Interlagos si rifà il look e Pirelli scompiglia i piani: la scelta coraggiosa che stravolge la gara a San Paolo

Interlagos si rifà il look e Pirelli scompiglia i piani: la scelta coraggiosa che stravolge la gara a San Paolo
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Tra porzioni di nuovo asfalto e la scelta di mescole più morbide rispetto al passato, Pirelli alza la posta a Interlagos: ecco perché il degrado e il meteo stravolgeranno le strategie del GP di San Paolo
4 novembre 2026

L’estenuante triplice trasferta americana della Formula 1 giunge al suo atto finale nel tempio di Interlagos per il Gran Premio del Brasile. Sul circuito intitolato a José Carlos Pace, la sfida tecnica non si giocherà soltanto sui saliscendi e sul consueto scenario meteo sempre pronto a rimescolare le carte, ma soprattutto sul sottile filo dell'aderenza e della gestione gomma. Pirelli ha infatti deciso di sparigliare le carte rispetto allo scorso anno, portando a San Paolo un tris di mescole più morbide: C3 come Hard, C4 come Medium e C5 come Soft.

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Una scelta coraggiosa e che aggiunge pepe alla vigilia, considerando che la pista presenta insidiosi elementi di discontinuità. Nel corso dell’anno, infatti, il tracciato è stato parzialmente riasfaltato nei tratti compresi tra le curve 3 e 5 e tra le curve 8 e 9. Porzioni di bitume nuovo di zecca che rischiano di stravolgere la progressione del grip e la risposta degli pneumatici sulle lunghe distanze. Con tre sessioni di prove libere a disposizione, ingegneri e piloti dovranno lavorare a ritmo serrato per decifrare l'impatto del nuovo fondo su usura e degrado, in un fine settimana in cui la sensibilità del pilota farà una differenza enorme.

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I precedenti d'altronde parlano chiaro: Interlagos è una pista che perdona poco sotto il profilo strategico. Sebbene dal punto di vista delle sollecitazioni pure il tracciato non imponga carichi estremi alle coperture — distribuendo le forze in modo piuttosto equo tra asse anteriore e posteriore —, il controllo del degrado resta da sempre il vero fattore determinante. Dodici mesi fa la gara aveva regalato una varietà tattica spettacolare: la due soste era risultata la via più efficace, con la C2 che faticava a trovare aderenza e la coppia Medium-Soft ad addossarsi il peso della corsa. Con la terna scelta per il 2026 spostata un gradino più in basso verso il morbido, trovare il perfetto equilibrio tra la spinta sul giro secco e la protezione della gomma sulla distanza sulla carta si preannuncia una vera opera d'arte ingegneristica.

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Senza dimenticare il fattore caos per eccellenza: il meteo microclimatico di San Paolo. In un tracciato che offre naturali punti di sorpasso e consente grande flessibilità nei box, l'incognita pioggia e gli sbalzi termici improvvisi restano dietro l'angolo, pronte a chiamare in causa le coperture Intermediate e Full Wet. Su una pista dove Michael Schumacher detiene il record di 4 sigilli e dove Ferrari e McLaren si spartiscono lo scettro dei costruttori a quota 9 vittorie, la partita per il successo passa inevitabilmente attraverso chi saprà ascoltare meglio la voce delle proprie gomme.

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