Formula 1 in lutto: addio ad Alan Jones, lo storico campione Williams che fece sognare l'Australia

Formula 1 in lutto: addio ad Alan Jones, lo storico campione Williams che fece sognare l'Australia
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Il motorsport piange Alan Jones, scomparso a 80 anni dopo una breve malattia. Fu il primo pilota a portare la Williams sul tetto del mondo nel 1980 e l'ultimo australiano a vincere il GP di casa. Il cordoglio della moglie Amanda e il ricordo di una carriera leggendaria.
5 novembre 2026

Il motorsport perde uno dei suoi volti più iconici, ruvidi ed emblematici. Si è spento giovedì 5 novembre all’età di ottant’anni Alan Jones, lottatore indomabile dell'asfalto ed ex campione del mondo di Formula 1, arresosi a una breve malattia. L’annuncio della scomparsa è arrivato attraverso una nota diffusa dalla moglie, Amanda Butler-Davis, che ha voluto ricordare non solo l'uomo privato, ma anche il legame profondo e mai reciso che il pilota australiano ha mantenuto per tutta la vita con la sua sterminata comunità di appassionati: "Siamo profondamente addolorati nell'annunciare la scomparsa del nostro amato Alan. Mancherà moltissimo e sarà ricordato con affetto da chi gli era più vicino, così come dai numerosi fan di cui ha sempre apprezzato il sostegno".

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L’approdo nel Circus arrivò nel 1975, un’annata di apprendistato divisa tra i sedili della Hesketh e della Hill, a cui seguì un campionato di sofferenza al timone della Surtees. La vera svolta, destinata a far compiere il salto di qualità alla sua reputazione, maturò nel 1977 alla guida della Shadow. Fu durante quel Mondiale che Jones firmò un'impresa leggendaria sul circuito dell’Österreichring. In un Gran Premio d'Austria condizionato dalle variabili climatiche e dalla selezione naturale dei ritiri, l'australiano sfoderò una guida magistrale, cogliendo la sua prima affermazione personale nella massima serie. Quel successo non fu solo una pietra miliare per la sua carriera, ma entrò di diritto negli annali della Formula 1 come l'unica vittoria mai conquistata dal team Shadow nei suoi anni di permanenza nel Mondiale.

Le prestazioni di Jones attirarono le mire di Sir Frank Williams, che alla fine del 1978 decise di affidargli il volante della sua scuderia nascente. Fu la scintilla di una combinazione perfetta. Dopo un primo anno di assestamento chiuso al terzo posto nel 1979, condito da quattro successi in Germania, Austria, Olanda e Canada, la consacrazione assoluta arrivò nel 1980. Al volante della leggendaria Williams FW07B a effetto suolo, Jones disputò una stagione monumentale. Con cinque vittorie incastonate nei Gran Premi di Argentina, Francia, Gran Bretagna, Canada e Stati Uniti-Est, l'australiano piegò la concorrenza e si laureò Campione del Mondo. Un trionfo dal valore inestimabile che regalò alla scuderia di Groove il primissimo titolo piloti della propria storia, inaugurando l'epopea dorata del team britannico. Per l'Australia, quel titolo segnò il ritorno sul tetto del mondo quattordici anni dopo i trionfi del leggendario Sir Jack Brabham.

ANSA

Anche nel 1981 Jones si confermò assoluto protagonista della lotta iridata. Nonostante i due successi a Long Beach e a Las Vegas, perse il titolo per appena quattro punti a favore di Nelson Piquet. A fine anno decise di ritirarsi, salvo poi concedersi un breve e nostalgico ritorno tra il 1985 e il 1986 con il team Haas, prima di chiudere definitivamente con le ruote scoperte e dedicarsi alle competizioni GT nella sua terra natia.

Alan Jones lascia in dote un patrimonio sportivo inestimabile. Insieme a Jack Brabham fa parte dell'esclusiva nobiltà dei piloti australiani capaci di indossare la corona iridata, fungendo da apripista e fonte di ispirazione per le generazioni successive, da Mark Webber e Daniel Ricciardo fino all'attuale astro nascente Oscar Piastri. A Jones spetta inoltre un primato storico unico e mai più eguagliato: rimane ad oggi l'unico pilota di casa ad aver trionfato nel Gran Premio d'Australia. Un'impresa riuscita quando la gara non era ancora inserita nel calendario ufficiale del Campionato Mondiale di F1, ma che è rimasta nell'immaginario collettivo come il marchio definitivo di un campione indomabile. 

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