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Rally del Marocco. Prove Generali di Dakar

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Tradizionale ultima chance, il Rally del Marocco riunisce il meglio della… prossima Dakar. I “big” e gli “aspiranti” al via. Rally avviato, tanti italiani, Al Attiyah e Mattias Walkner “lepri” della prima ora

Rally del Marocco. Prove Generali di Dakar

Zagora, Marocco, 10 Ottobre. Se si parla di Rally-Raid, quest’anno si è corso poco. Pochi Rally, poche e disertate Baja apparizioni tutto sommato sporadiche e “ambienti” non troppo frequentati. Le ragioni sono molte, le solite e le emergenti (o di… emergenza), ma alla resa dei conti a tenere banco, anche tra un anno e l’altro, e tra un’edizione e l’altra, è ancora e sempre la Dakar. Anche con la sua “politica” di riferimenti e di interessi incrociati. Vanno bene le gare in Arabia Saudita, così come per lo stesso tipo di riflesso andavano bene quelle in America del Sud, e vanno bene le “prove di qualifica”. Per esempio l’Andalusia nato quasi per caso da una costola del… ferito Marocco e rivelatosi un successo subitaneo, e il Rally del Marocco al suo risveglio dopo un anno di clausura per il CoViD-19. Un anno lontano dagli appetiti degli appassionati e, una volta riaperta le “mensa”, questi di precipitano compatti in formato folla.

Il Rally del Marocco ha due prerogative oggi imprescindibili e inscindibili. È organizzato dall’attuale Direttore Sportivo della Dakar, David Castera, ed è l’ultima prova-test prima dell’edizione successiva della Dakar. Ci sarebbe anche l’Abu Dhabii Desert Clallenge, ma la corsa medio orientale balla avanti e indietro nella stagione e non è strutturalmente adatta come il Marocco, che quindi risulta idealmente a ridosso del Rally-Maratona per definizione, lasciando un tempo quasi nullo per eventuali modifiche e perfezionamenti dei mezzi da Gara. Molti di questi, addirittura, vengono costruiti all’indomani del Marocco e sono basati sulle indicazioni dell’ultima ora dell’ultima Gara utile. Ergo, in Marocco ci sono tutti, di default e per necessità. Non bastasse il Rally si pone anche come base sinergica con la Dakar, di fatto imponendosi anche come “esame” finale di ammissione, la famosa etichetta “Road to Dakar”, al mondo della Dakar vera e propria. Un altro buon motivo… trasversale per esserci.

Ecco come accade che l’edizione 2021 del Rally del Marocco diventa, pur in temi di generali difficoltà, quella dei record. Record di quantità, 160 Moto e 100 Auto, e di qualità. Inoltre il Rally del Marocco riflette il trend assai positivo della partecipazione italiana, affettivamente legata quasi in esclusiva alla Dakar. Gli italiani sono tanti, i “collaudati” e gli “esaminandi”. Non solo italiani, certamente, e non solo per partecipare, successivamente, alla Dakar. Si farebbe prima a riferire di chi non c’è. Tre nomi a caso, emblematici di situazioni innovative e importanti: AUDI, Franco Picco, Laia Sanz. Tutti legati a doppio filo, diciamolo subito, all’evoluzione delle rispettive novità. La Marca tedesca ha preferito svolgere dei lunghi e solitari test sugli stessi terreni del Rally, per poi passare il “dossier” tecnico alla Fabbrica lanciata nella costruzione dei prototipi RS Q e-tron. Le conseguenze sono due. Non vedremo “ufficialmente” in azione la nuova Macchina prima della Dakar, e allo stesso modo non potremo vedere in azione i Piloti del Dream Team, Stephane Peterhansel, Carlos Sainz Senior, “diversamente” impegnati per tener alto il morale e il tono psico-fisico. Il solo Mattias Ekstrom è della partita, con una Mini, per continuare nell’apprendistato specifico.

