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Dakar 2014. 26 dicembre 1978, alba dell'avventura

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Torniamo indietro, e fermiamo la macchina del tempo 12.794 giorni fa. In quel giorno partiva la prima edizione della Dakar. Altro nome, altro continente, altre atmosfere | P. Batini

Dakar 2014. 26 dicembre 1978, alba dell'avventura

Thierry Sabine : chi era costui

L’origine della Parigi-Dakar è nella Abidjan-Nizza, il Raid inventato da Jean-Claude Bertrand al centro di una meravigliosa utopia sportiva, cinque gare avventura nei cinque continenti. Thierry Sabine partecipa alla seconda edizione della folle corsa, e si perde nel deserto del Niger. Ormai dato per disperso e allo stremo delle forze, Sabine viene localizzato e salvato dall’aereo di  Jean-Michel Sinet, che per tre giorni ha sorvolato il deserto a bassa quota alla ricerca del Pilota.

 

L’esperienza oltre il limite cambia definitivamente la vita del carismatico, eclettico, sportivo esperto in comunicazione e marketing. Anni dopo verrà recuperata anche la sua XT500, che ancora oggi è possibile ammirare nelle stesse condizioni nelle quali è stata strappata al deserto. Le esperienze di Sabine e Bertrand si fondono per un po’, poi il giovane di Boulogne sur Seine si libra da solo nella nuova avventura che ha concepito anche sulla base dei problemi irrisolvibili della Abidjan-Nizza.

La prima edizione

Il 26 dicembre 1978, il ventinovenne Thierry Sabine abbassa per la prima volta la bandiera a scacchi e, nella piazza del Trocadero davanti alla Tour Eiffel, prende avvio la leggenda della corsa più dura e affascinante del mondo. Si chiama Oasis Rallye Paris-Dakar e si concluderà nella capitale senegalese venti giorni dopo. Alla prima edizione partecipano 182 veicoli, 90 moto, 80 auto e 12 camion, non c’è distinzione di classifica, e la corsa si sviluppa su 10.000 chilometri suddivisi in 8 tappe, molte delle quali programmate sulla distanza di più giorni, attraverso Francia, Algeria, Niger, Mali, Alto Volta, (oggi Burkina Faso) e Senegal.

yamaha xt500 thierry sabine
La leggendaria Yamaha XT500 di Thierry Sabine recuperata nel deserto

 

Al via i veicoli più disparati, e tra i partecipanti alcuni nomi che resteranno legati alla storia della Dakar e accompagneranno l’evoluzione del Rally-Raid fino ai giorni nostri. Hubert Auriol, René Metge, Jean-Claude Morellet, il Fenouil inventore del Faraoni, Jean-Claude Olivier, l’indimenticabile “patron” di Yamaha France e mentore di Stephane Peterhansel, i fratelli Claude e Bernard Marreau, e quattro Fiat “Campagnola” con gli equipaggi italiani di Giraudo-Cavalieri, Carletti-Carletti, Tocci-Fucci e Arbizzi-Crappolo.

La Yamaha XT500 diventa un fenomeno commerciale

Senza ottenere un solo successo di tappa, e affidandosi al talento e a un’incredibile sensibilità nella gestione dell’avventura sino ad allora del tutto sconosciuta, la vittoria va a un motociclista ventunenne e sconosciuto di Orleans, Cyril Neveu, in sella ad una Yamaha XT500 che diventerà la regina del deserto e un’incredibile fenomeno commerciale. Con la stessa moto Gilles Comte è secondo, e Phlippe Vassard porta al terzo posto una Honda. Al quarto posto la prima auto, la Range Rover dell’equipaggio Gnestier-Therblaut-Lemordant. Solo 74 all’arrivo, tutti francesi tranne i quattro equipaggi italiani delle Fiat Campagnola.

