Dakar 2022. Formidabili Sanz e Gerini! Il Report

Dakar 2022. Formidabili Sanz e Gerini! Il Report
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Piero Batini
  • di Piero Batini
Bellissima gara del debutto. Laia Sanz e Maurizio Gerini, per la prima volta in auto e per la prima volta insieme, hanno concluso la loro prima Dakar al 23° posto assoluto
  • Piero Batini
  • di Piero Batini
25 gennaio 2022

Jeddah, Saudi Arabia. Ancora Gennaio, ma verso la fine. Ripensamenti. Chi è stato in barca sa che uno dei problemi maggiori è la compatibilità tra i membri dell’equipaggio, che si traduce nel rischio che uno di questi finisca, un giorno o l’altro, in mare. E non è la suocera, preventivamente lasciata a terra perché figura putativa per definizione 😊. Gli ambienti piccoli e obbligati sono un vero e proprio esame di coesistenza. L’abitacolo di una macchina da corsa non fa eccezione, anzi la condivisione di responsabilità e di tensioni acuisce il problema, e si è soltanto in due. O la va o la spacca. Per questo motivo ero in apprensione. Laia Sanz e Maurizio Gerini formavano un equipaggio inedito sotto molti aspetti. Sono – erano? – due motociclisti, e i motard, si sa, sono solitari. Era la prima volta che correvano una Dakar in auto. Quindi, abituati a far tutto da soli, una aveva il compito di guidare, l’altro di navigare. Immaginate se l’una iniziava a dire “so io dove è meglio andare” e l’altro a replicare “non è così che si guida sulle dune, dovresti saperlo!”. Tempo tre dune e la Mini #238 andava in fumo dall’interno. Ero preoccupato perché voglio bene a entrambi, mi sono tremendamente simpatici e sono “dakarianamente” fortissimi, due fantastiche intelligenze solari. Li vedevo di fronte a una dura, tripla prova. La Dakar, le responsabilità dei singoli per un obiettivo comune, e la macchina, quella scatola che non puoi guidare con la danza del corpo. Potete immaginare la felicità di vederli andare d’accordo e, giorno dopo giorno, superare stessi in un’escalation di prestazioni e rendimento. Considerate anche che la Mini a disposizione del nostro Equipaggio era la 4x4 All4 Racing, di almeno un paio di generazioni antecedente le ultime realizzazioni, e che dunque era ben lontana dalle evoluzioni di cui hanno potuto godere le nuove T1 Plus o le vecchie T1 aggiornate. La sensazione finale è che Laia Sanz e Maurizio Gerini formano una bellissima coppia, perfetta sul piano agonistico e dell’immagine, sulla quale puntare concretamente in futuro. Naturalmente contiamo che ben presto se ne accorgano anche Case e Team ufficiali. Ecco il loro report personale sulla loro bellissima gara.

Laia Sanz. “Ciao Piero, tutto bene qua a casa con il CoViD. Penso che ci sia stata poca gente che è tornata a casa senza CoViD. Beh, comunque siamo molto contenti della nostra Dakar perché il risultato generale è molto positivo. Eravamo andati con l'obiettivo di imparare, e penso che abbiamo imparato tanto tutti e due. Penso che Gerry ha fatto un gran lavoro, anche per lui era la sua prima volta e alla fine abbiamo creato un bell'ambiente dentro la macchina. Molto importante, 15 giorni chiusi lì dentro. Sicuramente se torno spero di farlo ancora con lui, perché siamo andati bene, ci siamo fidati l’una dell'altro, che è una cosa molto importante, e ci siamo divertiti.

Il risultato. È stato buono. Poteva anche essere meglio perché la prima settimana potevamo essere molto più avanti. Ma oggi con le macchine ci sono tante differenze, tra le F1 Plus e le basiche, e non potevamo pretendere di più. In compenso abbiamo avuto una macchina affidabile e facile da guidare, quindi quella giusta per imparare. Però, ripeto, l'anno prossimo spero di avere tempo e budget per preparare un bel progetto, e magari disporre di una macchina con le ruote grandi e le sospensioni aggiornate. Vediamo. Per me la valutazione di questa prima Dakar in auto è molto, molto positiva. Pensiamo già a un remake. Più ritmo per essere più avanti e per sognare un futuro sempre migliore. Anche quando abbiamo avuto problemi siamo stati bravi a risolverli, e anche questo è molto importante. Alla fine tutti hanno qualche problema. Noi abbiamo perso un po’ di tempo da stupidi perché non avevamo la chiave giusta, altrimenti avremmo risolto in 10 minuti. Adesso non vale molto pensarci se non per guardare sempre meglio avanti, per un buon risultato con una macchina un po' più competitiva, anche se questa era la macchina giusta per quest'anno e per correre senza pressione. Spero che Gerry mi accompagni ancora e che non abbia avuto troppo paura. Tutti e due eravamo abituati ad essere da soli e penso che è bello vivere un’esperienza del genere anche in due. Penso che è stato molto bello!”

