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In Formula 1, tutto scorre in maniera incredibilmente veloce, e i team devono reagire rapidamente, raccogliendo dati e analizzandoli in tempo reale. Vale anche per i partner delle scuderie, come Shell, fornitore di carburanti e lubrificanti da gara per Ferrari nel Circus. La collaborazione tra Shell e Ferrari si gioca su diversi piani. “Noi portiamo la conoscenza della chimica della combustione e della termodinamica a livello molecolare – spiega Valeria Loreti, Motorsport Delivery Manager di Shell -. Loro quella della meccanica, della progettazione del motore, e delle proprietà termodinamiche che vogliono massimizzare. Lavoriamo come se fossimo un unico team, con riunioni giornaliere o settimanali per definire gli obiettivi”.
Poi c’è il secondo team di lavoro, attivo in pista e velocissimo. “Ogni gara abbiamo in pista almeno due tecnici, che forniscono i dati in tempo reale agli ingegneri. Prima e dopo ogni sessione riceviamo i campioni dei fluidi che vanno in vettura. Quando arrivano noi ne prendiamo una parte per le analisi, così come facciamo con i campioni prelevati dal dispenser in cui viene messo il carburante e dal serbatoio della vettura. Dobbiamo essere sicuri che in nessuno di questi step ci siano contaminazioni, come acqua di condensa, grasso dell’assemblaggio o sporco”.
“Per quanto riguarda l’olio, controlliamo lo stato della concentrazione dei metalli che possono provenire dall’eventuale sfregamento delle parti del motore. Nel giro di un quarto d’ora dal termine della sessione forniamo un report completo agli ingegneri, come una lastra a raggi X del motore senza che ci sia la necessità di aprirlo”. È uno strumento diagnostico non da poco, che può individuare potenziali problemi di affidabilità prima che abbiano conseguenze pesanti sull’economia del weekend di gara.
Ma quest’anno il lavoro diventa più complesso per la mancanza di riferimenti data dai nuovi propulsori in F1. “Fino allo scorso anno, con le power unit congelate, avevamo un database di riferimento con cui poterci confrontare in base al chilometraggio, all’età del motore e alla pista. Questo ci aiutava a capire se ci fossero dati fuori dall’ordinario”. Con il passare del tempo, questo database andrà a ricostruirsi, con i dati delle nuove e complesse power unit 2026.
La velocità del lavoro condotto da Shell in Formula 1, peraltro, ha un influsso anche sullo sviluppo dei prodotti per le vetture di serie. “Il vantaggio del lavoro in F1 è un feedback immediato. Nel momento in cui siamo nel ciclo di sviluppo possiamo aggiungere dei componenti che non sono stati testati in passato e nell’arco di una settimana abbiamo il riscontro su cosa funziona e cosa no. Questo ci permette di focalizzarci sulle direzioni di sviluppo più promettenti ”. È una velocità, quella intrinseca alla F1, che rende più rapidi anche i processi industriali di Shell.