Secondo caso, Franco Picco. La notizia è stata resa ufficiale, il Pilota vicentino, parte integrante della Leggenda della Dakar, sarà al via della Arabia Saudita 3 con una Fantic Rally. Abbiamo visto l’”embrione” della Moto già a febbraio, ma abbiamo saputo mantenere il segreto. Questo solo per dirvi che sulla più grande novità che ci riguarda si sta lavorando senza sosta praticamente dalla chiusura dell’edizione 2021, e che non sarà un’improvvisata. Delle basi tecniche e dello “spirito” evolutivo della nuova Moto italiana, fortemente improntato alla migliore tradizione della Dakar “Original”, vi diremo in altra occasione. Quel che conta adesso è che Picco non è al via del Marocco, ma questo… conta fino a un certo punto, perché il grande Franco non ha bisogno di troppa “ambientazione”!

Terzo caso di grande assente, Laia Sanz. Recentemente chiamatasi fuori dalla Dakar in Moto, la Principessa di Spagna ha detto e confermato che correrà con una macchina. Non ha detto che sarà una Mini, come molti hanno già scritto, e non ha ufficializzato neanche l’altra metà dell’Equipaggio, quindi non facciamo i curiosi e aspettiamo anche questa conferma fiduciosamente tranquilli. Laia comunque è super impegnata nella conclusione del Mondiale di Enduro, a cui GasGas l’ha richiamata per una ritoccatina al record personale di Titoli, e comunque si tiene in esercizio con le 4 ruote andando a correre l’imminente Extreme E Island in Sardegna.

E passiamo ai… presenti. Che sono un oceano di concorrenti. Tra le Moto i Big sono riuniti nella categoria Rally GP, tutti gli altri nella Rally 2, poi c’è l’Enduro Cup, una vecchia idea di Cyril Neveu. Dopo Prologo e prima tappa è in testa Mattias Walkner con la (nuovissima) KTM 450 Rally Ufficiale, e purtroppo è già fuori Maurizio “Gerry” Gerini, sbalzato di sella il primo giorno e tenuto a freno dai medici per precauzione, una scelta che, fortunatamente, sarà opportuna ma frustrante. Ma Gerini… ha la fidanzata in corsa, Francesca Gasperi, come altri in “esame” d’ammissione” poiché iscritta alla Dakar. Tra gli altri e nella stessa condizione ci sono Paolo Lucci e Leonardo Tonelli, e i Winkler padre e figlio, Aldo e Andrea. Sono belli i diversi “percorsi” di avvicinamento alla Dakar. Ognuno ha scelto la sua strada, e come per incanto e caso, pur partiti in date e da luoghi diversi, tutti si ritroveranno alla Dakar della stessa edizione. Lucci ha iniziato dal Marocco “minore” ed è passato dall’Africa Race, Tonelli ha seguito la via, vincente, del Motorally che ha messo in gioco una corsia d’accesso alla Dakar. Winkler figlio ha seguito le orme del padre Aldo che torna alla corsa e avventura che è stata la sua epopea di passione sportiva qualche… lustro fa. Entrambi sono passati attraverso la prova generale del Silk Way Rally.

Dicevamo di Walkner, poiché al momento è primo, e delle KTM, ma di fatto tutti gli ufficiali sono della partita. Gli squadroni KTM, Walkner, Price, Sunderland e Kevin Benavides, vincitore della Dalar 2021, e gli agguerriti avversari Honda, Brabec, Cornejo, Quintanilla e Barreda. Poi le Squadre “minori”, ma non per questo di serie B. Yamaha, Short, Branch e Van Beveren, Hero, con Caimi, Buhler e Rodrigues. Con una GasGas Sanders, con le Husqvarna Howes, De Soultrait, i nostri Gerini e Cerutti, Rui Concalves con la Sherco. Il primo giorno erano tre Honda in testa, guidate da Barreda, già il secondo le carte iniziano a rimescolarsi.