Maurizio Gerini. “Allora, ecco il mio report, che riguarda più che altro la seconda metà di gara e si incentra sul nostro unico problema da imputare, diciamo, a un nostro errore. È stato il giorno 10, una zona “mossa, di gobbe di sabbia. Dietro una di queste gobbe si nascondeva una roccia. Che a voler fare il paragone era delle dimensioni di un comodino. Anzi, i comodini erano due, nascosti dietro al monticello di sabbia. Te la faccio breve: li abbiamo presi in pieno con il lato destro della macchina. È stato l'unico vero problema, poi sai che i problemucci non sono all’ordine del giorno durante la gara e che diverse volte ci siamo dovuti arrangiare a fare un po’ di bricolage, sistemare questo o quello e sperare che tutto filasse liscio fino alla fine. In quell’unico problema, comunque, abbiamo avuto fortuna perché abbiamo distrutto solo il cerchio posteriore e danneggiato l'impianto di raffreddamento dei freni. Sai queste macchine dispongono di un sistema di raffreddamento dei freni ad acqua con tubi e un radiatore. Per fortuna era l’impianto di raffreddamento e non dell’impianto frenante generale, tubi, pompa di azionamento, olio. In un primo momento pensavo che avessimo perso l’olio e che ci saremmo dovuti fare tutta la tappa senza freni.”

“Veramente una grande fortuna, in poco tempo siamo riusciti a sistemare la macchina, che è molto robusta, e siamo ripartiti. Ci ha detto bene. Se tiriamo una linea di bilancio, devo dire innanzitutto che il feeling è stato super. Ci ha aiutato il fatto che sia lei che io sappiamo cosa vuol dire navigare e guidare, sappiamo cos’è il deserto. Questa volta lo abbiamo fatto insieme, e ci siamo trovati molto bene. Secondo me il passo di gara è stato buono ed è migliorato veramente di giorno in giorno. Gli ultimi giorni devo dire, pur secondo la mia poca esperienza dal lato auto, che avevamo una buona velocità. Ovviamente la macchina, rispetto alle ultime evoluzioni, è un po’ basica e con le recenti modifiche di regolamento è rimasta un po' indietro. Quindi adesso manca un poco di velocità, una maggiore escursione delle sospensioni e dimensioni delle ruote più generose. Considerato questo dico che siamo andati molto bene.”

“A parte l'unico problema vero, ci sono state un paio di insabbiate dovute alla forte polvere, nel giorno 11 mi pare. Una roba forte con tempesta di sabbia, cavolo, ci siamo trovati a un certo punto contro un muro di sabbia e di polvere, pazzesco. C’era un po' di vegetazione e quelle gobbe di sabbia un po' bastarde. Dopo aver visto una macchina o due girate sul tetto, abbiamo capito che era meglio fermarci e aspettare di vedere chiaro. In quelle condizioni, anche se vai piano ma non vedi una di quelle gobbe, la prendi di lato e ti cappotti. Quindi abbiamo preferito fermarci, ma era una zona di super fesh-fesh e la macchina è sprofondata come nelle sabbie mobili. Lì abbiamo dovuto tribolare per uscire. Poi c’è stata l'ultima giornata di gara che tutti abbiamo sottovalutato, e che invece è stata di navigazione molto complicata (e secondo me è anche di terreno difficile). La navigazione era molto ingannevole e parte del terreno prevalentemente roccioso, l’altra metà sabbioso. Il caso tipico di quegli oued dove c'è il problema prevalentemente della sabbia ma anche delle rocce nascoste. Ultima giornata insidiosa poi che dire, sul totale siamo molto contenti. Adesso guardiamo al futuro con qualche idea.”

 

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