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Attualità

De Vita: «Fermare i diesel Euro4? È isterismo ambientalista!»

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Confronto tra il nostro editorialista e Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente: al centro della discussione, l’effettiva pericolosità degli NOx

De Vita: «Fermare i diesel Euro4? È isterismo ambientalista!»

Mettendo a confronto l’ingegnere Enrico De Vita e l’esponente di una delle più importanti associazioni ambientaliste italiane, è scontato che ne venga fuori un bel dibattito. Il primo è infatti un massimo esperto di ingegneria automobilistica oltre a essersi sempre occupato attivamente della difesa dei consumatori, il secondo vede l'automobile come il fumo negli occhi. 

E’ quanto accaduto su Isoradio, canale di pubblica utilità della Rai, nella trasmissione condotta da Elena Carbonari. Tema della puntata, l’inquinamento, le sue cause e le possibili soluzioni.

Argomento ghiotto, senza dubbio, anche alla luce dei recenti provvedimenti presi a Torino di blocco della circolazione per i veicoli diesel anche di recente generazione, le domeniche ecologiche a Roma, le richieste che giungono da più parti per una nuova stagione di ecoincentivi all’acquisto e rottamazione dei mezzi più inquinanti.

«In ambito europeo - esordisce De Vita - il diesel è il grande accusato a causa degli NOx: ma vorrei ricordare quanto dice l’EPA, l’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti, che definisce gli NOx semplicemente “una famiglia di gas ad alta reattività che hanno un ruolo importante nelle reazioni con composti organici volatili, dando luogo ad ozono che se respirato può condurre a problemi di salute come dolori al petto, tosse, irritazione di gola, congestioni o aggravando patologie come bronchiti ed enfisema”. 

Dunque, gli NOx, che per l’Europa sono la fonte di tutti i mali, per gli americani sono un blando gas che ha come problema fondamentale quello di creare lo smog fotochimico. Ma, debellato lo smog con la marmitta catalitica e con gli impianti di iniezione, nasce il sospetto che ora gli Usa combattano una crociata contro gli NOx per ragioni commerciali, cioè per tenere lontano un motore che non fa parte della loro tradizione né dei loro investimenti produttivi. E, per scimmiottare pedissequamente la guerra agli NOx, in Europa abbiamo tagliato le gambe al migliore motore in assoluto esistente, in termini di rendimento e di emissioni: il diesel. E siamo all’assurdo che i burocrati di Bruxelles imputano a 23 nazioni su 28 di inquinare producendo NOx e minacciando multe salate».

La questione secondo Legambiente è più complessa: «La questione degli NOx - ha detto Zampetti - è più grave di come viene percepita, in quanto i diesel emettono anche polveri sottili; nel nostro Paese il 60% delle emissioni di NOx proviene da veicoli e soprattutto crea inquinamento secondario, di cui gli ossidi di azoto sono precursori. Parliamo di PM1 e PM2,5 Inoltre, le soglie di legge e quelle consigliate all’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, differiscono, con le seconde che sono molto più basse di quelle oggi vigenti».

«A Milano, nel ’68 - rivela De Vita - la concentrazione media annua di polveri sottili era di 175 µg/m3 (microgrammi per metro cubo di aria), oggi siamo scesi sotto i 40. Allora praticamente non c’erano auto diesel, oggi siamo ad oltre il 50% del mercato: se il particolato è diminuito così tanto, qualcosa dovrà pur dire. Il fatto è che gli NOx senza i composti organici volatili – cioè benzina e altri solventi - non producono nulla: gli ossidi di azoto sono un prodotto naturale, non tossico e non velenoso, solo irritante. A contatto con i composti organici producono particolato: ma oggi gli studi europei sulla produzione di polveri dicono che in Lombardia il 45% di queste sono causate da biomasse legnose, mentre quelle di tutti i veicoli, diesel e benzina, auto e trasporti, non arrivano al 27%.

Tutto ciò che brucia sulla Terra, tutti i combustibili, la legna, i vulcani, la massaia che fa bollire l’acqua col gas metano, produce NOx: sostenere che gli NOx siano precursori del particolato è ridicolo: sarebbe come dire che il caffè è il precursore del diabete perché lo si beve con lo zucchero. In Italia, venti anni fa il livello del particolato era sette o otto volte maggiore: evidentemente le origini erano ben altre. Infatti, nelle auto diesel è stato ridotto una prima volta nel 1997 col common rail, poi di 10 volte nel 2003 con l’Euro4, e ancora nel 2005 di altre 10 volte con il filtro antiparticolato: sono quindi 100 volte in totale. Ma questo solo per i limiti: in realtà il filtro antiparticolato ha ridotto le emissioni di particelle di ben mille volte.

