"In onore di Max Biaggi": l'incredibile retroscena su Verstappen svelato dal padre Jos. E ora la sfida a Valentino Rossi

'In onore di Max Biaggi': l'incredibile retroscena su Verstappen svelato dal padre Jos. E ora la sfida a Valentino Rossi
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Un retroscena emerso dal passato svela la scelta del nome di Max Verstappen, chiamato così in onore di Biaggi. E a Portimão il campione di F1 incrocerà Valentino Rossi
15 ottobre 2026

Sapete perché Max Verstappen si chiama così? A rivelare, in tempi per nulla sospetti, cosa ha portato i genitori del quattro volte campione del mondo di Formula 1 a compiere questa scelta, è stato proprio il padre Jos. Una decisione presa, però, dalla mamma Sophie Kumpen, ex pilota di kart che ha lottato contro nomi illustri del panorama motorsportivo: da Jarno Trulli a Giancarlo Fisichella, Jenson Button e Christian Horner. L’aneddoto che c’è dietro è abbastanza interessante, perché Max è stato chiamato così in onore di un campionissimo delle due ruote: Max Biaggi.

Foto copertina: Verstappen.com

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L’intervista risale al lontano 28 gennaio 2003, quando la Formula 1 scaldava i motori per l’inizio della stagione che avrebbe preso il via nel giro di un mese nella splendida cornice del Gran Premio d’Australia. Per prepararsi all’appuntamento di apertura, l’Australian Grand Prix Corporation aveva organizzato per i media australiani una round table con Jos Verstappen, che si era da poco unito al team Minardi dell’australiano Paul Stoddart dopo un anno di pausa. E la trascrizione di quell’intervista è disponibile sulla versione inglese del sito Motorsport. Ora, quelle dichiarazioni di ben 23 anni fa sono tornate in auge, perché tutto quello che fa un campionissimo come Max Verstappen riesce, sempre e comunque, a catalizzare l’attenzione.

L’olandese è reduce da una tripletta asiatica che l’ha visto trionfare sia in Malesia che a Singapore, siglando i primi due successi stagionali, sia per lui che in assoluto per il nuovo motore di Red Bull Ford Powertrains. Ma ora per lui è già tempo di tornare in azione per il round conclusivo del GT World Challenge Europe a Portimão, dove scenderà in pista contro una leggenda del motomondiale: Valentino Rossi. I due sperano di avere modo di scambiare quattro chiacchiere lontano dai riflettori e dalla confusione del box, ma sicuramente di non essere troppo vicini in pista. E di certo un tema della discussione sarà anche la scelta degli ex coniugi Verstappen di chiamare Max come un’altra leggenda delle due ruote, Max Biaggi, con cui Rossi ha dato vita a splendidi duelli in pista.

Max Biaggi con Valentino Rossi l'11 maggio 2003 sul podio del Gran Premio di Spagna di MotoGP a Jerez
Max Biaggi con Valentino Rossi l'11 maggio 2003 sul podio del Gran Premio di Spagna di MotoGP a Jerez ANSA

In quell’intervista del 2003, quando Max aveva ancora 5 anni ma già scorrazzava nel paddock della Formula 1 — sport dove avrebbe debuttato solamente 13 anni dopo, nel 2016 —, il padre Jos ha svelato l’origine del nome. Alla domanda diretta se avessero chiamato il figlio maggiore Max in onore di Max Mosley (allora presidente della Fédération Internationale de l’Automobile), Jos ha smentito: “Il nome l'ha scelto mia moglie. Credo che l'abbia chiamato così in onore di Max Biaggi (pilota italiano della MotoGP). Inoltre, voleva un nome forte, corto, e penso che Max sia un ottimo nome”.

Dunque, già dal momento in cui è stato iscritto all’anagrafe, Max aveva sulle spalle il peso di chiamarsi come un grande del motomondiale come Biaggi. Poi la crescita nel mondo dei motori, sapendo di essere il figlio di Jos Verstappen e di Sophie Kumpen, grande kartista negli anni ’90 e vicina al mondo della F1 fin quando non ha rinunciato alla carriera professionistica per seguire la crescita dei figli Max e Victoria, e infine la scommessa di Christian Horner ed Helmut Marko su di lui quando era solo un ragazzino. Una serie di tasselli che hanno formato il talento e il carattere di un predestinato, oggi quattro volte campione del mondo e padrone assoluto della Formula 1.

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