intervista

Taylor, Rolls-Royce: «Il nuovo “SUV” non è in contraddizione con la nostra storia»

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Dopo l'annuncio che Rolls Royce farà il suo primo SUV, o "High Body Car" come preferiscono definirla loro, abbiamo intervistato Giles Taylor,Design Director del marchio, per saperne di più

Taylor, Rolls-Royce: «Il nuovo “SUV” non è in contraddizione con la nostra storia»

Ginevra – La notizia che conferma l'arrivo di un SUV firmato Rolls-Royce ha già fatto storcere il naso a più di un appassionato in giro per il mondo. La futura auto a ruote alte infatti è già stata accusata di tradire la filosofia del prestigiosissimo marchio britannico, fedele da sempre alla purezza dello “Spirit of Ecstasy”.

 

In realtà il desiderio di realizzare un'auto capace di andare dovunque, in grado di esprimere fino in fondo quello che gli uomini di Goodwood chiamano “Effortless” (dovunque, per l'appunto), si sposa con la filosofia Rolls più di quanto si potrebbe credere in un primo momento.

 

Per convincersi di questa teoria basta ascoltare le parole di Giles Taylor, il Design Director di Rolls-Royce, che abbiamo intervistato al Salone di Ginevra.

 

Ci può raccontare i momenti più importanti cha hanno scandito la sua carriera?
«Dopo l'università ho iniziato a lavorare come exterior designer per per il Gruppo PSA e in particolare per Citroen, a Parigi. Ricordo di aver lavorato alla Citroen Xsara e anche alla C3. Successivamente, nel 1997, mi sono spostato alla Jaguar dove ho lavorato agli interni della vecchia XJ e al restyling della XK. Poi sono diventato Chief Designer per i progetti che avrebbero curato le nuove generazioni di XJ ed XK. Nel 2011 sono approdato alla Rolls-Royce, dove ho iniziato come Chief Exterior per ultimare la Wraith. Nel 2012 infine sono diventato Director od Design ed ora eccoci qui».

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Giles Taylor, Design Director di Rolls-Royce

 

Perché avete deciso di realizzare un SUV?
«Prima di tutto noi di Rolls-Royce non parliamo di SUV ma di una “High Body Car”. Preferiamo non parlare di Sport Utility Vehicle semplicemente perché l'auto a cui stiamo lavorando rimane pienamente fedele alla filosofia Rolls e quindi non incarna i concetti né di Sport, né di “Utility”. Perché ci siamo decisi a realizzarla? La risposta è semplicissima. I nostri clienti ci hanno detto: “se costruirete un'automobile così, noi la compreremo”».

 

Un'auto di questo tipo non è in contraddizione con la filosofia costruttiva Rolls-Royce?
«Per noi, per la nostra storia e tradizione, è estremamente naturale realizzare un'auto a quattro ruote motrici e in grado di andare ovunque senza il minimo sforzo. Del resto non vogliamo realizzare un veicolo per l'off-road nudo e crudo. Il nostro obiettivo rimane sempre la quintessenza del comfort, unita naturalmente alla versatilità di una trazione integrale e alla presenza di un design unico e inconfondibile».

 

E nemmeno con la vostra tradizione?
«Un veicolo di questo tipo si sposa in maniera perfetta con la nostra tradizione. La Rolls-Royce era l'auto scelta da pionieri ed esploratori per andare alla scoperta della giungla indiana o dei deserti nordafricani. Ma è stata anche un'auto in grado di conquistare i premi più prestigiosi in durissime avventure via terra come gli Scottish Reliability Trials, la Londra-Edimburgo e gli Alpine Trials su è giù dalle montagne. Quest'auto è sempre uscita vittoriosa da queste imprese e non ha mai tradito le aspettative grazie alla sua meccanica perfetta e così eccezionale, superiore a qualsiasi altra auto di quei tempi. Oggi quindi non abbiamo nessun problema a riproporre qualcosa di simile».

