F1, Ferrari, Red Bull e non solo: cosa abbiamo imparato dal Day 1 dei test in Bahrain

F1, Ferrari, Red Bull e non solo: cosa abbiamo imparato dal Day 1 dei test in Bahrain
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Ecco cosa è successo nella prima giornata di test pre-stagionali 2024 di Formula 1 al di là dei tempi sul giro
21 febbraio 2024

I tempi, nei test pre-stagionali della Formula 1, lasciano sempre il tempo che trovano. Con soli tre giorni a disposizione, il tempo per saggiare la bontà delle soluzioni pensate per le nuove monoposto è poco, e i crono, con il lavoro diversificato da team a team, lasciano il tempo che trovano. È per questo che, al termine della prima giornata di collaudi in vista del campionato 2024, vogliamo andare oltre i crono per scoprire cosa abbiamo imparato davvero da queste otto ore di attività in pista. 

La Red Bull ha osato, ma non è finita fuori strada

Le apparenti difficoltà della Red Bull nelle primissime fasi dei test in mattinata sono state semplicemente uno specchietto per le allodole. La RB20 è sembrata bizzosa soprattutto nei tratti più lenti, un po’ “pesante”, e poco reattiva. Ma quelle che parevano mancanze della monoposto altro non erano che delle piccole ruggini dovute alla necessità di Max Verstappen di guadagnare fiducia nella vettura. Verstappen sembrava non “attaccare” l’ingresso di curva con la solita fierezza. Il fatto di avere meno fiducia nella reazione del posteriore rispetto al solito si è tradotta in un sottosterzo indotto da Max proprio perché non è stato aggressivo come avrebbe fatto normalmente.

Che fossero solo delle piccole sbavature iniziali lo dimostrano le prestazioni offerte in seguito da Verstappen. Concentrarsi sui tempi, e sui distacchi riflati agli altri, non avrebbe senso. Ma la sensazione è che l’audace direzione presa dalla Red Bull non abbia reso la RB20 capricciosa. Né abbia portato fuori strada la scuderia di Milton Keynes. I crono non contano, dicevamo. Ma certe espressioni dicono molto più di tante parole. Quando a metà pomeriggio Verstappen ha rifilato con grande nonchalance otto decimi a Lando Norris, il suo ingegnere di pista, Gianpiero Lambiase, ha sfoggiato un sorriso a 32 denti. Coincidenze? Noi non crediamo…

La sospensione posteriore della Williams, questione di risparmio

La Williams FW46, mostrata con un certo ritardo rispetto alla concorrenza proprio in Bahrain a poche ore dall’inizio dei test, presenta lo schema pull-rod per le sospensioni posteriori. Si tratta non solo di una scelta in controtendenza rispetto alla concorrenza – solo Ferrari e Haas hanno questa impostazione – ma anche e soprattutto diversa da quella della Mercedes, parter tecnico della Williams. Il motivo lo ha spiegato oggi il team principal James Vowles: la Williams ha scelto di montare la stessa sospensione del 2023 per risparmiare non solo tempo nello sviluppo del retrotreno, ma pure denaro. È la dimostrazione del fatto che il budget cap influisce anche sulle scelte tecniche da parte dei team più piccoli. La Williams in mattinata ha accusato anche un problema tecnico con Albon, costretto a fermarsi per un problema al sistema di carburante che la Williams non aveva riscontrato nelle simulazioni. È proprio vero che ci sono degli aspetti che anche la simulazione più accurata non può riprodurre. Così come non si possono prevedere problemi tecnici come quello alla trasmissione che ha interrotto anzitempo il lavoro in pista di Logan Sargeant nel pomeriggio.

No, non ci sono quattro Red Bull in pista. Ma…

Nome discutibile a parte, la Visa Cash App RB sta facendo parlare di sé anche e soprattutto per le sue sinergie con la Red Bull. La concorrenza ha le orecchie drizzate da quando lo scorso anno gli ultimi aggiornamenti portati in pista dall’allora Alpha Tauri hanno portato la AT04 ad adottare soluzioni in linea con quelle della RB19, soprattutto in termini di sospensioni. Per quanto si è visto nella prima giornata di test, lo scenario apocalittico di avere quattro Red Bull in pista non si è manifestato. Ma la VCARB-01, con le sue soluzioni a metà tra la RB19 e la RB20, sembra poter avere le carte in tavola per dare fastidio a centro classifica. E se così fosse, i rivali non starebbero certo a guardare.

Mercedes, non fatevi ingannare dalla classifica

In apparenza, la Mercedes non ha vissuto una giornata facile in Bahrain. George Russell, unico pilota a guidare oggi la W15, ha dovuto attendere a lungo ai box per dei cambi di set-up. Cosa che, dicono dalla Mercedes, era prioritaria rispetto all’inanellare un numero maggiore di giri. Russell ha comunque superato quota 100 giri, il che dimostra che la Mercedes ha raccolto dati utili. E c’è un elemento molto importante, l’assetto aggressivo in termini di altezza da terra portato in pista dalla scuderia di Brackley nel pomeriggio. È indubbiamente un buon segnale, visto che negli anni scorsi il porpoising impediva alle monoposto di casa Mercedes di portarsi troppo vicine all'asfalto. 

Ferrari, la SF-24 non fa i capricci

Sia Charles Leclerc che Fred Vasseur a margine della presentazione della Ferrari SF-24 avevano sottolineato il lavoro profuso per migliorare la guidabilità rispetto allo scorso anno. Da quanto si è potuto osservare oggi, sembra che la SF-24 sia decisamente meno capricciosa, a tuttto guadagno della fiducia dei piloti nel loro mezzo. Leclerc aveva spiegato come la SF-23 fosse estremamente sensibile a fattori esterni come il vento. Le folate nella prima giornata di test a Sakhir sono state un'ulteriore banco di prova, che la nuova nata del Cavallino rampante pare aver superato. Per l'altro tallone d'Achille delle passate vetture di Maranello, la gestione delle gomme, è decisamente presto per pronunciarsi. La pista era troppo green per fare le valutazioni del caso. Bisognera attendere il passare delle prossime giornate di test, che vi racconteremo qui su Automoto.it.

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