiano, ma non così lungo e lontano rispetto agli avversari da potersela prendere comoda. Soprattutto considerando che la Prova conclusiva si corre sulla Terra del Toscana Rewind a uno e mezzo di coefficiente. Ci sarebbe da considerare, stando all’aritmetica, anche la posizione di Andrea Crugnola, Polo, poi Fabia, poi Polo di nuovo, che sembra decisamente migliorata, che con 52 punti e mezzo non è teoricamente tagliato fuori ma non può fare tutto da solo. Nel senso che per imporsi alla fine non gli basterebbe l’evidente velocità ma dovrebbe fare affidamento su qualche disgrazia altrui. Che ci sta, in effetti, visto come sono andate le cose sinora.

Basso e Rossetti sono stati senza alcun dubbio più regolari, Campedelli ha manifestato una certa predilezione per gli alti e i bassi che ne caratterizzano verve e delusioni. Basso e Rossetti possono essere inseriti in un quadro attendibile di trend, Campedelli no. Però Campedelli vive in uno stato di perenne necessità di riscatto, e per questo da lui ci si può sempre aspettare la grande, indiscutibile prestazione. Basso ha sempre saputo il fatto suo, Rossetti ha mantenuto un profilo dignitoso man mano che si migliorava nel “pacchetto”, e quindi la vittoria del Friuli Venezia Giulia, non solo perché di Casa, può e deve essere posta come condizione univoca di trend, se si vuole avere un futuro. Tra l’altro Rossetti e Verona se la intendono, e ora che sembrano intendersela a meraviglia anche Rossetti e Citroen…

Una cosa è aritmeticamente certa. E cioè che Verona potrà emettere ben pochi verdetti definitivi, men che mai l’ultimo e “supremo”. Non potrà, cioè, chiarire chi sarà il Campione Italiano 2019.

Per questo Verona è… vero. Non un’ultima chance ma la resa dei conti con il proprio spessore.

Ecco perché tutti con un calice di Amarone in mano, pronti al… meglio.

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