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Un incidente autonomo, per fortuna senza conseguenze fisiche, che ora rischia di trasformarsi in un lungo e complesso iter burocratico e legale. Emanuele Pozzolo, deputato vercellese di Futuro Nazionale e stretto collaboratore del generale Roberto Vannacci in Piemonte, si è visto notificare dalla Prefettura di Biella un'ordinanza di sospensione della patente della durata di un anno.
I fatti risalgono agli inizi del mese (esattamente al 7 giugno), quando il parlamentare, di ritorno da un pranzo, ha perso il controllo della propria vettura finendo fuori strada lungo la superstrada che collega Biella a Cossato. Dall'abitacolo sono usciti totalmente illesi sia lui che il cane che viaggiava al suo fianco, ma i successivi accertamenti delle Forze dell'Ordine hanno delineato un quadro critico.
Al momento dei controlli di rito post-incidente, Pozzolo è risultato positivo all'alcol test con un valore superiore a 1 grammo per litro. Si tratta di una soglia che supera abbondantemente il limite consentito di 0,5 g/l e sfora anche il limite di 0,8 g/l, facendo scattare automaticamente il reato penale.
L'ordinanza della Prefettura ha fissato la sospensione del documento di guida a 12 mesi: un provvedimento severo che scaturisce dal raddoppio della base minima (sei mesi), aggravante prevista dal Codice della Strada quando il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente, seppur autonomo.
Nonostante i numeri del test, il deputato non ci sta e annuncia battaglia. "Farò ricorso, è dal 7 di giugno che mi hanno tolto la patente. Reputo ci siano molte cose da chiarire", ha dichiarato Pozzolo all'Adnkronos, ribadendo una linea difensiva già tracciata in alcune interviste in cui lamentava di essere finito "sulla graticola per due bicchieri".
Dal canto suo, il leader di Futuro Nazionale non gli ha voltato le spalle. Il generale Roberto Vannacci ha infatti blindato la posizione politica del suo luogotenente: "Pozzolo resta in Futuro Nazionale. Non lascio indietro nessuno".
Oltre all'impossibilità di mettersi al volante, per Pozzolo si apre ora il classico iter previsto per queste violazioni. Nei prossimi mesi dovrà presentarsi davanti a una commissione medica per accertare che sussistano i requisiti psicofisici di idoneità alla guida. Al termine dell'anno di sospensione, qualora venisse accertata la sua responsabilità nell'incidente, dovrà sottoporsi alla revisione della patente (che, in questo caso, significa passare nuovamente al vaglio dei medici e non rifare l'esame di guida).
Un'alternativa legale per alleggerire la posizione ci sarebbe: la messa alla prova. Si tratta di un istituto giuridico (utilizzabile una sola volta nella vita) che prevede lavori di pubblica utilità e che permetterebbe di dimezzare i tempi di sospensione della patente, estinguendo al contempo il reato penale.
Resta invece un'incognita il fronte delle polemiche social. Subito dopo l'incidente, il parlamentare aveva minacciato querele contro chiunque lo avesse definito "ubriaco" o "in stato alterato", ma ad oggi non risultano denunce depositate in tal senso.