Noi di Rolls-Royce non parliamo di SUV ma di una “High Body Car”. Preferiamo non parlare di Sport Utility Vehicle semplicemente perché l'auto a cui stiamo lavorando rimane pienamente fedele alla filosofia Rolls e quindi non incarna i concetti né di Sport, né di Utility

 

A livello stilistico cosa dobbiamo aspettarci?
«Per ora naturalmente è troppo presto per parlare di come sarà questa nuova auto, ma vi assicuro che una volta che la vedrete basterà uno sguardo per identificarla immediatamente come una vera Rolls-Royce».

 

A che punto è arrivato lo sviluppo? Lo stile è già stato definito?
«L'auto al momento non è ancora finita e stiamo ancora lavorando duramente per ultimare il design definitivo. Al momento non posso ancora annunciare quando arriverà, ma il debutto non avverà prima di qualche anno».

 

È corretto affermare che un designer oggi incontra molti più ostacoli nello sviluppo di una nuova auto a causa delle sempre più stringenti regolamentazioni in tema di sicurezza e inquinamento?
«Faccio questo mestiere da 23 anni e ho sempre dovuto disegnare auto tenendo conto di regolamenti e legislazioni. Oggi, come allora, c'è sempre qualcosa che ad un certo punto può bloccare la tua matita mentre elabori un nuovo stile. Ma non c'è da stupirsi, perché è proprio questo il mestiere del designer. Avere il miglior design possibile rispettando tutte le regole. Non è facile, ma è entusiasmante!».

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Protagonista dello stand di Ginevra la Phantom Serenity

 

Cosa ci avete portato qui a Ginevra?
«Con la Phantom Serenity siamo tornati a realizzare dopo tanti, tanti anni un abitacolo interamente tessuto a mano in seta. Un materiale ancora più nobile e pregiato della pelle. E abbiamo proposto questa incredibile realizzazione in maniera artistica, con realizzazioni artigianali di particolare pregio. È un'auto che riesce ad esprimere veramente la tradizione del nostro marchio».

 

La tradizione Rolls-Royce è ancora l'elemento ispiratore principale quando concepisce una nuova auto?
«No, siaamo qui per inventare il futuro quindi dobbiamo fare di tutto per innovare e per eleborare nuove strade per Rolls-Royce. Abbiamo le tecnologie più sofisticate del mondo sulle nostre auto, non sarebbe corretto definirle ancorate ad uno stile retrò. Dobbiamo usare il nostro passato e la nostra tradizione come ispirazione, certo, ma dobbiamo reintepretare alcuni valori adattandoli ai gusti dei clienti moderni».

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L'abitacolo della Serenity, una delle Rolls Royce più personalizzate di sempre

 

Ci sta dicendo che anche la clientela Rolls oggi ama la modernità assoluta?
«In Cina abbiamo molti clienti di 29-30 anni e non sono necessariamente molto interessati a cosa è accaduto al marchio Rolls-Royce così tanti anni fa. Loro guardano come sono fatte le Rolls-Royce moderne, quelle di oggi. Il mio obiettivo è rispettare la tradizione, proponendo però qualcosa di nuova, in linea con i gusti di oggi».

 

Rolls-Royce continua ad aumentare le vendite. E quando arriverà il nuovo modello i risultati commerciali non faranno altro che migliorare. Continuare ad incrementare la produzione non rischia di compromettere con il tempo il valore inestimabile del vostro marchio?
«Rolls-Royce attualmente si trova già in una situazione di massima redditività, quindi non avrebbe motivo di puntare a produrre più auto, non è uno dei nostri obiettivi al momento. Certo, il nuovo modello a ruote alte ci permetterà di ampliare un po' i nostri volumi, ma non vogliamo di certo raddoppiare le vendite. Ci aiuterà a raggiungere un modello di business ancora più sostenibile, ma conosciamo benissimo il valore della nostra esclusività. Non è che in futuro aumenteremo la produzione delle Phantom o delle Ghost, avremo semplicemente un modello in più nella nostra gamma».

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