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Un pieno dal costo normale, ma con il rischio di ritrovarsi il motore distrutto o peggio, un incendio sotto il cofano. È quanto avrebbero rischiato gli automobilisti che si sono fermati a fare rifornimento presso un distributore di carburante nella zona industriale di Anzio, ora sotto sequestro dopo l'intervento della Guardia di Finanza.
I militari della Compagnia di Nettuno, supportati dai chimici del laboratorio mobile dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno analizzato il carburante in vendita e trovato due anomalie gravi.
La prima: il gasolio era adulterato con sostanze estranee, tra cui tracce di benzina. Una miscelazione che, se finita nei serbatoi dei veicoli, avrebbe potuto causare danni seri ai motori, con conseguenze economiche pesanti per gli ignari automobilisti.
La seconda anomalia è quella che desta più preoccupazione sul fronte della sicurezza. Il carburante presentava un punto di infiammabilità di soli 20 gradi, ben al di sotto della soglia minima di 55 gradi prevista dalla normativa vigente. In termini pratici, questo significa che il prodotto era in grado di sviluppare vapori infiammabili a temperature ambientali ordinarie, quelle di una normale giornata, di un tragitto in auto, di una sosta al sole.
Informata la Procura della Repubblica di Velletri, è scattato il sequestro immediato: bloccati 3.412 litri di prodotto irregolare, impedendone ulteriore distribuzione. Sotto sigilli anche la cisterna di stoccaggio e le colonnine di erogazione. La titolare dell'impianto, una donna di 50 anni, è stata segnalata all'autorità giudiziaria per i reati di frode in commercio e contrabbando.
Il caso di Anzio non è un episodio isolato e, nel solo biennio 2024-2025, tra Roma e provincia sono stati condotti oltre 350 accertamenti nel settore della distribuzione di carburanti. Il bilancio parla da solo: più di 200 irregolarità contestate, che spaziano dalla qualità del prodotto alle anomalie metriche degli erogatori, fino alle discrepanze tra i prezzi esposti e quelli effettivamente applicati alla pompa.
Le frodi documentate sono di vario tipo: diesel e benzina miscelati con oli pesanti, carburante di contrabbando camuffato da prodotto regolare, acqua aggiunta per gonfiare i volumi, litri "fantasma" che non escono mai dalla pistola ma vengono comunque addebitati. Un sistema di truffe che colpisce su più fronti: il portafoglio degli automobilisti, i motori dei loro veicoli, l'ambiente e le casse dello Stato.