Non meno imponente la partecipazione delle Auto, anche se in questo caso la mappatura risente doppiamente dell’assenza di AUDI. Toyota Overdrive ha portato giù otto Hilux, Mini due 4x4 e due Buggy, South Racing una marea di SSV T3 e T4, tra cui quello dei nostri Eugenio Amos e Paolo Ceci. Toyota va al bersaglio grosso con Al Attiyah, attualmente al comando, Al Rajhi, Alvarez, Mini punta su Krotov e sul riassetto della formazione non più di… punta visto il trasferimento di energie verso AUDI.

Cinque tappe, tutte ad “anello”, per complessivi 2.600 chilometri di cui 1.600 di Prove Speciali, partenza e arrivo coincidenti nell’unico bivacco del Rally allestito nelle vicinanze di Zagora, 350 chilometri da Marrakech, 160 da Ouarzazate. È una scelta logistica in parte riferita alla situazione generale della pandemia, dall’altra una sorta di ritorno alle origini. In Marocco, infatti, si sono visti i più bei bivacchi del Rally-Raid.

I Report dei Nostri

Leonardo Tonelli. “Per ora va bene, mi trovo bene e inizio a prendere confidenza con la mia nuova moto, che è ovviamente diversa da quella che uso “normalmente” nel Motorally. Sono bei posti, stupendi, paesaggi molto vari. La lunghezza delle Speciali non mi spaventa, tra i sassi non ho troppa difficoltà, devo abituarmi alle velocità più elevate. L’altro giorno sul “piattone” di un chott sono andato a vedere 160 chilometri all’ora, giusto per l’emozione, poi mi sono rimesso in “carreggiata”. Le speciali sono varie, già molta sabia e anche qualche pietra di troppo, non difficili ma che tendono a confonderti le idee sulla navigazione. Più di tutto a distrarre è lo spettacolo dei paesaggi!”

 

Francesca Gasperi. “Il primo giorno una gran fatica, sono arrivata al traguardo molto stanca. Il giorno dopo, sebbene la tappa fosse lunga quasi il doppio, è andata molto meglio. Inizio a sentirmi bene, a star bene sulla moto. Mi spiace, ovviamente per Gerry, che non parte, purtroppo. Ha avuto una commozione cerebrale, sta bene ma giustamente lo tengono d’occhio. Bello arriva fino a Merzouga, bellissima la Speciale. Sì, il primo giorno credevo di essere devastata fisicamente, dal secondo sono già pronta, curiosa di andare avanti e scoprire questo Rally.”

 

Paolo Lucci. “Prologo, 10 chilometri veloci, e due tappe, già la prima molto lunga, già un migliaio di chilometri di gara, buoni per un primo bilancio. Bella la prima Tappa, 280 chilometri di Speciale. All’inizio polvere e difficoltà per superare. Poi le dune, bellissime, infine sassi & sassi nel finale. Seconda Tappa più lunga, quasi il doppio, non più difficile, un po’ di navigazione ma niente di speciale. Il guauio più rosso… la “scoppio” dell’air-bag. Terzo il primo giorno, parlo di Rally 2, secondo il secondo giorno. bene così”.

 

Paolo Ceci (Eugenio Amos). “Non un inizio di Rally “indolore”, ma ci facciamo le ossa e andiamo a vedere di cosa si tratta. Come altre volte, siamo veloci e Eugenio guida benissimo, ma non tutto fila liscio. Il primo giorno un aumento della temperatura a causa della cinghia ci ha fatto mordere il freno e rallentare, poi quando eravamo ormai in vista del traguardo, ecco una foratura che ci ha stoppati ancora. Niente di male, succede. Il secondo giorno è stato più “thriller”, complicato. Eugenio stava male al mattino, al punto da non essere sicuro di poter partire. Alimentazione, o un piccolo colpo di calore. Però è una roccia, una forza di volontà encomiabile. Ho guidato nel trasferimento, lui si è ripreso un po’, ha stretto i denti e ha ripreso il comando della nave. Nonostante tutto siamo andati bene e ora risiamo in palla. Avanti tutta!”

 

© Immagini Rallye du Maroc – DPPI - Red Bull Content Pool – KTM Media – GasGas – Hero Motorsport – Monster Honda RT

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