Continuare a puntare il dito contro il diesel è talebano e fa parte dell’isterismo ambientalista che non porta alla soluzione dei problemi, come quando nel 1992 alcuni ingenui ambientalisti volevano diffondere la benzina cosiddetta “verde” senza mettere in guardia dai pericoli del benzene, adottato al posto del piombo

Continuare a puntare il dito contro il diesel è talebano e fa parte dell’isterismo ambientalista che non porta alla soluzione dei problemi, come quando nel 1992 alcuni ingenui ambientalisti volevano diffondere la benzina cosiddetta “verde” senza mettere in guardia dai pericoli del benzene, adottato al posto del piombo.

L’Agenzia Europea per l’Ambiente ha dichiarato che il riscaldamento degli edifici è la prima fonte di inquinamento da PM10 e PM2,5 e ne produce il triplo dei veicoli (auto passeggeri e merci). Quindi occorre intervenire in modo immediato su quella fonte di inquinamento, per esempio diffondendo la tecnica del teleriscaldamento per produrre energia e calore. Invece altro che fermare i diesel come si sente dire, addirittura alludendo agli Euro4, quelli che hanno fatto un salto gigantesco adottando il filtro antiparticolato, che non trita il particolato come alcuni fanno credere, ma lo sublimano, ovvero lo trasformano in gas.

Chiunque abbia oggi una vettura benzina o diesel, ovviamente almeno Euro4, faccia una semplice prova: le metta in moto al mattino ed avvicini il naso ai tubi di scarico. Dalla vettura diesel non uscirà nulla, né fumo, né odori né gas, mentre da quella a benzina, almeno per i primi minuti, verranno fuori benzene ed altri composti aromatici molto pericolosi».

  • VioSeLino

    L'Ing. De Vita ha ragione da vendere...e ciò succede sempre quando si confrontano un fondamentalista (ambientalista) di qualsiasi "battaglia" ed un tecnico. Tutti a perorare la causa dei motori a benzina che a ben guardare stanno diventando ben più inquinanti dei diesel...sempre con lo scotto di consumare più dei diesel stessi. Quelli che i diesel li vorrebbero vedere aboliti sanno o no che gli utlimi motori a benzina ad inizione diretta (soluzione per ridurne i consumi) saranno a breve dotati anch'essi di FAP? Con il contraltare che la soluzione ha dei limiti insormontabili relativi alla ridotta comprimibilità della benzina tramite un rail...quindi soluzione senza sviluppo...cosa diversa dai motori a gasolio che, man mano che i costi di nuovi materiali diventano accessibili si vengono ad adottare pressioni di lavoro più alte garantendo efficienze di combustione sempre più elevate che riducono nel contempo gli incombusti, che invece, come detto prima, aumenteranno in futuro sui benza. Ora non per fare gli avvocati o i detrattori di una o dell'altra tecnologia, ma o si fanno discorsi incentratti sull'analisi di dati oggettivi oppure il primo politico in cerca di voti "ascolterà" la pancia e non la testa dotta del paese e combinerà qualche altro guaio o lo farà combinare al popolo con il classico refenrendum populista...Nucleare DOCET! Prima di far parlare chiunque su argomenti così tecnici bisognerebbe chiedere il curriculm scolastico, e poi magari ci si potrebbe confrontare per trovare le soluzioni (se ci sono) altrimenti si perde solo tempo...e si fanno tante chiacchiere inutili.
  • fabio563, Goito (MN)

    NON E' GIUSTO CIRCOLARE CON AUTO INQUINANTI; non è nemmeno corretto permettere di acquistare auto inquinanti e poi creare problemi al conducente che al mattino deve recarsi al lavoro con divieti assurdi. Non tutte le persone hanno 10/15 mila euro per acquistare auto nuove euro 6, esistono anche famiglie povere che acquistano auto vecchie da 2/3 mila euro per necessità e non sono certamente euro 6.
    Alternativa paradosso e a qualcuno piacerebbe; mandare i lavoratori al lavoro in bici o a piedi come nel dopo guerra e in giro in città auto nuove solo per chi se lo può permettere!!!
    Un idea l'avrei, ma purtroppo quando c'é da sborsare soldi il governo fa orecchie da mercante.
    perchè non dà una bella opportunità a chi a meno possibilità di cambiare l'auto inquinante con degli incentivi seri: si sa che un lavoratore medio sostituisce l'auto una volta ogni 10 anni circa, bene ogni dieci anni si dà l'opportunità al lavoratore di detrarre dall'irpef l'acquisto dell'auto, altro modo, dare incentivi seri da 4/5 mila euro per l'acquisto di un auto nuova di 10/15 mila euro, noto che le aziende fanno già degli sconti ma solo fino a 1000 euro.
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