Senza ottenere un solo successo di tappa, e affidandosi al talento e a un’incredibile sensibilità nella gestione dell’avventura sino ad allora del tutto sconosciuta, la vittoria va a un motociclista ventunenne e sconosciuto di Orleans, Cyril Neveu, in sella alla Yamaha XT500

La seconda Paris-Dakar: partono in 216 arrivano in 81

1980. 216 partenti, ancora dalla piazza del Trocadero, per la seconda edizione della Paris-Dakar, il 1° gennaio 1980. Alle moto e alle auto si aggiungono ufficialmente i camion. Ancora 10.000 km da percorrere, di nuovo attraverso Francia, Algeria, Mali, Mauritania, Niger, Alto Volta e Senegal. Le moto sono ancora più veloci delle auto. Con 81 mezzi all’arrivo, il 23 gennaio vince ancora Cyril Neveu, questa volta da Pilota ufficiale della Scuderia Sonauto di Olivier che comprende anche Pineau, Merel, Comte e Christian Rahier, tutti con la stessa XT500. 

 

Al traguardo della spiaggia del Lago Rosa, 60 km a Nord di Dakar, che diventerà uno dei luoghi mitici della grande avventura di Thierry Sabine, questa volta Neveu registra tre successi in sette tappe, e al secondo posto si classifica la Volkswagen Iltis di Freddy Kotulinsky e Gerd Luffelman, che si aggiudicano la ufficialmente istituita classifica delle auto. Neveu batte i compagni di Squadra Merel e Pineau, il primo camion è il Sonacome dell’equipaggio Ataquat-Boukrif Kaoula, e Kottulinski, tedesco naturalizzato olandese, sconfigge Zaniroli e Colesse, con l’altra Iltis, e i fratelli Marreau, con una … Renault 4.

renault 4 dakar
La Renault 4 è tra le indimenticate protagoniste delle prime edizioni della Paris-Dakar

Terza edizione: la Dakar è già una leggenda

1981. Il numero dei concorrenti sale a 291, ma solo 91 transiteranno attraverso il traguardo del lago Rosa. Partita il primo di Gennaio, una data che entrerà nell’epopea della corsa, la terza edizione della Paris-Dakar si conclude il 20 gennaio dopo aver percorso altri diecimila chilometri della sua storia e essersi fermata a riposare solo il 9 gennaio, a Gao. Il Rally si sviluppa sulla distanza di 12 tappe, e nel bouquet di Paesi coinvolti nella Dakar entra la Costa d’Avorio.

 


Se già la seconda edizione della Parigi-Algeri-Dakar è stata un successo, la terza è il trionfo del Rally e del suo inventore, Thierry Sabine. Accanto ai Team ufficiali e alle Case, il cui coinvolgimento è dilagante, vi partecipano le prime “star”, i primi volti da copertina, come il campione di endurance e della 24 ore di Le Mans Jacky Ickx, l’attore Claude Brasseur o il nobile Thierry De Montcorgé alla guida di una Rolls-Royce (peraltro sensibilmente “migliorata”). 

 

1981. Il numero dei concorrenti sale a 291, ma solo 91 transiteranno attraverso il traguardo del lago Rosa

Tanta sfortuna per Neveu... e trionfa "L'Africano"

Il via è dato ancora di fronte alla Tour Eiffel, in mezzo ad un mare di folla, e diecine di migliaia di spettatori accompagnano i concorrenti lungo Strada Nazionale 20 fino all’imbarco di Sète. Cyril Neveu cede alle lusinghe (e al denaro) e passa alla Honda, ma la sua gara, iniziata con la rottura della catena dopo appena 30 chilometri, si concluderà sfortunatamente al 25° posto. 

Paris dakar Auriol 1981
Hubert Auriol, detto l’Africano, con la sua BMW bicilindrica

 

Il protagonista indiscusso della gara delle moto, ancora alla fine più veloci delle auto, è Hubert Auriol, detto l’Africano perché nato ad Addis Abeba, che vince per la prima volta portando al successo una BMW bicilindrica, davanti alle Yamaha di Serge Bacou e Michel Merel. Auriol sarà anche il primo Pilota ad aggiudicarsi la Dakar sia in moto che in auto, con il successo nella Parigi-Le Cap in solitario con un Buggy e diventerà, dal 1995, la guida della Dakar stessa dopo l’intermezzo della gestione di Fenouil della Parigi-Dakar-Parigi. La gara delle auto si conclude con la vittoria della Range Rover di René Metge e Bernard Giroux, davanti al Buggy di Cotel-Corbetta ed alla Lada Niva di Briavoine e Deliaire. Tolti qualche tedesco, inglese, belga, giapponese o svizzero, autentiche mosche bianche, all’arrivo della terza edizione della Dakar sono ancora tutti francesi.

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